La ricerca è riuscita a realizzare un materiale che riduce al minimo la dispersione dell'energia ricevuta

Si ha l’impressione che sulla spinta del “riscaldamento globale” la scienza abbia potuto allentare le briglie delle lobby petrolifere ed imprimere una grande accelerazione alla ricerca sui metodi di produzione di energia da fonti alternative. Ha dato sicuramente una mano anche lo sviluppo della ricerca sulle nano particelle che forse, all’inizio, è stata sottovalutata.
Ma adesso i ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute di St. Troy (New York) hanno realizzato una superficie di nano-tubi di carbonio capace di assorbire oltre il 99,9% della luce. Questa scoperta potrebbe portare allo sviluppo di applicazione di grandi interesse nell’ingegneria dei materiali, nell’astronomia, per la conversione dell’energia solare e la generazione di elettricità termo-fotovoltaica e la tecnologia a raggi infrarossi.

“Si tratta di una sequenza (array) molto lunga e porosa di nano-tubi di carbonio, a bassa densità e allineati verticalmente: una struttura che, di per sé, rende minima la percentuale di luce riflessa”, afferma Shawn-Yu Lin, professore di fisica presso il Rensselaer Polytechnic Institute e responsabile del progetto. “La superficie”, continua Lin, “risulta così caratterizzata da disuniformità distribuite casualmente che, funzionando come delle ‘trappole’ per le onde elettromagnetiche, consentono un elevato livello di assorbimento della radiazione”.
Fino ad oggi era un sottile film di una lega di nichel e fosforo a vantare il più basso indice di riflettanza (il rapporto tra la quantità di radiazione che colpisce la superficie e la quantità che ne viene riflessa), pari allo 0,16-0,18%.
Questo valore, adesso, scende allo 0,045% nel materiale costruito dal team di Lin (per avere un paragone, la riflettanza del colore nero cui siamo abituati è tra il 5 e il 10%). Questa caratteristica lo rende il candidato ideale per la creazione di oggetti ‘superdark’ che, attraverso il controllo delle dimensioni e della periodicità dei nanotubi, possono essere utilizzati per studiare le proprietà ottiche.
La superficie è stata testata su un ampio spettro di onde elettromagnetiche diverse, rivelando il mantenimento di un livello costante di riflettanza.

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