A sei mesi dall’insediamento della nuova Giunta comunale, prosegue con l’intervista alla professoressa Margherita Bergamini il “sopralluogo” alle attività degli assessori dell’Amministrazione Ruggiano.
Che situazione ha ereditato? “Non intendo dare valutazioni su quanto realizzato dai miei predecessori; ho accettato questo incarico con spirito costruttivo e con entusiasmo, convinta che sempre ci sia da fare e sempre ci sia da migliorare in una città di particolare valenza storico-artistica come Todi”.
Quali sono state le prime decisioni per imprimere una svolta? “Dopo aver preso coscienza delle potenzialità della macchina comunale ed in particolare del personale che opera nel settore delle attività culturali, ho lavorato per capire quali fossero le competenze e i ruoli ed ho sostenuto la necessità del recupero con stabilizzazione di due professionalità, una alla direzione del Museo-Pinacoteca e l’altra alla direzione della Biblioteca. C’è stata poi la riorganizzazione della Scuola Comunale di Musica: esistevano graduatorie di docenti scadute ed è stato necessario rinnovarle. Numerosi sono stati poi gli appuntamenti culturali, e tutti di buon livello, che sono stati approntati, come risulta anche da un opuscolo che ha calendarizzato le attività offerte da ottobre a maggio 2008, che ha rappresentato una novità assoluta”.
Che difficoltà ha incontrato? “Principalmente nel razionalizzare l’attività dell’assessorato con quella di ricerca che svolgo in ambito accademico. Le altre difficoltà sono derivate dalla lentezza della macchina burocratica pubblica, alla quale non ero abituata, e dalla mancanza di risorse economiche adeguate alle attività che si vorrebbero realizzare”.
Quali nuove iniziative culturali ci aspettano? “La mia competenza mi porta a pensare una città che sappia offrire attività a 360 gradi con manifestazioni di musica e prosa, con strutture museali che consentano di conoscere al meglio la storia del territorio. Così ho cominciato a progettare un nuovo polo museale che interesserà il complesso delle Lucrezie, e comprenderà un Museo Lapidario di età antica, medievale e moderna, un Museo di arte contemporanea e l’esposizione di oggetti sacri che non sono mai stati esposti al pubblico. Sarà poi fatto ogni sforzo affinchè si apra una sede universitaria, anche se questo obiettivo appare oggi ambizioso e speriamo non tardivo”.
Qual è la sua posizione rispetto al rilancio del Festival? “Ritengo sia necessario realizzare un Festival che recuperi la città, che coinvolga emotivamente i suoi cittadini, offrendo spettacoli di qualità nel campo della prosa e della musica e dello spettacolo in genere e che allo stesso tempo porti Todi all’attenzione del grande pubblico nazionale. Un Festival mediocre, che rischi di disperdere risorse e denaro pubblico è lontano dalle mie convinzioni”.
Come si è arrivati alla sua scelta come assessore? “La professionalità che ho acquisito col mio lavoro è la prima motivazione che ha determinato l’individuazione della mia persona da parte del sindaco e dalle mie conoscenze traggo vantaggio nelle scelte culturali che considero un investimento per la città. Il primo incarico che ebbi appena giunta a Todi nel 1976 fu quello di seguire per conto dell’Università di Perugina il progetto per la costituzione del Museo. Tale impegno mi ha posto nella condizione di diventare una dei principali esperti della storia locale antica, avendo curato la catalogazione del patrimonio archeologico della città che è poi confluito nell’attuale Museo-Pinacoteca e in seguito l’allestimento della sezione numismatica di cui negli anni ’90 ho anche pubblicato il relativo Catalogo Regionale. Dal 1995 dirigo uno scavo archeologico a Scoppieto, oggi in Comune di Baschi, ma in età antica nel territorio della colonia romana di Todi, che ha restituito materiali importanti e ha fornito nuove conoscenze sulle attività produttive del tuderte in età romana”.
Come coesistono la figura tecnica e politica? “Se da un lato il mio lavoro mi agevola, dall’altro è difficile far coesistere le due figure; mi trovo a dover affrontare questioni di natura assai diversa, lontane dalla mia preparazione, ma grazie al rapporto di stima e fiducia con il sindaco e con i componenti la Giunta le decisioni sono sempre unanimi e ricondotte ad un serio esame collegiale. Apprezzo il ruolo di soggetto tecnico che mi consente di stringere rapporti costruttivi con tutte le compagini che intervengono nell’amministrazione cittadina per il solo bene di Todi, al quale sto sacrificando volentieri gran parte del mio tempo e a cui dedico tutta la mia esperienza professionale e di conoscenze e di rapporti interpersonali”.








