29 febbraio 2008
I due errori dell’Urbanistica di Todi secondo i Comunisti

 

In argomento alla vicenda riguardante le nuove direttive per l’urbanistica vorrei fare alcune osservazioni: fondamentalmente le manovre attuate nel Comune di Todi presentano due errori: uno nel metodo ed uno nell’essere della cosa stessa.
Cominiciamo con l’errore nel metodo: questi sta nel prendere decisioni talmente importanti per una categoria, quella dei geometri, ma anche per un intera città senza però consultare il Consiglio comunale, quanto meno per informarlo, e nemmeno gli assessori.
Il secondo errore, quello più grave è nella mortificazione che un atto del genere comporta verso un intera categoria, che ha sempre lavorato bene e per il bene del nostro comune. Insomma attaccare in questa maniera un’intero ordine professionale senza giustificarne la motivazione è un atto di prepotenza del tutto gratuito.
Spero che il nostro caro sindaco si ricreda al più presto del suo operato e prenda le necessarie contromisure se non per cancellare, almeno per limitare il più possibile questo “pasticcio urbanistico”.
Alessandro Tavecchia, Giovani Comunisti Todi

29 febbraio 2008
Todi, l’inquinamento e le sterili ironie

L’inquinamento rappresenta uno dei più grandi problemi che l’uomo dovrà combattere nel prossimo futuro e , stando ai dati, siamo già notevolmente in ritardo, tanto che i suoi effetti, altamente nocivi , li stiamo subendo da anni e sono in preoccupante aumento, anche nella nostra piccola realtà.
Fare dell’ironia quindi su tale argomento, che mette a serio rischio la nostra salute, la nostra sopravvivenza, ci sembra decisamente di cattivo gusto.
Il Comitato per il verde di Cappuccini si è più volte mobilitato sul fronte dell’inquinamento ambientale, e da vari anni ed in varie occasioni, ha portato avanti una battaglia di sensibilizzazione nei confronti delle Amministrazioni ed Enti Pubblici , coinvolgendo anche le Direzioni aziendali private, promovendo controlli periodici e tenendo tutt’ora alta l’attenzione con vari propositi.
Tutto ciò è comprovato dai verbali della nostra attività, dalle pubblicazioni sui giornali locali, verificabili su richiesta in ogni momento, oltre che da qualche risultato ottenuto.
Ci riferiamo in particolare al monitoraggio effettuato dall’ARPA, su richiesta del Comitato, sulla presenza di benzene nell’aria, analisi effettuate dal luglio 2004 al febbraio 2005 in sette postazioni diverse i cui risultati, di cui una copia in nostro possesso e consultabile da tutti, evidenziano valori al di sotto del limite consentito.
Abbiamo voluto fare tale precisazione in quanto nell’articolo pubblicato sul sito di TamTam, a firma Giannini, si fa riferimento “al caldo ricovero dei Comitati” e “contropartite”, in maniera inespressa, non identificata, tanto da suscitare la nostra reazione, in quanto Comitato, della quale ci riserviamo una severa indignazione qualora, tale riferimento dubitativo ci coinvolga direttamente.
Sappia il sig. Giannini che il Quartiere Europa è forse la zona più esposta e sensibile al rischio inquinamento anche per la presenza massiccia di traffico, tra l’altro in continuo aumento, ed è perciò che su tale argomento non possiamo trastullarci con l’ironie dei draghi e piccioni, ma impegnarci seriamente affinché si possano scongiurare le pur minime conseguenze.
Ed è per questo che il Comitato per il Verde di Cappuccini si sente particolarmente impegnato, con la dovuta responsabilità, nei confronti degli abitanti, attivandosi nei limiti delle proprie possibilità, ad intraprendere tutte quelle iniziative, anche in forma sinergica, per ottenere maggiore sicurezza.
Il Comitato per il Verde di Cappuccini


29 febbraio 2008
I controlli sulla frutta li facciamo, parola di ispettore

Leggendo le pagine di TamTam, ho potuto apprendere, grazie al comunicato stampa diramato dal CODACONS, che in Italia sarebbe commercializzata frutta di pessima qualità, conseguenza diretta degli scarsi o peggio ancora inesistenti controlli che riguarderebbero il settore, tant’è che la stessa Associazione, sull’onda delle innumerevoli segnalazioni pervenutele, ha pensato opportunamente di interessare un’Organo dello Stato (Ispettorato centrale controllo qualità prodotti agroalimentari, ex ispettorato repressione frodi del Ministero delle Politiche Agricole) al fine di riportare la situazione nell’alveo della normalità, “accertando se vi siano fenomeni fraudolenti a danno dei consumatori”.
Ora, apprezzando l’opera di queste Associazioni, che in alcuni casi possono fornire un valido supporto ai consumatori, il sottoscritto si permette di dissentire dal contenuto del comunicato in parola e lo fa sia come consumatore, evidentemente più fortunato della miriade di sfortunati colleghi incappati nell’acquisto di derrate immangiabili, che soprattutto come incaricato (funzionario, ispettore, fate voi) dello Stato per il controllo del rispetto delle norme CE di qualità nella commercializzazione dei prodotti ortofrutticoli freschi (se dovesse interessare a qualcuno, la competenza dei controlli spetta ad Agecontrol e non al sopradetto Ispettorato).
Ebbene tanto per citare sterili consuntivi, che tanto sterili non sono, nel corso dell’ultimo anno, questo Organo di controllo ha verificato circa 80.000 partite di prodotti ortofrutticoli, relative all’import/export ed alla commercializzazione all’interno del territorio nazionale, controlli ai quali ha contribuito direttamente anche il sottoscritto. Ebbene, giusto per rassicurare i consumatori che possono aver letto l’articolo in questione, la qualità della merce commercializzata in Italia è risultata mediamente di buona qualità, tant’è vero che la maggior parte delle infrazioni riscontrate (sanzionate comunque in maniera piuttosto pesante) riguardano più che altro aspetti amministrativi (problemi di etichettatura e/o compilazione dei documenti di accompagnamento delle merci), mentre dal punto di vista tecnico sono state molto rare le non conformita’ dei prodotti controllati.
Faccio presente che l’azione di controllo sul mercato interno, svolta ovviamente a campione, viene operata sull’intera filiera, ponendo particolare attenzione alla fase di commercializzazione piu’ prossima al consumatore finale. Per quanto riguarda la realtà umbra, gli standard qualitativi dei prodotti venduti, rispecchiano pienamente quelli nazionali, tuttavia è del tutto evidente che possano verificarsi situazioni al limite della regolarita’, anche se va detto che ciò non necessariamente può essere imputato direttamente al detentore/venditore della merce, quanto meno per il concetto di fraudolenza.
A tal proposito infatti giova puntualizzare che alcuni inconvenienti citati nelle segnalazioni pervenute al Codacons (vedi mele che marciscono dopo 3-4 giorni dall’acquisto) possono considersi del tutto normali, perchè legati alle varietà e/o al tipo di conservazione adottata nei magazzini o ad altre variabili tecnico/tecnologiche che non sto qui ad elencare, ma che sicuramente non possono essere considerate come azione fraudolenta del venditore finale.
Rimangono comunque validi alcuni suggerimenti proposti dal Codacons, per meglio orientare gli acquisti, anche se devo ancora dissentire dalla nota sugli agrumi, visto che quelli Italiani in questa annata hanno espresso una qualità nettamente superiore rispetto alla stagione passata, mentre è del tutto condivisibile il consiglio di privilegiare la frutta di stagione e di origine italiana ed in particolare in questo momento di acquistare le seguenti varietà di Mele: Golden Delicious (quelle gialle), Pink Lady, Fuji, Granny Smith (quelle verdi); per le Pere sono ancora valide queste varietà: Abate, Kaiser, Conference e Decana, in questo caso rammento che tali frutti sono più delicati delle mele e quindi tendono a maturare e deteriorarsi più velocemente, per cui è necessario ponderare bene gli acquisti; il Kiwi resiste bene fino all’inizio dell’estate, quindi eventuali problemi si possono avere giusto nei mesi di maggio e giugno ed in questo caso evitare di comprare frutti eccessivamente teneri ed in ogni caso di non conservarli accanto alle mele (renderebbe piu’ veloce la maturazione e quindi il rischio di marcescenza).
Gli altri prodotti (frutta) che eventualmente vengono commercializzati in questa epoca sono soprattutto di origine estera e spesso provengono da paesi dell’altro emisfero, cio’ significa che per giungere in Italia debbono viaggiare dai 30 ai 40 giorni (il trasporto avviene quasi esclusivamente per via marittima) e ciò influisce sicuramente sulla qualità dei prodotti, inoltre le caratteristiche organolettiche sono generalmente piu’ scadenti rispetto a quelle dei prodotti nazionali senza contare che in certi paesi, vedi Argentina, ma anche nella più vicina Spagna le coltivazioni ricevono mediamente più trattamenti (chimici) che in Italia e spesso con prodotti che da noi sono stati dismessi da svariati anni per la loro tossicità.
Maurizio Galletti

28 febbraio 2008
Arresti e rimessa in libertà: c’è qualcosa che non va

Si fa un gran parlare della sicurezza a tutela del quotidiano vivere del cittadino, poi leggo che, dopo lunghe indagini, che hanno portato all’arresto di presunti mafiosi, il Tribunale del Riesame di Perugia li ha quasi tutti rimessi in libertà.
Un cittadino comune come me si chiede: “Ma questi li hanno arrestati senza prove?” Analizzando la situazione, i casi sono due: il primo è che i ROS non siano in grado di svolgere bene il loro lavoro, adducendo all’errore il Magistrato che ha firmato i mandati d’arresto ed il secondo che il Tribunale del riesame, nonostante il buon lavoro degli inquirenti, abbia commesso un grave errore nel rimettere in libertà pericolosi soggetti legati alla camorra ed alla ‘ndrangheta.
Lungi da me esprimere giudizi negativi su l’una o l’altra parte, ma nessuno mi toglie dalla mente che una delle due abbia avuto torto marcio. Altro che serenità e sicurezza nel vivere quotidiano di noi cittadini!
Mario Epifani

27 febbraio 2008
A proposito di geometri, ingegneri e architetti…

Sul nuovo corso all’Urbanistica di Todi, due questioni diverse:
1) la prima è se il Dirigente abbia il potere di emanare una direttiva senza consultare ogni volta l’Amministrazione. La risposta è assolutamente sì, grazie al principio di separazione tra politica e amministrazione, enunciato nell’art. 4 del D.Lgs. 165/2001, che stabilisce una separazione netta tra politica e gestione.
Secondo tale principio gli organi di governo esercitano le funzioni di indirizzo politico-amministrativo, definendo gli obiettivi ed i programmi da attuare, e verificano la rispondenza dei risultati dell’attività amministrativa e della gestione agli indirizzi impartiti. Quindi il dirigente va valutato sulla rispondenza degli atti alle direttive, cacciato se non le attua, ma mai sindacato su ogni singolo atto che compie.
2) la seconda è capire se vi siano normative vincolanti che pongono limiti all’operatività dei tecnici.
Secondo l’articolo 16 del R.D. n. 274/1929, le competenze professionali del Geometra sono stabilite, tra l’altro, per: progetto, direzione e vigilanza di modeste costruzioni civili; progetto, direzione, sorveglianza e liquidazione di costruzioni rurali e di edifici per uso d’industrie agricole, di limitata importanza, di struttura ordinaria, comprese piccole costruzioni accessorie in cemento armato, che non richiedono particolari operazioni di calcolo e per la loro destinazione non possono comunque implicare pericolo per la incolumità delle persone.
La Corte di Cassazione, sezione II civile, con la sentenza del 26 luglio 2006 n. 17028 ha stabilito che il geometra non può progettare e dirigere opere in materia riservata alla competenza professionale degli architetti o ingegneri; la Cassazione ricorda ancora che la prestazione del geometra è illegittima anche se il progetto è stato controfirmato da un architetto o ingegnere, ovvero questi ultimi abbiano redatto i calcoli strutturali, poiché è il professionista competente che deve essere altresì titolare della progettazione, sul quale gravano le relative responsabilità ossia deve essere unico autore e responsabile della progettazione.
Non discuto se le norme siano discriminatorie, se un Albo professionale sia più o meno potente dell’altro. Ma fino a quando la normativa non verrà modificata, la situazione è questa. Punto e basta.
Del resto, qualche geometra si è accorto di queste limitazioni, e per superarle si è preso "comodamente" una laurea in Architettura…
C’è poi una terza questione, che tocca aspetti personali, dato che sono amico di Claudio Serafini, ed è quella che mi preme di più.
Caro Claudio, sono certo che la telefonata di TAMTAM ti ha colto in un momento d’ira che ti ha indotto a sconfinare un pochino. Sono altrettanto certo che vorrai tornare sull’argomento con un contributo di idee e non con minacce che non aggiungono valore anzi lo tolgono alle tue rivendicazioni. Non avevate lottato per eliminare i cordoni "ombelli-cali"?
Maurizio Giannini

