Almeno il 35% dei lavoratori dipendenti è ormai costretto ad effettuare un doppio lavoro per arrivare alla fine del mese; il 50% delle persone in cerca di occupazione lavora in nero

Anche senza l’effetto dei cambiamenti climatici, ma forse per effetto della continua erosione della fetta di reddito nazionale che il lavoro riesce a conquistare, l’Italia sommersa è ormai quasi più di quella che emerge dalle acque.
Nascondersi per sopravvivere, d’altronde è una tecnica universalmente accettata
in tutto il mondo e la colpa di ciò per di più è di chi costringe ad occultarsi o ci guadaOgna sopra e non di chi si nasconde per necessità.
È di almeno 549 miliardi di euro il valore della economia sommersa nel nostro Paese per il 2007. È la stima fornita dall’Eurispes all’interno dal “Rapporto Italia 2008”. 
Il fenomeno dell’economia sommersa coinvolgerebbe i settori più diversi: si va dall’agricoltura all’edilizia, passando per i servizi e l’industria, e assume le forme del lavoro nero continuativo, del doppio lavoro e del lavoro nero saltuario.

Il 54,6% dell’economia “non osservata” è rappresentato dal lavoro sommerso. L’Eurispes ipotizza che almeno il 35% dei lavoratori dipendenti sia ormai costretto ad effettuare un doppio lavoro per far quadrare i conti e arrivare alla fine del mese. Questo vuol dire che sono almeno 6 milioni i “doppiolavoristi” tra i lavoratori dipendenti, mentre almeno 600 mila sarebbero gli immigrati con regolare permesso che lavorano in nero.
Altra categoria che sfugge ai dati ufficiali è quella delle casalinghe, che nel nostro Paese sono almeno 8 milioni e mezzo. Molte di esse svolgono, fuori dalla famiglia, piccoli lavori che sfuggono alle stime e ai conteggi ufficiali.
Inoltre l’Eurispes stima che circa il 50% delle persone in cerca di occupazione lavori totalmente in nero con una media giornaliera di 5 ore per 200 giorni l’anno.

Nell’edilizia, dal 1° agosto 2006 al 31 dicembre 2007, sono diventati conosciuti all’INAIL 206.221 lavoratori, per la maggior parte in nero, di cui 91.161 italiani e 115.060 stranieri. Del totale, ben 114.523 sono al di sotto dei trent’anni e 91.698 al di sopra.
“Questi risultati – ha ricordato il Ministro Damiano – premiano l’opera costante e concreta del Ministero e delle strutture di vigilanza. Siamo partiti a fine 2006 con l’emersione di 45.583 lavoratori, procedendo con un incremento medio mensile tra dicembre 2006 e dicembre 2007 del 33%. Speriamo, ha continuato il Ministro, che questo nostro impegno porti a ridurre anche le morti sul lavoro, poiché un forte impegno per la legalità ha anche questo effetto importante”.
In particolare nell’edilizia, gli incrementi occupazionali e l’inasprimento di controlli e sanzioni hanno provocato un incremento dei contributi versati: in 17 mesi i lavoratori occupati sono aumentati di quasi 75.000 unità e i contributi sono cresciuti di quasi 35 milioni.
Nello stesso periodo la percentuale delle revoche di sospensione e quindi la messa in regola delle aziende è salita al 41%.
Damiano ha giudicato “clamoroso” il risultato di contrasto al lavoro nero e irregolare, avviato anche “grazie al lavoro delle parti sociali”, di Ance e sindacati, che nel 2006 hanno concordato con il Governo la strategia di attacco “nella convinzione che ciò contribuisca anche all’eliminazione della concorrenza sleale praticata dai cantieri che lavorano con personale irregolare”.

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