Abbiamo già parlato in precedenti articoli di esperienze fortemente innovative sul fronte dei rifiuti. A voler andare oltre, tra pochi mesi in Usa verrà verificata sul campo una soluzione che risolve contemporaneamente i problemi di dipendenza dal petrolio e quelli dell’ambiente, senza dimenticare il prezzo dei generi alimentari. Una soluzione che, essendo in via di costruzione avrà avuto già dei buoni riscontri scentifici disponibili per gli esperti.
Entro la fine di quest’anno una compagnia statunitense, la Coskata, inizierà la produzione di bioetanolo con una tecnica innovativa che lo farà costare alla pompa, circa 70 centesimi di euro per quattro litri.
La notizia è riportata dalla rivista Wired. Il metodo di produzione si basa sull’unione inedita di due tecnologie già esistenti: il primo è la gassificazione, un processo che è in grado di convertire praticamente qualsiasi materiale organico in un gas formato da monossido di carbonio e idrogeno. Questo gas viene fatto poi ‘digerire’ da un mix di batteri, che lo trasformano in etanolo puro al 99,7%.
Il costo finale dovrebbe essere del 40% più basso di quello dell’etanolo ricavato dal grano, proprio per la diversa materia prima e quindi la pressione dei prezzi dei cereali che sta coinvolgendo tutto il mondo, dovrebbe ridimensionarsi con benefici effetti per le tasche dei consumatori.
Infatti la materia prima sarà variabile: ”Non si deve più produrre appositamente per il bioetanolo – ha spiegato Richard Tobey, vicepresidente della compagnia – perchè con il nostro metodo se si è in una zona dove c’è una grossa produzione di rifiuti organici urbani si possono usare quelli, mentre se ci sono scarti lignei vanno bene lo stesso. Ogni differente regione può adottare la sua biomassa”.
I piani della Coskata prevedono un primo impianto da 160 mila litri l’anno entro il 2008, mentre in tre anni la produzione dovrebbe passare a 400 mila litri.
- Redazione
- 31 Gennaio 2008