 

27 febbraio 2008
Elezioni: il Pd di Todi dice Bruscolotti, Marini e Pesaresi

Con riferimento all’articolo apparso su Tam Tam, riguardante le candidature del PD a Todi, vorrei precisare che la rosa delle candidate trasmesse a Perugia comprende a pieno titolo anche Lorena Pesaresi, il cui nome è stato indicato in diversi interventi nel coordinamento cittadino e inserito tra le candidate del Tuderte.
Chi ha fornito a Tam Tam una informazione che ha portato a pubblicare un articolo che fa prevalere un candidato su altri non sta facendo un buon servizio all’informazione e nemmeno al Partito Democratico Tuderte.
Eros Modolo

26 febbraio 2008
Volevo una casetta in Umbria…

In questi giorni ho avuto per la prima volta il piacere di leggere il vostro mensile nel quale ho trovato esposto con chiarezza le esigenze, i problemi dell’ambiente, le cose belle e le cose meno belle che il territorio della media valle del Tevere offre a chi lo conosce e a chi come me si è appena avvicinato a questa realtà.
Se è consentito mi permetto di portare una testimonianza su problemi che in qualche comune del territorio vengono affrontati con poca professionalità e con poca chiarezza.
Ho sempre amato l’Umbria e dopo molti, moltissimi anni, finalmente sono riuscito a comprare un appartamentino nel territorio di Collazzone, immobile comprato da una ditta costruttrice il cui titolare “grande oratore” è riuscito con il suo ben chiacchierare a vendere al sottoscritto questa cosi tanta sospirata casetta.
Il suddetto appartamento doveva sorgere in un complesso residenziale per la realizzazione del quale il costruttore avrebbe dovuto tener conto e rispettare i vincoli paesaggistici, ambiente, le aree verdi e tutte le opere di urbanizzazione come risulta dal progetto approvato da chi ne aveva le facoltà.
Sono trascorsi ben 2 anni dall’acquisto dell’immobile e purtroppo in tale periodo non è stata compiuta nessuna opera volta al rispetto di quanto sopra esposto e il costruttore ben tutelato non si degna nemmeno di rispondere al telefono, lasciando in un scempio ambientale questo fabbricato.
E’ mai possibile che nonostante varie denunce documentate all’ufficio competente, lo stesso non abbia voluto o potuto prendere provvedimenti nei confronti di questo costruttore affinché portasse a compimento tutte le opere come da progetto approvato? E’ mai possibile che l’ufficio competente, nonostante continui esposti, non abbia avuto la necessità di fare un sopralluogo per verificare l’avvenuto rispetto del progetto?
Sono amareggiato, preso in giro e ciò che ancora è più grave non tutelato affatto dagli organi competenti che hanno l’obbligo e il dovere di vigilare affinché venga salvaguardato il territorio. Ciò mi fa pensare che come al solito il tutto si risolve a “tarallucci e vino” con baci e abbracci.
Mi piacerebbe vedere pubblicata questa lettera sul vostro mensile, mi piacerebbe smuovere le coscienze di chi una coscienza ancora ce l’ha, una piccola goccia pulita in una regione per me la più bella d’Italia.
Lettera firmata

24 febbraio 2008
Gli eventi presentati alla BIT su quale sito si vedranno?

Leggo con piacere della presentazione degli eventi tuderti alla BIT. Mi chiedo se tutti i programmi illustrati sono disponibili sul nuovo splendido sito www.todidovesta.nonloso?
Ma con l’innesto di forze giovani e preparate non doveva essere ristrutturato in breve tempo? Non pensate che il giorno dopo il BIT ci sarà chi vorrà conoscere meglio Todi anche attraverso la rete? Che spettacolo trova? Desolante.
Cosi come ricordo che portare turisti a Todi è operazione encomiabile ma con i rifiuti come la mettiamo? Aspettiamo di trovarci al pari di Napoli, cosi si parla di Todi anche per questo? Che fine ha fatto la sbandierata posizione di uscire dall’ATO? Tutto tace. Aspettiamo di trovarci come Assisi con aumenti indiscriminati dei costi? Giugno 2008 è vicino… Forse oltre i lampioni c’è altro (vedi parcheggi).
Maurizio Pierdomenico

24 febbraio 2008
I lampioni dei Giardinetti e quelli di Via Cortesi

Si verifica frequentemente che per arrivare a notare l’esistenza di un’anomalia, nei confronti di una realizzazione di pubblico utilizzo, sia edile stradale che di arredo urbano o altro, è necessario che si concretizzi l’inconveniente, un incidente o qualche grave difficoltà.
Allo stesso tempo per poter apprezzare positivamente qualcosa, sia nella praticità che nell’aspetto, specialmente da parte della popolazione, è indispensabile la sua completa realizzazione, in modo da poter offrire palesemente sia l’effetto dell’uso pratico che quello sostanzialmente visivo.
Abbiamo infatti potuto apprezzare, appunto visivamente, i giardini Oberdan di Todi, in prima e seconda versione: nella prima versione si evidenziavano le famose spade luminose con intorno delle aiuole; nella versione attuale possiamo gustare i giardini con i caratteristici lampioni. Certo, per completare l’opera di “risanamento”, bisognerebbe sostituire anche il “montacarichi” con le scale mobili, ma questa è un’altra storia troppo polemica e rischiosamente provocatoria.
Quello che invece non è dato a capire ai comuni mortali, non dotati di sufficiente competenza sia tecnica che di strategia urbanistica, è la posizione dei pali per l’illuminazione stradale, recentemente installati anche lungo Viale cortesi, che danno luce sì ma con scarso illuminismo.
Perché sono stati posti all’interno del marciapiede e non sul bordo esterno? Quali i motivi tecnici, se ce ne sono? Perché la scelta di quella tipologia di corpo illuminante che, stando ai fatti, non garantisce sicurezza alla circolazione stradale? Abbiamo avuto già due incidenti fortunatamente non gravi e due pali divelti: quanti altri se ne verificheranno e con quali conseguenze? Abbiamo bisogno di sapere le ragioni di tale esposizione al rischio, così da conoscere per quali alti ideali saremo chiamati a sacrificare, in futuro, la nostra incolumità.
La considerazione, che nasce spontanea da una semplice riflessione, è l’ovvia ipotesi di posizionamento dei pali sul bordo esterno del marciapiede in modo da allontanare il pericolo d’impatto per eventuali uscite di carreggiata, eliminazione dell’ostacolo al passaggio dei pedoni ed inoltre, i due bracci illuminanti rivolti ambedue verso la sede stradale, anziché uno all’esterno, aumenterebbero la luminosità della sede stradale stessa oltre al marciapiede, come logico che sia.
Ovviamente queste sono considerazioni da non addetti ai lavori, qualora ci fossero delle serie e valide ragioni, prenderemo atto dell’inevitabilità del rischio e accetteremo, certamente non di buon grado tale situazione, confortandoci unicamente nella bontà complessiva e utilità della realizzazione, anche se con qualche distinguo già evidenziati, credo, in altre sedi.
Elio Andreucci


23 febbraio 2008
Non ce l’ho solo coi piccioni ma anche coi draghi volanti

Questa non è una replica, ma una semplice precisazione fatta al solo scopo di contribuire alla lotta contro ogni inquinamento. Con simpatica ironia vengo messo oggi fra quelli che "ce l’hanno solo coi piccioni" e così facendo distolgono l’attenzione per altre e più pericolose fonti di inquinamento ambientale.
Fra tutti i possibili destinatari di questa critica (seppur fatta in modo simpatico ed amabile) io sono quello che la merita di meno.
Rispetto a chi ha sempre preferito il comodo anonimato o peggio il caldo ricovero in Comitati che strepitano e poi si accontentano di una contropartita economica, io ho fatto qualcosa di diverso: il 10 ottobre 2006 ho inviato, firmandola e prendendomene quindi ogni responsabilità, una lettera raccomandata al Ministero dell’Ambiente, Direzione salvaguardia ambientale, e al Ministero della Salute, Direzione Prevenzione, segnalando dettagliatamente i fatti relativi ai fumi notturni della fornace di Pontenaia.
Le risposte ottenute dai suddetti Ministeri sono burocraticamente ineccepibili ma sconsolanti, e per questo ho deciso di tornare a lottare affinché agli abitanti di Todi, e non solo del quartiere Europa, venga tolto anche il minimo dubbio sulla pericolosità dell’aria che respirano. Metto quindi a disposizione il mio tempo e la mia determinazione sperando che molti altri si uniscano al plotone di cittadini che pur ridotti a combattere un drago con il forcone,
non vogliono demordere. Gli squilli di guerra delle nostre trombe devono coprire il suono ammaliante e tranquillizzante delle arpe.
Maurizio Giannini

 

22 febbraio 2008
Nel centro di Todi solo "strisce blu", quindi le multe non sono valide

Alla solita cronicità di mancanza di parcheggi disponibili nel centro storico di Todi si deve riscontrare che la situazione sta peggiorando a causa di:
– Una sempre maggiore maleducazione di mancati possessori di ZTL a parcheggiare liberamente;
– Un proliferare di cantieri che hanno ridotto la già modesta disponibilità.
In particolare segnalo la perdita di:
– n. 2 posti sulla salita del Mercataccio occupati perennemente anche da automobili che nulla hanno anche vedere con i residenti ed autocarri (come riportato sulle transenne);
– n. 2 posti di fronte a Zoccoli sempre verso il Mercataccio per cantiere che sembra eterno;
– n. 6 posti lungo Via Matteotti;
Considerando che l’art. 7 comma 8 del Codice della Strada recita: “Qualora il Comune assuma l’esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l’installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta. Tale obbligo non sussiste per le zone definite a norma dell’art. 3 "area pedonale" e "zona a traffico limitato" (non sembrerebbe il caso della zona Mercataccio e di Via Matteotti) nonché per quelle definite "A" dall’art. 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 (è questo il caso?), ovvero "parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi”, come pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, e "in altre zone di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla Giunta nelle quali sussistano esigenze e condizioni particolari di traffico”.
Potrebbero considerarsi quindi nulle le multe per le auto che parcheggiano nelle strisce blu se vicino non vi sono parcheggi liberi (le cosiddette “strisce bianche”). Ciò è stato confermato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione che, con la "rivoluzionaria" sentenza n. 116/2007 hanno sancito, in via definitiva, la nullità delle contravvenzioni elevate a carico degli automobilisti che parcheggiano nelle aree a pagamento senza l’esposizione del tagliando attestante il versamento delle somme dovute per la sosta, qualora non vi sia, nelle immediate vicinanze, una adeguata area destinata a parcheggio senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta.
Sollecito l’Amministrazione di Todi ad un rapido ed efficace intervento (possibilmente non come nel caso della realizzazione del nuovo sito Internet comunale che immagino sia stato presentato alla BIT…).
Maurizio Pierdomenico

22 febbraio 2008
Riformisti e Centristi per Todi: altro che aspettare gli eventi!

