Mentre a Todi si sono condannati a morte “le steli” luminose dei Giardinetti per riambientare la zona in stile antico (a proposito: ci risulta che nei giorni scorsi sono stati affidati i lavori per la sostituzione dei punti luce), dal “summit” mondiale sull’energia del futuro viene proposto per i centri, sia storici che contemporanei, un lampione che guarda davvero all’avvenire, ma non solo da un punto di vista estetico.
Compito principale dei lampioni, al di là dell’architettura, è sicuramente quello di illuminare (così che qualcuno si accorga magari anche delle grandi pozzanghere che si formano, quando piove, proprio nei pressi dell’ascensore che porta al centro tuderte; pozzanghere che sembra siano la caratteristica dei lavori sul colle, tant’è che sono numerose quelle che si formano sui gradini che scendono al parcheggio sottostante la Fina).
Il nuovo lampione si chiama ”Stapelia”ed è a forma di un particolare fiore tropicale e fa luce con il sole. E’ il lampione fotovoltaico di ultima generazione realizzato e brevettato nel Centro Ricerche Enea di Portici. ‘
‘Stapelia” è stato presentato al World Future Energy Summit in corso ad Abu Dhabi. Coniugando le più avanzate tecnologie per la produzione di energia solare da fotovoltaico con un raffinato e avveniristico design a forma di un particolare fiore tropicale, a cui deve il nome, rappresenta un elemento di arredo urbano all’avanguardia per l’illuminazione in contesti architettonici e paesaggistici di pregio e nei centri storici.
Secondo il Presidente dell’Enea, Luigi Paganetto, ”un’intensa collaborazione tra il design architettonico e le più avanzate tecnologie fotovoltaiche è la chiave di volta per consentire a queste tecnologie di affermarsi sempre più nei contesti urbani sia storici che contemporanei”.
- Redazione
- 27 Gennaio 2008