Le vicende politiche nazionali impongono una scelta! Appare inutile ignorarle, facendo finta che nulla stia accadendo o peggio “aspettare lo sviluppo degli eventi” per poi prendere posizione. Troppo comodo!
La coraggiosa decisione di Casini e di altri soggetti, apre in maniera evidente una nuova prospettiva di Centro che, è indubbio si ripercuoterà anche in periferia.
Riguardo la nascita del "Movimento Riformisti e Centristi per Todi", vogliamo sottolineare che la nostra azione è incentrata nel territorio tuderte, perchè è a Todi e per Todi che intendiamo e vogliamo operare. Ciò non toglie che la nostra attenzione sia anche rivolta a quello che accade intorno a noi a livello più alto. La posizione centrista rispecchia la moderazione che da sempre ha contraddistinto le posizioni politiche dei singoli rappresentanti del movimento.
Intendiamo costituire un reale punto di aggregazione assieme a chi, come noi, non si sente rappresentato dalla forzata polarizzazione, troppo spesso solo elettorale, dello scacchiere politico.
Alla luce di questo, ci chiediamo, quale sarà la posizione degli esponenti che si dichiarano moderati e che pur all’interno delle Istituzioni locali dovranno prima o poi affrontare quanto di oggettivamente nuovo sta accadendo nel panorama politico nazionale.
A costoro diciamo che in soldoni la scelta reale di oggi non è quella delle Coalizioni bensì di conquistare e mantenere una autonomia politica con tutto quello che ne consegue da punto di vista pratico!
Auspichiamo perciò l’adesione di coloro che, con convinzione, intendano aderire a questo progetto in maniera lineare e non trasformista .
Movimento Riformisti e Centristi per Todi


21 febbraio 2008
Non sono i Repubblicani Europei a dover dare spiegazioni…

In merito all’intervento del segretario comunale dei Popolari-Udeur, Marco Belia, desidero fare alcune precisazioni in quanto iscritto al Movimento dei Repubblicani Europei e Capogruppo del gruppo Consiliare del Consiglio comunale di Todi, Sdi–Mre–Udeur.
Non volendo aprire una diatriba sulle responsabilità della caduta del Governo e della fine dell’Unione, credo comunque che non si possa prescindere dal ruolo svolto dall’On. Mastella nella triste vicenda.
Non ritengo che il Movimento dei Repubblicani Europei debba dare alcuna giustificazione a nessuno circa la propria collocazione politica, anche se arriva “al punto di esprimere alla guida del PD della sezione di Ponterio-Pian di Porto–Pian di S. Martino” l’ex segretario provinciale: alcune delucidazioni in merito alla propria collocazione politica, se mai, dovrebbe darle qualcun altro.
Comunque, desidero mettere in chiaro che il nostro movimento aderisce al progetto del Partito Democratico mantenendo il proprio organico, cosa che peraltro avviene anche rispetto ad altre forze politiche, tanto più che il nostro non si è costituito mai come vero e proprio partito, ma ha preferito restare sotto forma di movimento, il che non implica soltanto connotazioni politiche ma da spazio anche ad attività di tipo culturale e associazionistico.
Per quanto riguarda la situazione tuderte, non riesco proprio a capire cosa voglia dire Belia quando scrive che “l’Udeur ritiene opportuno aprire un confronto sistematico sulle singole questioni che approderanno in Consiglio”, in quanto, manifesta questa necessita quasi denunciando una sorta di mancanza di disponibilità.
Posso dire che fino ad ora non c’è stata mai alcuna chiusura al confronto, sia per quanto riguarda le questioni del Consiglio comunale, sia nello stabilire la posizione politica del gruppo consiliare al quale appartengo: se mai posso affermare di non avere avuto alcuna sollecitazione in tal senso, in quasi un anno di attività, da parte del partito dei Popolari-Udeur, anzi, in alcune occasioni, sono state messe in atto iniziative politiche da parte del segretario dei Popolari Udeur, delle quali assolutamente non voglio mettere in discussione l’opportunità, senza assolutamente mettere al corrente o confrontarsi ne con il sottoscritto in quanto capogruppo, ne con la segreteria del Mre.
Infine desidero rassicurare Belia circa il fatto che anche il sottoscritto ha a cuore la città di Todi e che i nuovi assetti emersi all’inizio della campagna elettorale nonché le problematiche di aggregazione, sono presenti in maniera molto più grave e complessa all’interno dei gruppi consiliari che sostengono il Sindaco, piuttosto che nel nostro.
Fabrizio Maria Alvi – Capogruppo Sdi–Mre–Udeur

21 febbraio 2008
L’Udc di Todi resta fedele a Ruggiano

Al di là del nuovo panorama politico che si profila, alla luce dei mutamenti e dei diversi scenari che si prospettano nella nuova campagna elettorale, il Gruppo Consiliare UDC di Todi ribadisce la propria fiducia nella coalizione di centrodestra confermando la fiducia al sindaco Ruggiano ed alla Giunta Comunale.
Convinti della validità del progetto politico con il quale la coalizione ha vinto le ultime elezioni amministrative, il Gruppo Consiliare UDC di Todi continuerà a lavorare per gli interessi della città con spirito critico, ma costruttivo e propositivo.
A tal proposito i sottoscritti stigmatizzano ogni tentativo teso a sviare il ruolo chiaro che una forza politica come la nostra rappresenta nella città di Todi quale riferimento dei moderati cattolici ed ex-democratici cristiani.
Claudio Serafini (capogruppo consiliare), Nazzareno Menghini (assessore comunale)

21 febbraio 2008
L’Udeur di Todi farà sentire la sua voce

L’evolversi della situazione politica nazionale ci obbliga ad una riflessione sulla realtà tuderte e su alcune prospettive che ci interessano da vicino. Infatti la crisi del governo è stata solo il riscontro, con risonanza nazionale, delle tante situazioni locali dove il centro-sinistra si è frantumato secondo una ben precisa logica e precise responsabilità. L’accusa rivolta all’ex Ministro Mastella, e la pantomima mediatica costruita intorno all’Udeur e ai suoi esponenti diviene lo specchietto per le allodole col quale si sono volute sviare quelle che sono le vere e profonde incongruenze che hanno determinato la fine di un’esperienza politica chiamata UNIONE. L’arroganza con cui una certa sinistra ha imposto scelte attraverso perverse logiche di giochi di segreteria e di accordi di retro bottega è stata sonoramente rifiutata dagli elettori anche a Todi, essendo ormai lontana anni luce dalle sensibilità e dalle esigenze dei cittadini.
Noi come Popolari Udeur abbiamo aderito e fornito il nostro contributo ad un progetto politico e amministrativo assieme al movimento dei Repubblicani Europei e a quello dello SDI. Lo abbiamo fatto riconoscendoci e stimandoci, se pur nel rispetto delle reciproche e profonde differenze, convinti di poter dare alla nostra città buoni amministratori, idee e quello slancio in avanti di cui essa sente da tempo drammaticamente il bisogno.
Ad oggi, dobbiamo prendere atto che il Movimento dei Repubblicani Europei del consigliere Fabrizio Maria Alvi ha aderito convintamene al Partito Democratico, al punto di esprimere alla guida del PD della sezione di Ponterio-Pian di Porto–Pian di S. Martino, l’ex Segretario dell’MRE Maurizio Perari. Non c’è dato peraltro ancora sapere quale ruolo assumerà nel panorama politico nazionale il nuovo Partito Socialista cui lo Sdi di Boselli sta lavorando.
E’ evidente pertanto che le esperienze politiche presenti in quella lista stiano approdando a prospettive difficilmente sintetizzabili. Consapevoli, tuttavia, che chi oggi siede in Consiglio comunale a rappresentare il gruppo SDI-MRE-Udeur è lì anche grazie all’impegno dei popolari e dei moderati che hanno contribuito a quel risultato elettorale, l’Udeur ritiene opportuno aprire un confronto sistematico sulle singole questioni che approderanno in Consiglio, al di là di posizioni precostituite, con l’unico obiettivo di mettere al centro delle nostre decisioni gli interessi generali della città.
Noi abbiamo a cuore solamente questo punto… la città di Todi e consideriamo inutili e sterili le speculari provocazioni che troppo spesso paralizzano la determinante funzione del Consiglio comunale il cui compito dovrebbe invece essere quello di luogo di confronto sereno e costruttivo per la città. Chiediamo ai consiglieri tutti di parlare di Todi e dei suoi numerosissimi problemi trovando la forza ed il coraggio di superare strumentali divisioni a volte figlie della politica di parte. Abbiamo apprezzato in questi mesi, e sosteniamo, la posizione di coloro che all’interno della massima assise comunale, si sono assunti la responsabilità di scelte “fuori dal coro”, giustificate da una legittima valutazione delle questioni, considerando tale atteggiamento un gesto di maturità politica.
Marco Belia – segretario comunale dei Popolari-Udeur

20 febbraio 2008
A Todi il PD ha scritto una pagina di "bella politica"

Le recenti polemiche sulla nascita del PD apparse sulle colonne di Tam Tam non mettono adeguatamente in risalto gli aspetti nuovi e positivi evidenziatisi nella costituzione di questo partito anche a Todi e sarebbe un peccato dimenticarle o non valorizzarle specialmente per chi guarda con simpatia a quest’area politica.
Ricapitolo brevemente le interessanti novità di questa esperienza politica:
– a Todi il PD è nato per volontà di un popolo di 1200 elettori, quattro volte gli iscritti dei partiti fondatori, una grande prova di democrazia ed un forte segnale di volontà di rinnovare la politica;
– tra i 90 eletti nei coordinamenti di circolo, comunale e provinciale troviamo tanti giovani (area critica del centro sinistra non solo Tuderte) ed il 30% sono donne, molti di lo loro sono nuovi della politica attiva, segno che la società civile non ha solo votato ha voluto anche esserci, questa vasta partecipazione ha incrinato le vecchie logiche di partito, gli accordi preconfezionati tra partiti e ancor peggio le cordate famigliari;
– il partito maggiore non ha fagocitato i minori, anzi si è evidenziato un forte dinamismo delle varie sensibilità presenti nel nuovo partito (laiche, cattoliche, socialiste e senza partito) trovando un buon equilibrio insperabile solo qualche mese fa;
– vi è stato un vivace ma sereno dibattito, un confronto serrato tra indirizzi differenti, sfociato in due candidature per il ruolo di coordinatore comunale, entrambe giovani, di valore e stimate nella nostra città.
A prescindere dai risultati e dall’opinione politica ritengo sia stata scritta una bella pagina della vita politica Tuderte.
E’ nato un partito nuovo, ora bisogna costruire un nuovo modo di fare politica, così può essere sintetizzata la sfida ed il progetto politico del Partito Democratico sia a livello nazionale che locale.
Il rischio che il PD entri nelle secche delle logiche di apparato, perdendo la forza propulsiva della fase nascente esiste, come per qualsiasi partito presente sulla scena politica, il modo migliore per evitare questo rischio è quello di esserci, di partecipare, a volte bisogna trovare la forza di superare le remore e saltare sul treno al volo, sapendo che la locomotiva sbuffa, non tutti i sedili sono comodi e qualche passeggero puzza.
“La bella politica” diventa realtà solo con l’impegno e la partecipazione di tutti.
Eros Modolo

20 febbraio 2008
A Todi Fiamma Tricolore sosterrà sempre Ruggiano

In questo momento, carico di eventi politici nazionali, è bene che la comunità tuderte sappia che le diatribe in atto tra le forze politiche, non inficeranno la compattezza della coalizione che sostiene il sindaco Ruggiano.
Vero è che tra la Fiamma ed Alleanza Nazionale, tra Fini ed il mio Segretario Romagnoli, non ci sono rapporti idilliaci. Anzi! Tutto ciò non inciderà sul proseguimento del progetto che abbiamo in animo di portare a termine a tutti i costi.
Il sottoscritto, rafforzato nella sua azione politica dal patto stretto con La Destra, intende fare onore agli impegni presi nei confronti della cittadinanza. Massima fiducia, rinnovata dall’intero partito di Fiamma Tricolore, dunque al sindaco Ruggiano ed alla Giunta in ogni proposito che non esca dalle intenzioni programmatiche comuni.
Noi Fiammisti non ci faremo sviare dagli eventi nazionali in evoluzione e credo nella responsabilità di tutti i consiglieri comunali delle altre forze politiche che sono, come me, consapevoli che abbiamo l’obbligo di non restituire la nostra città nelle mani della Sinistra.
Mario Epifani – consigliere comunale Fiamma Tricolore

19 febbraio 2008
Il ragazzo della via Gluck e l’assessore: una bella pagina di informazione

Ho apprezzato molto l’intervento di Alfio Todini, assessore comunale di Marsciano, in risposta alla lettera del "ragazzo della via Gluck".
E’ l’esempio concreto di ciò che non hanno fatto i nostri amministratori passati, mentre i nuovi dopo qualche timido tentativo iniziale stanno facendo. L’attenzione ai cittadini. Mostrare attenzione anche alle nuove forme di comunicazione come siti locali e blog è importante. Sia ben chiaro non è la sola strada ma una strada. Un modo di comunicare nuovo al quale gli amministratore farebbero bene a prestare la dovuta attenzione.
Sottolineo la "dovuta attenzione" perchè risulta che le lettere ei commenti su "iltamtam" vengono letti, eccome se vengono letti, ma non sempre producono il risultato di una risposta. Producono solo lamentele e critiche a margine, attraverso altri canali dove non sempre (forse mai) è consentito replicare attraverso un contraddittorio. Producono pressioni e ostracismo, ma non dialogo e risposte. Producono facili etichette come quella di "frustrati della politica", ma non confronto allo scoperto. Insisto, la critica non è attacco indiscriminato ma bisogno di capire, di conoscere, di dialogo come dimostra il "ragazzo della via Gluck".
Maurizio Pierdomenico

19 febbraio 2008
Una cena per Francesco

Francesco il 14 ottobre scorso ha avuto uno spaventoso incidente d’auto. Tornava a Collevalenza dopo una serata trascorsa assieme ad alcuni amici. Intorno alle 4 del mattino la sua automobile è impazzita e a una manciata di minuti da casa, si è schiantato contro un albero. Quando lo hanno soccorso le sue condizioni sono subito apparse disperate. E invece, Francesco ha resistito. Ha resistito a un delicatissimo intervento chirurgico che lo ha tenuto per più di quattro ore sotto i ferri. Ha resistito durante tutto il periodo che i medici lo hanno tenuto in prognosi riservata nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Silvestrini” di Perugia. Ha resistito ad oltre due mesi di febbre altissima e inspiegabile.
Oggi Francesco è in terapia presso il centro di riabilitazione di Trevi. E’ ancora in coma, ma sta affrontando questo difficilissimo percorso che – tutti se lo augurano – lo sta riaccompagnando sulla strada della vita. I suoi amici hanno organizzato per sabato primo marzo una cena al ristorante “Da Massimo” di Collevalenza. Il ricavato della serata sarà interamente destinato a Francesco. Perché la terapia a cui si sta sottoponendo prevede che lui, tra qualche tempo, torni anche a casa e riprenda contatto con la normalità. Ma le condizioni in cui si trova impongono di eseguire nel suo appartamento tutta una serie di lavori, anche piuttosto costosi. I suoi genitori non hanno assolutamente chiesto nulla. Eppure, chi continua a stargli accanto, ha pensato bene di organizzare questa iniziativa. Una goccia nell’oceano delle necessità. Che potrebbe trasformarsi in un caldissimo abbraccio. Per Francesco che vuole tornare a vivere. Per qualsiasi informazione si può contattare Christian al 347.9756541.
Lettera firmata

18 febbraio 2008
Turismo: Todi ignora le realtà vicine ma…

I dati, significativamente molto positivi (+21,6 % di arrivi e +18% di presenze), del movimento turistico nel territorio di Massa Martana nei primi undici mesi del 2007, premiano il lavoro delle istituzioni, delle associazioni e di tutti gli operatori del settore. Questo infatti è il risultato di una politica locale mirata al potenziamento dell’investimento e dell’offerta nel settore turistico-culturale e degli sforzi compiuti dagli addetti ai lavori, (ristoratori, albergatori, proprietari di bar, agriturismi, B&B….) ai quali anche va dunque il merito, per di più in un periodo certo non facile ed in presenza di un ottuso individualismo (anziché di una comune strategia), dispiegato dall’egocentrico “maestoso campanile blasonato", però solo in striminzita crescita (sic!) rispetto alle proprie potenzialità, che ostinatamente ignora tutti gli altri viciniori e più "umili campanili plebei", però quasi tutti in vigorosa crescita (sic!) e che tutt’ora nulla continua a condividere con essi e che persevera erroneamente nell’arroccarsi a coltivare esclusivamente il suo orticello, facendosi del male da solo e obbligando tutti gli altri a chiudersi in difesa.
E per tirar le somme: c’è qualcosa, anzi ci sono molte cose che evidentemente non funzionano nella direzione politica della gestione comprensoriale del comparto turistico-culturale.
Lettera Firmata

17 febbraio 2008
La Marini confonde i frustrati della politica dai frustrati dalla politica

Durante la lunga "intervista" radiofonica rilasciata domenica 17 febbraio, la signorina Katiuscia Marini, pronunciandosi in relazione agli ultimi commenti locali inerenti al nascente Partito Democratico Tuderte, senza entrare nel merito dichiarava, frettolosamente ed in modo supponente, che gli stessi provenivano “da persone frustrate della politica” ribadendo il concetto più volte.
Essendo tra coloro che hanno recentemente espresso in merito la propria opinione, mi sono sentito implicitamente raggiunto dalla predetta affermazione tanto che mi permetto di fare una breve replica.
Il giudizio formulato dalla Marini non è per me fonte di offesa anzi, è l’ulteriore conferma che non basta cambiare il nome ad un partito per avere la garanzia di un rinnovamento quando alcuni dei suoi autorevoli esponenti rimangono ancorati a metodi e comportamenti vecchi, contrastanti con lo spirito e le idee del nascente Partito Democratico.
In ogni caso, seguendo il solco del giudizio vorrei che la signorina Marini spiegasse in base a quali parametri definisce “le persone frustrate della politica”. Ha voluto forse indicare quelli che sono rimasti fuori dai meccanismi di potere per privilegiare la propria autonomia e libertà di pensiero? Se così fosse mi sentirei lusingato dal complimento.
Ma, dato il tono e la carriera della signorina Marini, mi pare che l’espressione faccia invece riferimento a coloro che non hanno raggiunto obiettivi politici o posti di potere.
In tal caso, se Giannini, Pierdomenico, Paolo Gervasi ed il sottoscritto, tanto per citare alcuni commentatori, fossimo i frustati della politica cosa dovrebbe pensare la signorina Marini del capolista dell’Ulivo dopo l’esito del voto amministrativo?
Ed anche Lei signorina Marini come dovrebbe sentirsi, a proposito di frustrazioni politiche, per essere passata alla storia come il sindaco uscente che, per la prima volta, dopo 60 anni, ha consegnato la città di Todi, alle destre?
Il Popolo della Sinistra sta ancora aspettando un suo cenno di mea culpa, un’analisi, un’autocritica sulla sconfitta amministrativa tanto più se si considera il lungo periodo del suo governo.
Altro che soliloquio radiofonico della durata di oltre un’ora nel corso del quale peraltro, abbiamo avuto il piacere di apprendere la Sua fede Veltroniana vantata da lunga data. Ma non era convinta Dalemiana? Cosi l’avevo lasciata! Forse la frustrazione mi ha confuso le idee?
In nome dei nostri trascorsi politici Le do volentieri un consiglio signorina Marini: La prego di non confondere, nel corso dell’incombente campagna elettorale, i frustrati della politica con i frustrati dalla politica: da molti di quest’ultimi, mi creda, dipenderà l’esito del voto del prossimo 13 aprile.
Augusto Battisti

17 febbraio 2008
Legge in Umbria sulla famiglia: chiedo chiarimenti

Ho iniziato a leggere la proposta di legge popolare per la famiglia su iniziativa del Forum della Associzioni Familiari dell’Umbria messa a disposizione da TamTam.
Avrei piacere, pacatamente, di capire meglio lo spirito e la lettura di alcuni articoli citati nei quali fatico a trovare rispondenza su quanto proposto. Ribadisco tutto ciò senza strumentalizzazioni e in modo pacato.
Art. 1 – Principi e finalità. 1. La Regione Umbria, in osservanza dei principi sanciti dagli articoli 2, 3, 29, 30 e 31 della Costituzione e al fine di dare piena attuazione ai principi contenuti negli articoli 12 e 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, riconosce la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna (1) quale nucleo fondante della società e quale soggetto sociale e politicamente rilevante a pieno titolo. E’ parimenti considerato famiglia il nucleo formato da persone unite da vincoli di parentela o di affinità.(2)
In riferimento alla nota (1) non ho letto da nessuna parte questo tipo di riconoscimento; riguardo alla nota (2) chiedo quali sono questi vincoli di affinità?
Maurizio Pierdomenico

17 febbraio 2008
Epifani: "Il mio ‘bentornato’ alla Zarina Marini"

Questa mattina, in una trasmissione radiofonica, Catiuscia Marini ha spaziato a tutto campo, sferrando un attacco verso il sottoscritto e Fiamma Tricolore. Purtroppo non l’ho ascoltata ma alcuni temi, trattati dalla signora, mi sono stati riferiti. Il fatto che ripetutamente si parli di argomenti che coinvolgono Mario Epifani ed il suo partito, con personaggi della sinistra e che mai il diretto interessato sia presente, denota la faziosità della trasmissione.
Per intere settimane, tanto per fare un esempio, quei microfoni hanno ospitato Ferracchiati (prima e dopo le sue dimissioni da presidente) sulle vicende dell’Etab e mai mi si è data la possibilità di controbattere le sue lamentazioni e la sua tesi difensiva. Si parla di Ospedale, tanto per fare un altro esempio, facendo continuamente il mio nome, ma non sono stato mai invitato a dire la mia.
Ho già detto in altre occasioni che mi fa onore essere considerato “il tarlo” che avvelena la vita dei Sinistri, poiché, senza atto di presunzione, io so e loro sanno che sono stato uno dei maggiori artefici della loro sconfitta a Todi, perché io so e loro sanno che sono un ostacolo ai loro disegni di ritorno.
Questa mattina, colei che ha fatto la Zarina a Todi negli ultimi dieci anni, non si è risparmiata e dalla vicenda dei lampioni dei Giardinetti, alle nomine dei consiglieri di amministrazione degli Enti, ha perseverato, con accuse strumentali e false, a citarmi (logicamente in senso pessimo e negativamente). Alcuni dei punti che mi sono stati riferiti voglio ribatterli. Per quanto riguarda la mia aggressività nell’azione politica, mi ha accusato di aver invaso le sfere personali di alcuni personaggi Sinistri. Accusa pretestuosa e falsa. Mai ho fatto riferimento a situazioni altrui, estranee al coinvolgimento politico. Ciò di cui io parlo sono implicazioni solamente politiche e sono conseguenze dell’appartenenza ai partiti del centrosinistra.
Quando cita Pordenoni, chiamandolo infermiere (mestiere di cui va orgoglioso) deve sciacquarsi la bocca, perché parla di una persona onesta e capace che non ha mai tratto vantaggi dalla politica. Voglio ricordare alla Marini che Pordenoni è dipendente della Asl per i suoi meriti professionali e non per motivazioni partitiche. Così non è per tutti quei Sinistri “allocati” e “sistemati” dentro le Istituzioni.
Per quando riguarda la sostituzione dei lampioni dei Giardinetti, argomento scottante che sa di disfatta, ribadisco, per l’ennesima volta, che l’Amministrazione Ruggiano l’ha fatto interpretando le richieste di una stragrande maggioranza dei cittadini tuderti. Il sottoscritto è soltanto uno tra quelli che condivideva tale sostituzione, fortemente voluta dal sindaco, dall’intera Giunta e da tutti i consiglieri del centrodestra. Molti più “demeriti” di me, ne ha, per esempio, il capogruppo di FI Renzo Boschi che è stato molto attivo per la ricerca degli sponsor. La dichiarazione sciocca della Marini, con la quale si è paventato, se Epifani volesse, l’abbattimento della palestra, dà il segno di quale pochezza ci sia nelle sue accuse e nelle sue argomentazioni a difesa.
Sotto la sua amministrazione la città di Todi ha toccato il fondo dello sviluppo economico ed occupazionale (ma non per loro). Con lei sindaco si è portato il Todi Festival a livelli di Festa dell’Unità. Sotto il suo governo di Zarina è stato redatto un Piano Regolatore che si è dimostrato strumento elettorale e fonte di danni per altri cittadini. Sotto il suo mandato gli Enti come la Veralli e l’Etab hanno proseguito a svendere beni. Con lei sindaco si sono portate a termine operazioni fallimentari come l’acquisto del capannone della Chemit, costato due miliardi e mezzo e pressoché utilizzato come magazzino. Ha permesso passivamente che depotenziassero il nostro ospedale ed è stata complice del furto del reparto Maternità.
Ha lasciato una città trasandata e malridotta sotto ogni aspetto ed ha l’impudenza di sproloquiare nei miei riguardi e di Fiamma Tricolore, che abbiamo sempre agito per i diretti interessi dei cittadini di Todi. Faccia i nomi, come faccio io, quando dice che intere famiglie del centrodestra hanno ottenuto vantaggi per la loro appartenenza a partiti non di Sinistra. Racconti poi la sua aggressione verbale al padre del sindaco e la sua crisi isterica tra urla e pianto. La racconti perché è significativa: vi sentite sfuggire sempre più la terra da sotto i piedi e non avete più per le mani quel “giocattolino” del potere. Vi ci divertivate e vi faceva tornaconto e vi fa rabbia che il “fascista” Epifani conti un poco e voi non contiate più. Bene, sono fiero d’essere la vostra spina nel fianco e di aver contribuito e contribuire alla vostre rabbie e rimpianti.
Mario Epifani – consigliere comunale Fiamma Tricolore

17 febbraio 2008
La Marsciano del cemento e il ragazzo della Via Gluck

Sono un ragazzo di tredici anni che vive a Marsciano nella zona di Ponte Nestore, zona dove da qualche tempo hanno abbattuto dei pioppi secolari che costeggiavano la via, rendendo il paesaggio molto spoglio e desolante. Non capisco queste scelte.
Inoltre mi chiedo perchè invece di costruire solo Palazzi e centri commerciali non si pensa ad una piscina coperta e ad un percorso verde dove poter andare in bici o a piedi senza rischiare di essere travolti dalle auto?
Lettera Firmata

17 febbraio 2008
Gli aspiranti neo-sindaci di Massa sono già in pista?

Renato Domenico Orsini, nel suo intervento sulla successione al sindaco di Massa Martana, dimentica un piccolo particolare: che cosa fare dopo Gubbiotti lo decidono esclusivamente i nuovi amministratori (uomini e donne) sulla base dei programmi (linea politica) attraverso i quali otterranno il mandato popolare di guidare il Comune.
A meno che tra questi non voglia essere presente anche l’autore dell’intervento, nel qual caso tenga pronti nel cassetto i suoi tanti consigli, consigli che tra le righe, a dir la verità, lascerebbero intravedere una certa personale voglia di essere la guida di quei nuovi amministratori.
Un pregio quell’articolo dal tono tanto sbarazzino quanto innocuo, voleva forse far uscire allo scoperto qualche aspirante neo-sindaco. Che ci sia già riuscito?
Lettera Firmata

16 febbraio 2008
L’aborto e le due anime del PD

In riferimento alla discussione sull’aborto che in questi giorni è particolarmente accesa, mi sento chiamata in causa quando si parla al "plurale" di donne del Partito Democratico.
All’interno di questo partito c’è una componente laica e una più cattolica e io appartengo a quest’ultima. Non tutti i componenti di un partito devono avere necessariamente le stesse idee su tutti i temi e in particolare sull’aborto ognuno si deve comportare secondo “la propria coscienza”.
Per diminuire il numero degli aborti basterebbe, ad esempio, che ogni richiesta d’interruzione sia analizzata singolarmente e la donna sia aiutata a capire se l’aborto è l’unica soluzione. Mi auguro che si possa arrivare ad avere in ogni reparto di ginecologia uno staff di persone competenti nell’ascolto e nella
psicologia della donna.
Non condivido l’uso indiscriminato che oggi si fa dell’aborto: una legge che ha provocato e provoca silenziosamente milioni di vittime in soli trenta anni di storia, o non è corretta o non è bene applicata. Auspico che il clamore suscitato in questi giorni possa migliorarne l’applicazione e allo stesso tempo mi rammarico che un tema così delicato venga usato come argomentazione in campagna elettorale. Anche questo è un modo per strumentalizzare la donna in un aspetto così intimo della sua vita.
Mi sorge un dubbio, movimenti come quello di Giuliano Ferrara nascono per togliere i voti dei moderati al Partito Democratico? Se così fosse non bisogna cadere in questo tranello tessuto da chi in maniera subdola dice di non stare con Berlusconi ma che forse…
Maria Rita Bosi

16 febbraio 2008
In Italia anche i bechechi hanno aperto gli occhi

L’incredibile sceneggiata degli ultimi epigoni della ormai sfiatata balena bianca ha aperto gli occhi anche ai bechechi che, perse le ultime fette del prosciutto clientelare che li accecavano hanno finalmente capito che i loro “reucci” erano nudi e nemmeno tanto belli a vedersi e non è casuale che queste persone abbiano spesso contatti cordiali con la criminalità organizzata che governa indisturbata varie regioni d’Italia, inquina tutto quello che trova e tende ad espandersi anche in altri territori, sempre alla caccia dei canali incustoditi dei finanziamenti pubblici, da canalizzare in bacini sotterranei, scavati in luoghi simili alla mitica grotta dei quaranta ladroni. Oggi i più dispiaciuti sono gli ipocriti notabili clericali che non ne vogliono sapere di perdere i loro famigli, affaccendati a fare la questua come quei frati cercatori che mangiavano i fichi più buoni e portavano i “torsoni” in convento e non riescono a capire che Papa Benedetto continua ad insegnarci autorevolmente che i veri cristiani sono anche persone oneste e buoni cittadini, perchè non ci può essere contrapposizione tra il servizio alla Patria terrena ed il pellegrinaggio verso la Patria celeste, strade diverse ma sempre convergenti verso un mondo migliore.
Renato Domenico Orsini


15 febbraio 2008
Il centrosinistra a Todi è troppo suscettibile…

L’intervento di Augusto Battisti, che condivido in pieno, mi offre lo spunto per esprime una sensazione che ho da tempo. Ci sono diverse persone, come il sottoscritto, che hanno il cuore che batte a sinistra nello specifico provo profonda simpatia per Veltroni ma che si pongono in modo un po’ più critico verso certe posizioni e scelte o modi di scegliere. Purtroppo, fin dalle elezioni comunali, sono visti e letti come attacchi.
Come ho avuto modo di scrivere ringrazio dell’importanza che è stata data alla lista "TodiViva" colpevole di aver fatto perdere il centrosinistra (forse rifare un po’ i conti potrebbe essere utile) non avevamo questa forza. NOI (centrosinistra) siamo troppo suscettibili e poco propensi ad accettare le critiche, in particolar modo quelle interne. Dobbiamo uscire da questa situazione ed affrontare il mondo riscoprendo un po’ di umiltà, tornando tra la gente, leggendo in modo più ampio ciò che ci circonda. Le critiche mosse al candidato sindaco del centrosinistra partivano proprio da questo presupposto di alterigia, di distacco, di superbia. Ma, tutto ciò è stato letto come attacchi….
Forse passare la mano per qualcuno poteva essere buona cosa. Il centrodestra si offende a morte e poi d’incanto si ricompone (per carità non si travisi il paragone ognuno è libero di far ridere il paese come crede) ma noi esageriamo dal lato opposto basta una parola che ti tolgono il saluto, suvvia! Se il PD riuscirà a far sue (veramente) le parole di Veltroni forse, forse si vincono anche le politiche. Apertura vera, di pensiero e di fatto!
Maurizio Pierdomenico

15 febbraio 2008
Villa San Faustino, una frazione dimenticata dal Comune

Voglio far presente il disagio e l’abbandono a cui sono sottoposte le frazioni del comprensorio di Massa Martana e in particolar modo quella di Villa San Faustino. Premetto che non appartengo a nessuno schieramento politico, anzi detesto chi fa politica.
Si parla tanto di Massa Martana come un gioiello della ricostruzione post-sisma e di quello non discuto, anzi devo dare atto che la ricostruzione è stata eseguita in maniera eccellente e questo grazie al sindaco che ha sicuramente svolto un ruolo importante per tutto ciò.
Ma questo non si può dire per la frazione di Villa San Faustino, perchè in questi cinque anni non è stata fatta una virgola per migliorare la situazione della nostra realtà, che è anzi peggiorata e ve ne spiego i motivi:
– Nettezza urbana mal gestita con la raccolta differenziata che non funziona;
– Pulizia del paese eseguita quando va bene una volta al mese;
– Illuminazione pubblica carente: più volte è stato chiesto al sindaco di portare l’illuminazione dal paese all’abbazia di San Faustino ma non se ne è fatto nulla;
– Il forno pubblico è ugualmente senza illuminazione ed è stato rimesso a nuovo grazie alla pro loco;
– I vocaboli sono ovunque contrassegnati da appositi cartelli tranne che da noi: i turisti che vengono per trovare l’abbazia o le catacombe devono andare a suonare presso le case degli abitanti;
– I parcheggi non sono contrassegnati;
– Per i pochi anziani presenti non c’è neanche una panchina né un gioco per i più piccoli;
Ma la cosa più scandalosa è la mossa di permettere il trasferimento dell’unica cosa che avevamo, ovvero l’ufficio postale alla stazione ferroviaria. Non si discute che quell’ufficio non era a norma, ma non è stato fatto niente per trovare un altro locale a Villa San Faustino.
Tutto questo non succede certo a Massa Martana dove il paese viene pulito tutti i giorni, vengono realizzati nuovi parcheggi, fontane faraoniche a costi elevati che paghiamo tutti, anche noi di Villa San Faustino che non abbiamo alcun servizio.
Se il nostro paese si è valorizzato è stato grazie alla Pro Loco che da circa 22 anni porta avanti programmi culturali e ricreativi che hanno fatto conoscere la frazione.

Lettera firmata

14 febbraio 2008
Ferracchiati "il vecchio" e Perni "la nuova"

Il corposo intervento di Paolo Ferracchiati offre lo spunto per alcune riflessioni che se potranno apparire ovvie ciò do vrà essere imputato al testo che le ha ispirate.
Non capisco, infatti, perché Ferracchiati nelle sue puntigliose disquisizioni ritenga di considerare aggressione la legittima e libera espressione dell’altrui pensiero, nella fattispecie critica politica, manifestata in un contesto appropriato concomitante alla nascita di un soggetto politico nuovo.
Quello che è certo è che Ferracchiati, anche nel recente passato, ha avuto la necessità di agitare l’arma della denuncia contro le critiche che da più parti furono mosse all’Ulivo e ai DS subito dopo la sconfitta amministrativa.
Quello che invece sembra del tutto sfuggirgli è la non univocità di sentimenti che la gente dimostra di avere nei confronti della nascita del PD con una spiccata marcatura di speranza o di diffidenza.
Tale forbice avrà la possibilità di avvicinarsi alla speranza a discapito della diffidenza se i “politici del passato” facessero un doveroso e dignitoso passo indietro, in particolare nella nostra città.
“Si denuncino estorsioni o condizionamenti o si taccia per sempre” ammonisce il valente dirigente politico. Le scelte delle persone che vanno a rivestire cariche politiche sono suscettibili di essere sempre interpretate, valutate politicamente e criticate. Questo è il sale della democrazia.Orbene tra Rossini e la Perni, fermo restando che non si pongono in discussione le loro qualità personali, nel senso che entrambi possono ”camminare a testa alta”, è a molti sembrato che la Perni, rispetto al suo antagonista, possa meglio interpretare il rinnovamento politico.
Né è un segreto che la vecchia guardia si sia schierata in blocco in favore di Rossini che da tempo era indicato come colui che avrebbe ricoperto tale carica senza considerare il noto rapporto preferenziale che lo lega alla gerarchia ecclesistica tuderte.
Non mi pare una forma di aggressione sottolineare la valenza politica insita in qualsivoglia candidatura.
Solo Ferracchiati si sente aggredito se qualcuno esprime opinioni diverse dalla sua!
Chi decide il nuovo ed il vecchio all’interno di un partito si chiede il valente dirigente politico?
Mi pare ovvio che tale giudizio appartenga all’opinabile pensiero di ciascuno.
In ogni caso, tanto per fare un esempio, Ferracchiati è vecchio e la Perni è nuova. Potrei continuare nella classificazione sfogliando l’organigramma del PD.
Comunque è scontato sottolineare che con il termine vecchio si intende indicare la condizione di coloro che hanno visto il proprio ruolo completamente consunto alla luce della recente sconfitta elettorale evidentemente riconducibile alla loro responsabilità politica ed istituzionale.
Non sarebbe stato male, al fine di un autentico rinnovamento, azzerare la pregressa classe dirigente locale individuando nuovi esponenti cui affidare le diffuse aspettative del popolo del centro sinistra.
Circa la possibilità di camminare a testa alta nel Pd è un problema posto da una candidata alla carica di coordinatore davanti alla platea dei congressisti.
E’ dunque a costei che Ferracchiati dovrebbe rivolgersi magari per chiarire se, la dimissionaria candidata non avesse voluto far riferimento anche a qualche sua stretta conoscenza…! Al riguardo sarebbe opportuno prevedere limiti all’ingresso negli organismi dirigenziali ad intere famiglie considerato che questa abitudine non sembra appartenere solo a Mastella! Se non sbaglio mi pare che 3/4 persone nominate nei predetti organismi provengano dalla stesso nucleo familiare.
Un autorevole esponente ex-diessino ha ritenuto di fare un passo indietro evitando di candidarsi negli organismi locali. Trovo che sia stato un gesto politicamente apprezzabile e dignitoso.
Peccato che Ferracchiati non abbia seguito l’esempio. Sarebbe stato un buono contributo al rinnovamento.
Ovviamente l’interessato se vorrà potrà tutelarsi in ogni opportuna sede anche per difendersi dalle mie valutazioni “aggressive” .
Augusto Battisti

14 febbraio 2008
Come la pensa ufficialmente il PD sull’aborto?

Prendo atto di quanto scritto da Roberto Vicaretti (lettera più in basso) al quale, tuttavia, è forse sfuggito un passaggio fondamentale. Non sono, infatti, stata io a scrivere che il PD non intende partecipare alla conferenza sull’aborto organizzata dal Movimento per la vita, ma tale scelta del suo partito è stato proclamata e ripetuta con forza da Ferracchiati nell’intervento sotto riportato.
La mia è stata solo una presa d’atto di un atteggiamento pienamente legittimo, sebbene per me non condivisibile, fatto proprio dal suo partito il quale, per mezzo del Sig. Ferracchiati, ha descritto tutti coloro che intendono difendere il diritto alla vita con parole di una gravità mostruosa.
Sono comunque molto contenta di vedere che il PD abbia cambiato idea e sono felice del fatto che parteciperà alla discussione; vorrei anche dire al Sig. Vicaretti che le mie parole non sono il frutto di un “populismo parolaio” ma nascono da una convinzione morale e religiosa che lei e il suo partito potrete non condividere ma neanche disprezzare con parole che offendono fortemente chi crede in certi valori.
Concordo con Paolo Gervasi e credo anche io che la gente debba sapere come la pensano i vari partiti in ordine a tematiche così importanti e non perché sia un mezzo per raggiungere meri fini di propaganda elettorale, ma perché è un diritto di ogni cittadino sapere se i propri valori e le proprie convinzioni siano tutelati e fatti propri dal partito che andrà a votare.
Su questi temi fondamentali che investono la sfera personale di ogni uomo non c’è posto per i “ma anche” di Veltroni; ogni partito deve confrontarsi al suo interno e dare una risposta univoca.
E allora faccio mia la domanda posta da Gervasi e mi chiedo: quale è l’atteggiamento ufficiale che intende assumere il PD in ordine al tema dell’aborto?
Elena Baglioni

14 febbraio 2008
Quella paura di confrontarsi sulle questioni etiche

A monte di tutta questa discussione sull’aborto e sul PD c’è, secondo me, un terribile fraintendimento. E’ il fraintendimento di quei laici, di qualche cattolico progressista che hanno paura del confronto e di misurarsi con le questione etiche poste dalla società contemporanea.
Perché chi, come Ferracchiati e compagni, che di fronte alla moratoria di Giuliano Ferrara sanno dire solo “giù le mani dalla 194”, di questa nobile iniziativa nulla hanno capito. Forse, ancora peggio, hanno capito qualcosa ma non possono dirlo per manifesta disonestà culturale.
La moratoria non c’entra nulla con la legge 194. Anzi, chi la sostiene parte dal presupposto che la legge 194, almeno in teoria, è un compromesso apprezzabile tra le ragioni della madre e le ragioni del nascituro. La 194 non è la legge dell’aborto, ma una legge a tutela della maternità. Quindi nessuno vuole la sua revisione, casomai la completa applicazione, specialmente nella parte che riguarda la prevenzione. Per chi è liberale poi nessuna legge è intoccabile.
La moratoria parte dal presupposto che nessuna donna è obbligata a partorire, che è intollerabile ogni forma di aborto clandestino, che ci deve essere la libertà di scelta delle donne.
Da questa si sviluppa un’altra libertà: quella di non scegliere l’aborto. Negli ultimi tempi purtroppo alle donne è stata fornita un’unica alternativa: quella di abortire. Basterebbe poco per evitare questa scelta. Basterebbe una seria politica pubblica per la maternità, un sincero aiuto alle madri in difficoltà che non si trovano in condizioni economiche felici. Quanti aborti si fanno perché purtroppo non si è in grado di sfamare il proprio figlio? E’ civiltà questa?
C’è una bellissima storia, quella del Centro di aiuto alla vita della Clinica Mangiagalli di Milano. Questo centro, con fondi ridotti e con l’aiuto dei suoi volontari, nel 2006 ha fatto nascere 883 bambini che altrimenti non sarebbero mai nati. Come? Aiutando economicamente e assistendo psicologicamente le loro madri.
La sinistra che parla tanto di solidarietà che ne pensa di questo autentico scandalo moderno, delle madri lasciate sole? “NON TOCCATE LA 194!”
La moratoria, prima che una battaglia politica, è una battaglia culturale contro l’indifferenza morale che circonda l’aborto. E’ una battaglia contro l’ideologia abortista che considera l’eliminazione del feto un diritto assoluto.
La moratoria di Ferrara si è concretizzata in un appello al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-Moon firmato da illustri esponenti della cultura internazionale (visto che pochissimi l’avranno letto ecco l’indirizzo http://ilfoglio.it/index-it.html).
Il punto centrale della moratoria è quello di modificare l’articolo 3 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, inserendo, dopo l’espressione “diritto alla vita”, la frase “dal concepimento alla morte naturale”.Tutto ciò perché l’aborto si sta trasformando in uno strumento di selezione eugenetica, razzista e sessista.
Un miliardo di aborti negli ultimi 30 anni, decine e decine di aborti coattivi (è meglio non dire come vengono fatti) in Cina in nome della pianificazione familiare, selezione sessista in India con la sparizione di milioni di bambine, selezione eugenetica in Nord Corea contro qualsiasi portatore di handicap (in quel paese non hanno mai visto un bambino affetto da sindrome di Down).
Che dice Ferracchiati di fronte a questo sterminio? “NON TOCCATE LA 194!”.
Questa moratoria è una battaglia di civiltà, per la vita che è un diritto universale, per le donne e per i bambini, è una battaglia per i diritti della persona. La 194 non c’entra nulla.
Ferracchiati si rilegga il filosofo Bobbio sull’aborto. O è più comodo strillare “NON TOCCATE LA 194!”?
Umberto Magni

14 febbraio 2008
Il PD è un partito moderno ma non modernista

Ho letto con estremo interesse, come sono solito fare, l’intervento di Paolo Gervasi, che, con un’attenzione credo sincera, si domanda come si porrà il Partito democratico davanti alla questione aborto. Sono contento che a noi democratici vengano posti questi interrogativi, è il segnale di quanto l’opinione pubblica di sinistra si attenta alle nostre posizioni. Ho sempre pensato che al Partito democratico e non ad altri sarebbe stato posto il problema della laicità e ho sempre chiesto al partito di dare risposte in tal senso.
Il Pd è un partito moderno, ma non modernista e per questo è ben consapevole che le conquiste del passato, specie quelle sofferte, sono un bagaglio politico, culturale e valoriale da cui non si può prescindere. La legge 194 che sancisce il diritto all’aborto è senza ombra di dubbio una di queste grandi conquiste. Una conquista di civiltà e di democrazia perché è il riconoscimento di un diritto delle donne, perché la 194 è stata lo strumento per porre fine alle tragedie che si compivano nei silenzi delle famiglie italiane con il dilagare degli aborti clandestini (pericolosi e violenti) e delle mammane. È laicismo difendere l’aborto e la legge 194? Sono convinto di no.
Posto che poco interesse suscitano in me le parole e le iniziative di Giuliano Ferrara (magari tra qualche anno si riscoprirà convinto sostenitore della 194, visto che ci ha abituato a rocamboleschi cambiamenti di prospettiva), va detto, chiaramente e senza tentennamenti, che molta differenza esiste tra la legge e le scelte personali, tra la politica e l’etica.
Senza scomodare Machiavelli (invito piuttosto qualcuno – e, ovviamente, non intendo Paolo – a rileggerlo), dico semplicemente che compito della politica è quello di garantire a ciascuno cittadino la possibilità di esercitare un diritto e di consegnare alle persone gli strumenti per decidere liberamente e consapevolmente.
A ciascuno poi, spetta di scegliere, in base alle proprie convinzioni personali, etiche o religiose se avvalersi o meno di questo diritto, ma la politica ha solo il dovere di permettere di dare sostanza alle proprie decisioni. E la 194, in questo, è un esempio di scuola: dà la possibilità di abortire, ma, ovviamente, non obbliga a farlo. Questa è laicità, non laicismo. Questo è quello che pensano i democratici e le democratiche del Pd, questo è quello che pensano i laici e i cattolici del Partito democratico.
Mi spiace, poi, per Elena Baglioni, ma il Pd si siederà a parlare di aborto e lo farà per portare avanti le sue idee democratiche, di eguaglianza, di libertà e di diritti. Lo farà con grande serietà e fermezza, ben consapevole che si tratta di un argomento delicato, ma altrettanto convinto che la libertà degli uomini e delle donne di questo Paese vada difesa e rafforzata. E su questi temi, il populismo parolaio di cui troppo spesso si abusa non può che essere dannoso.
Roberto Vicaretti – Esecutivo provinciale Partito democratico

13 febbraio 2008
Epifani spara dal suo atollo a tutto quello che si muove

La polemica riguardante la celeberrima strada della Marcigliana che in questi giorni ha tenuto banco tra i consiglieri Epifani e Caprini ha suscitato in me un ricordo a dir poco cinematografico. La Fiamma Tricolore tuderte infatti mi ricorda molto il soldato giapponese che, dopo anni dalla fine della guerra, continua a difendere l’atollo del Pacifico sparando senza motivo su tutto quello che si muove.
L’ultimo intervento del consigliere comunale missino in merito alla interrogazione presentata da Rifondazione Comunista sul rifacimento della strada della Marcigliana ne è uno dei molteplici esempi.
A puro titolo informativo volevo ricordare per Rifondazione Comunista questo argomento non è affatto una novità. A suo tempo infatti Caprini presentò un interrogazione anche alla Giunta di centrosinistra ottenendo l’inserimento dell’intervento nel Piano delle opere pubbliche e nel programma elettorale.
A questo punto una domanda sorge spontanea: dove era la Fiamma Tricolore allora? Forse, tra le altre cose, i camerati nostrani erano troppo impegnati a stracciarsi le vesti per la “gestione dissennata”, a loro dire, degli enti strumentali per poi scoprire che l’unico obiettivo era quello di mettere un proprio rappresentante nei rispettivi consigli. Certamente una bella lezione di demagogia, ma a quando un po’ di sana autocritica?
Alessandro Tavecchia – Giovani Comunisti Todi


13 febbraio 2008
Su politica e aborto non mi piacere restare fuori a guardare…

A proposito dell’articolo "Dove si siederanno quelli del PD…", voglio dire a Gervasi che io so benissimo da che parte stare, e allo stesso modo credo che lo sappiano anche molti altri, donne e non, che fanno parte insieme a me di questo nuovo partito, che hanno deciso di iniziare questa nuova esperienza con entusiasmo e senso di sfida.
Io sto dalla parte della legge sull’aborto, considerata una delle più grandi vittorie “civili” che l’Italia abbia conseguito nel secolo scorso. Sto dalla parte di quelle donne che decidono autonomamente, anche se – ne sono certa – con sofferenza e lacerazione interiore, di interrompere una gravidanza in corso. Sto dalla parte di uno Stato che dà alle donne la possibilità di fare questa scelta, senza avere la pretesa di determinarne a priori la giustezza o meno.
Questo non significa che non stia dalla parte della “vita”, termine generico, abusato, strumentalizzato. Vita è soprattutto quella che troppe persone perdono ogni giorno sul proprio posto di lavoro. Vita è soprattutto quella persa a combattere guerre senza senso ed economicamente gloriose solo per pochi potenti. Vita – e vita degna di essere vissuta – è quella che quelle donne pretendono di avere auto-determinandosi.
Non possiamo pensare di usare il termine “vita” e con questo di sentirci bravi perché ci ergiamo a suoi difensori, limitandoci a parlare della presunta vita di un embrione. Non è così che funziona.
Caro Paolo, so che condividi queste mie posizioni, credo che la pensiamo alla stessa maniera. Ma devo rassicurarti su un fatto: non sento l’attrito di queste mie idee con quelle del partito a cui appartengo. Saprei se e dove sedermi senza alcun problema e credo che allo stesso modo lo saprebbero gli altri. Questo nuovo partito è appunto nuovo, cerca di tenere insieme sensibilità diverse ma nella convinzione (personale) che su questo tema ci sono dei punti fermi che devono essere comunque accettati da tutti: che la legge sull’aborto è una conquista di civiltà e che una moratoria contro l’aborto, con i possibili esiti da crociata e integralisti che può provocare, è un regresso civile.
E poi, per riferirmi agli altri temi toccati dal tuo intervento, non parlerei di funzioni. Ognuno di noi simboleggia qualcosa, rappresenta qualcosa, soprattutto nel momento in cui espone e afferma pubblicamente una posizione, una qualsiasi posizione. Tutti indossiamo una maschera e recitiamo una parte? Può essere vero, è un’immagine suggestiva che da secoli viene proposta e sostenuta a livello filosofico e letterario per fornire una spiegazione del mondo.
In quest’ottica anche tu svolgi una funzione: la funzione del disincantato, dell’anarchico disilluso che da acuto spettatore svela i trucchi del gioco democratico. Si, puoi avere ragione tu. Ma se togliamo la metafora del teatro e della maschera, ciò che rimane sono semplici persone, con una propria storia e delle proprie convinzioni, che si spendono per le cose in cui credono. Come me, come te, come Carlo. Io la vivo così in maniera convinta e autonoma. L’ho sempre vissuta così, con la voglia di mettermi in gioco sempre e non di rimanere fuori a guardare.
Romina Perni

13 febbraio 2008
A proposito del PD di Alvi e Ferracchiati

Non posso mai escludere, quando una comunicazione funziona male, che ciò avvenga anche, o magari soprattutto, per colpa mia. Eppure questa volta sospetto che Francesco Alvi (vedi lettera più in basso, ndr), rifugiandosi in una abile astuzia politichese, non abbia VOLUTO capire.
Perché se era chiaro, come a me appare chiaro, il concetto per cui “non si sta parlando di persone”, ma di ruoli e funzioni politiche, ecco che tutta l’indignazione di Alvi per il mio aver aggredito una persona, un essere umano, immediatamente viene a cadere. Non ad una persona mi stavo riferendo, ma ad una carriera politica. E non sul presente o sul futuro di questa carriera politica si soffermava il mio sguardo, ma sul passato recente. E il curriculum vitae, a me sembra, parla chiaro: Azione Cattolica, associazionismo “bianco”, Margherita.
Rossini avrà senz’altro ricoperto in modo ineccepibile le sue cariche: ma non è, in questo caso, la condotta, a fare il giudizio politico. Sono le cariche stesse. Davvero non si capisce, allora, con un occhio a quel curriculum, a quale ridiscussione di un’identità politica faccio riferimento? Davvero non si capisce quali passioni, quali emozioni per me (che sono un osservatore e non un militante, e parlo, se mi è concesso, da osservatore e non da militante) la nascita del Partito Democratico abbia sradicato, e spento?
Ma intanto, spostando l’attenzione su malintese questioni personali e arrivando perfino a revocare in dubbio la legittimità delle critiche, una sola cosa Alvi ha veramente conseguito: la possibilità di fuggire ancora davanti al merito dei nodi politici, seri, drammatici, che il mio intervento voleva far scontrare col pettine spesso ambiguo del Partito Democratico.

Nodi politici coi quali si confronta, e finalmente, Ferracchiati (vedi il suo intervento più sotto). Che parla, almeno si direbbe, come parlava trent’anni fa. Eppure questa coraggiosa presa di posizione non dissipa le nebbie, anzi forse le infittisce: si tratta di una presa di posizione a titolo personale? E allora come si pone il Partito, fin dalla sua nascita ingabbiato nei veltroniani “ma anche”? E come si pone il nuovo coordinatore? Sottoscriverebbe le parole di Ferracchiati?
In chiusura, condivido con Ferracchiati l’augurio a me velatamente rivolto di riuscire a tenere sempre dritto il timone della coerenza morale e politica (augurio che ricambio, in questi cupi tempi di larghe, larghissime intese, affinché Ferracchiati continui a guardarsi sempre, anche quando sarà il momento di comporre il governo, da quella destra temuta e vituperata). Se ne trovassi uno aperto, mi infilerei subito in un centro di gravità permanente, che non mi faccia mai cambiare idea…
Per quanto riguarda Ferrara, respingo con forza lo strisciante e insinuante paragone. Prima di tutto perché io non ho una cattedra dalla quale scendere, e parlo al livello della strada: ad altri, semmai, spetta il compito di uscire da uffici e palazzi, per imparare l’odore spesso sgradevole della realtà. E non bisogna dimenticare poi che anche Ferrara, a suo modo, è stato coerente, mantenendo da allora fino ad ora quell’atteggiamento di opacità, di spregiudicato realismo politico, di arroganza e di intolleranza che contraddistigueva gli ambienti culturali in cui è stato educato. Ambienti culturali che condivideva con molti degli attuali dirigenti del Partito Democratico.
Paolo Gervasi

13 febbraio 2008
Fanno bene quelli del PD a non sedersi a sentir parlare d’aborto…

Mi dispiace leggere ancora una volta commenti stizziti, imbevuti di livore, di chi critica e offende senza conoscere gli argomenti di cui parla.
Il Movimento per la vita viene descritto come un gruppo di facinorosi, di persone senza scrupoli pronti a far tornare la donna ad una condizione primitiva, pronti a sacrificare per meri fini politici e di etica corrotta anni di emancipazione femminile! Ma di che cosa state parlando? Cosa andate blaterando?
Il Movimento per la vita si batte perché ad OGNI DONNA sia dato il DIRITTO DI SCEGLIERE: come può liberamente scegliere se abortire o meno una ragazza di 20 anni che sa di dover portare avanti una gravidanza completamente sola? Come può scegliere liberamente una donna che non riesce ad arrivare a fine mese? Come si può parlare di “libera scelta” in un Paese in cui le alternative che si presentano ad una gestante in difficoltà sono: o ce la fai da sola o sei LIBERA DI ABORTIRE?
Il Movimento per la Vita vuole rendere VERO ed EFFETTIVO un diritto riconosciuto alle donne solo sulla carta! Vuole che le donne possano sentirsi assistite da uno Stato che le lascia troppo spesso sole davanti ai propri problemi!
Fa molto bene il PD a non sedersi per ascoltare le parole del vice-presidente del Movimento per la Vita, fa molto bene a volersi tappare gli occhi e le orecchie davanti ai problemi reali a cui le donne devono quotidianamente far fronte, fa benissimo a considerare ogni discussione in ordine all’aborto come manifestazione di una politica retrograda e anacronistica; le donne in difficoltà, infatti, non hanno bisogno di chi sventola con finto orgoglio una legge che non conosce, ma hanno necessità di strutture, di aiuti concreti, di alternative possibili, di gente impegnata a salvaguardare il diritto alla maternità!
Non voglio in alcun modo dare giudizi di valore o morali in ordine all’aborto, ma vorrei che ogni donna potesse provare la gioia che ho provato io qualche mese fa quando, da un piccolo schermo di un ecografo, ho visto a sole 6 settimane di gestazione il cuore di mio figlio che batteva all’impazzata!
Vorrei che ogni donna potesse essere libera di sentire crescere quella vita nel proprio grembo, ringraziando il proprio Dio per quel meraviglioso miracolo, vorrei che ogni donna potesse avere la possibilità di vedere nascere il proprio figlio e di stringerlo tra le proprie braccia sapendo che non sarà sola, che ci saranno strutture e organizzazioni pronte ad aiutarla!
Cari amici del PD vi assicuro che ogni donna davanti ad un test di gravidanza positivo si sente totalmente inadatta e in un secondo le vengono in mente tutta una serie di ostacoli più o meno difficoltosi che la fanno sentire una nullità davanti all’enorme responsabilità a cui viene chiamata; lo Stato e ogni Istituzione si devono impegnare per garantire a quella donna una possibilità concreta, una scelta possibile!
Sventolare una legge male applicata e trincerarsi dietro falsi tabù per non affrontare la realtà, non serve a nessuno tanto meno a quelle donne che il PD intende, solo a parole, tutelare!
Elena Baglioni


13 febbraio 2008
Una nuova porta per Massa? Al centro storico serve ben altro…

In relazione all’intervento di Domenico Renato Orsini su "Una nuova porta d’accesso a Massa Martana", ci si domanda… Ma a chi dovrebbe servire questo passaggio? Ai quattro o poco più residenti nel centro storico? Tanti sono rimasti, purtroppo, infatti gli abitanti che ci vivono. A Massa Martana prima di pensare di riaprire porte e portoni si dovrebbe pensare di rivitalizzare il centro storico con ben altre iniziative.
Il centro storico di Massa Martana non è un problema di accessi, visto che ne ha già molti e comodi; il centro storico di Massa Martana non si rivitalizzerà dunque fornendolo di ulteriore passaggio (per quanto si voglia bello, comodo, ecc. ecc.).
Uno dei problemi, del centro storico di Massa Martana sono i proprietari dei locali (vuoti) dei piani terra degli edifici che non hanno altra intenzione se non quella di cederli a caro prezzo a quanti, e non sono pochi, avrebbero intenzione di aprirvi qualche attività (oggi inesistente), locali che sono stati riparati con i soldi pubblici della ricostruzione post sismica e divenuti oggetto di mera speculazione.
Il Comune, a dire il vero, ce lo avrebbe anche qualche strumento (che non sarà mai praticato) per "convincere " ad affittare a prezzi più equi: l’applicazione di un "diverso" regime fiscale, quale ad esempio, e come minimo, il raddoppio dell’ICI, o altre cosuccie del genere, sugli immobili riparati con soldi pubblici e deliberatamente lasciati sfitti, e via discorrendo.
Pensiero però, per ovvie ragioni, utopico e quindi irrealizzabile. Mentre il centro storico continua ad essere una bellissima cattedrale nel deserto, in mano agli extracomunitari e quattro sparuti massetani.
Lettera Firmata

13 febbraio 2008
Poveri noi: ma con spirito andremo a votare?!
Vorrei allontanarmi brevemente dalle tematiche del nostro ambito più ristretto, abbandonare per un momento pali e lampioni, carnevali e birilli, per focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti della reale politica nazionale i cui effetti negativi ci coinvolgono quasi direttamente.
Seguendo gli avvenimenti di questi ultimi tempi, leggendo notizie e indiscrezioni che la generosità della stampa ci offre quotidianamente, dai contenuti sia interpretativi che esplicitamente dichiarati, con affermazioni e smentite plateali, c’è davvero quanto basta per preoccuparci seriamente del nostro futuro prossimo, sia sociale che politico e conseguentemente economico.
Siamo in presenza di una diffusa incertezza e labilità finanziaria che stà investendo in diversa misura tutti i continenti, provocando forti tensioni sociali e suscitando timori di conflitti e venti di recessione, assistiamo impotenti ad una deriva politica senza precedenti che si ripercuote, inevitabilmente, anche sulla nostra regione e sui nostri comuni.
Si avvertono sempre di più segnali inquietanti di malessere diffuso che turbano fortemente la tranquillità giornaliera dei cittadini, provocando sconcerto, rancore, incertezza e delusione difronte a tante improvvide e sciagurate decisioni, arbitrarie ed autoreferenziali, emanate a livello parlamentare e partitico, concentrate fra bizzarre iconografie e personalismi esasperati, accuse reciproche e proclami, annunci e smentite, tutto a difesa esclusiva dei propri tornaconti politici ed economici, alla ricerca di consensi per l’affannosa conquista dell’agognata poltrona.
Ultime in ordine di tempo, ma non meno gravi, che impattano fortemente con la grave situazione economica, oserei dire disastrosa, di tante famiglie italiane, sono rappresentate da alcune ipotesi purtroppo concrete, fornite dalla stampa, secondo le quali i nostri parlamentari si appresterebbero a beneficiare dell’ennesimo privilegio dal sapore a dir poco scandaloso e provocatorio.
Il finanziamento ai partiti relativo alle elezioni del 2006, nonostante la fine anticipata della legislatura, sembra che continuerà ad essere erogato ugualmente fino al 2011. A questo si aggiungerà l’ulteriore finanziamento previsto per le prossime elezioni 2008.
I parlamentari maturano la pensione con 30 mesi ed 1 giorno di nomina; sembra che ci sia un tentativo di ridurre tale periodo minimo a 24 mesi 1 giorno, così da non perdere questa occasione. Ricordiamo che per i comuni mortali il periodo lavorativo minimo è stato portato a 40 anni.
Inoltre, sembra che il congelamento dei 300 euro, attuato recentemente nei confronti dei parlamentari, verrà annullato e pertanto tale aumento sarà erogato, comprensivo degli arretrati.
Che dire infine di quei sindaci che si apprestano a dare le dimissioni, rinunciando anzitempo al loro mandato, tradendo la fiducia degli elettori, abbandonando le aspettative locali, deludendo le scelte personali e politiche della gente che ha creduto in loro, per potersi candidare al parlamento, e traslocare così nel paese del bengodi, dove tutto è possibile nella più assoluta tutela e impunità?
Non vado oltre, lascio giudicare ad ognuno se tutto ciò è rappresentativo di un paese civile e democratico, se il tanto sbandierato stato sociale sia così concepito, con simili discriminazioni, oppure stiamo rasentando un rischio oligarchico, nascosto da una perfida demagogia.
Vorrei tanto potermi augurare che tutto ciò non si metta in atto, ma credo sia impossibile arrestare questo degrado morale e allora mi chiedo se non sia arrivato il momento di reagire, per tentare di arginare le tante disuguaglianze ed assurdi privilegi; ma per come siamo strutturati politicamente e culturalmente, credo sia abbastanza complicato data la nostra estrema eterogeneità, forse l’unica possibilità è rappresentata dalla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo, altrimenti non ci resta che continuare ad essere succubi dello strapotere assoluto ed incontrastato della casta.
Mi chiedo ancora, con quale spirito di partecipazione possiamo rispondere alla loro ennesima chiamata elettorale, su chi e che cosa possiamo credere, su quali basi fondare le nostre speranze, il momento più alto di una democrazia, trasformato in mercato delle pulci…
Elio Andreucci

12 febbraio 2008
Il PD e l’aborto: noi non ci siederemo…
A proposito dell’iniziativa di domenica 17 febbraio (e della domanda posta da Paolo Gervasi nel suo intervento), rispondo a titolo personale che, come abbiamo già fatto nel 1978, da persone libere, democratiche e laiche, non ci siederemo ma, se sarà necessario, ci alzeremo per l’ennesima volta per difendere di nuovo la legge 194/78, legge che è già stata sottoposta a referendum popolare nel 1981 ed inizieremo di nuovo a difendere quella conquista di civiltà, che ha permesso alle donne di abortire senza doversi dissanguare, e per questo morire, sotto i ferri infetti di qualche “mammana”; senza doversi raccomandare a qualche “cucchiaio d’oro” timorato di Dio, magari obiettore di coscienza in pubblico, ma particolarmente “laico” se pagato profumatamente sottobanco; senza dover andare all’estero ed abortire in maniera civile e decente, avendone la possibilità economica.
Non ci siederemo, come non ci siamo seduti ad aspettare gli eventi trent’anni fa, perché ci batteremo come abbiamo già fatto, convinti, come allora, che tale rispetto per la donna era sacrosanto allora come lo è oggi.
Non ci siederemo perché avremo ancora dentro lo stesso spirito che ci ha spinto a lottare con immensa forza contro tutti coloro che volevano togliere a questo Paese il diritto ad avere una maternità voluta e responsabile.
Non ci siederemo perché riteniamo che tutte le donne morte per colpa di interventi effettuati in clandestinità siano delitti che non debbano più accadere.
Non ci siederemo perché siamo ancora convinti che l’aborto non sia un metodo di contraccezione e per questo abbiamo voluto una legge come la 194.
Non ci siederemo perché intendiamo ricordare a tutti quanto ancora sia importante una tale legge per la tutela materno infantile in questo Paese.
Non ci siederemo perché ci ricordiamo che oggi a promuovere questa campagna che intende mettere le mani sulla legge 194, per fini meramente elettorali, è un soggetto che da giovane predicava ed insegnava al mondo intero, allora come oggi, come ci dovevamo comportare tutti noi sui temi etici e politici, prima da estremista di Lotta Continua , per poi approdare pian piano prima alla corte di Berlusconi e di qualche altro ora. A questi maestri dico solo che spesso per sapere e capire del mondo si dovrebbe scendere dalle cattedre e dagli scranni della loro onniscienza e confrontarsi con il mondo reale per poi mantenere la loro coerenza nel tempo. Giuliano Ferrara ha dimostrato di non esserne stato capace, altri spero che avranno migliore fortuna.
A proposito del PD solo una cosa: questo partito rappresenta la scialuppa di salvataggio di questo Paese a fronte di una destra che è pronta a tutto pur di tornare a governare a scapito anche del Paese stesso ed ad una Sinistra massimalista che pur di distinguersi e di presenziare i salotti di Bruno Vespa si è dimenticata di programmi, promesse e patti elettorali. Ma questa ormai è storia passata.
Paolo Ferracchiati

12 febbraio 2008
A proposito del PD, di Rossini e della Perni
Leggendo il contributo di Paolo Gervasi in merito all’iniziativa del Movimento per la Vita, mi accorgo con stupore, come questa iniziativa sia stata utilizzata come il “La” per sferrare una dura critica al Partito Democratico.
Ho spesso apprezzato gli articoli firmati da Gervasi, cercando di coglierne l’essenza e la profondità, pur non trovandomi sempre d’accordo con lui; ma questa volta sono rimasto sinceramente stupito dalle affermazioni che fa nel suo articolo.
Tralasciamo per ora la tematica che ha dato spunto all’articolo per concentrarci su ciò che l’Autore afferma in merito alle “allegorie” che caratterizzerebbero il Pd tuderte: come membro del circolo comunale, non riesco proprio a capire come si possa identificare Carlo Rossini, neo segretario del Pd, come “la metafora della rinuncia a un orizzonte politico, a una cultura, ad un passato davanti al quale sono stati tagliati i ponti che dovevano portarlo a farsi futuro.”, inoltre l’Autore continua affermando che: “La funzione Carlo Rossini è il compromesso, è l’obbedienza ad una linea, è il tutto come previsto. Senza fremiti, senza incognite, senza passioni.”
Questa definizione, oltre che menzognera, non è rispettosa non soltanto della persona eletta, della quale non voglio fare il paladino dato che saprà sicuramente difendersi da sola se lo riterrà opportuno, ma soprattutto di quelle 41 persone su 60 che l’hanno scelto per svolgere la funzione di segretario del Pd.
Come fa Gervasi a dire tutto ciò? Mi sembra un grave atto di presunzione fare affermazioni del genere, soprattutto in merito ad una questione sulla quale non vedo l’opportunità di pronunciarsi: la libertà di espressione è sicuramente un fondamento della nostra Costituzione, ma non mi sembra giusto che sia utilizzata come uno strumento per compiere attacchi indiscriminati, tanto più che Rossini è segretario da non più di quattro giorni.
Prima di giudicare a sproposito sarebbe giusto verificare ciò che si afferma, non vedo in quali atti di Rossini si possa riscontrare l’obbedienza ad una linea: di che cosa stiamo parlando? A quale orizzonte politico si sarebbe rinunciato?
Ancora non c’è stata una riunione tecnica per decidere la composizione della segreteria del Pd e già ci si sente in grado di stabilire quale sarà la linea politica del segretario di un nuovo partito.
C’è un ultima questione che mi opprime e mi offende personalmente: che ne sa Gervasi dei fremiti e delle passioni che hanno portato alla definizione della segreteria? Ha forse partecipato alla costituzione del Pd?
Da membro fondatore posso assicurare che i mesi che hanno accompagnato la costituzione del Partito Democratico sono stati molto intensi e ricchi di confronti tra tutte le forze che lo costituiscono, non parlo soltanto dei vecchi partiti, ma anche di tutti i giovani e delle persone che si sono avvicinate per la prima volta alla politica, le quali hanno dato e daranno un contributo importantissimo alla dialettica politica per far si che questa non sia sterile e distante dalle persone.
E’ inutile affermare di non voler fare schematismi quanto si sta tentando di etichettare qualcuno, di voler individuare a tutti i costi due distinte funzioni: il Pd è l’insieme di più istanze diverse le quali devono essere sintetizzate e messe a sistema per far si che possano dare i propri frutti; sono sicuro che le idee di Romina Perni non verranno represse e soffocate, anzi, verranno valorizzate e daranno un apporto fondamentale per definire la strada che il Pd dovrà intraprendere.
Mi sembra ingiusto e fuori luogo dare dei giudizi a destra e a manca senza sapere neppure ciò di cui si sta parlando, prima di giudicare, diamo la possibilità alle persone di far vedere quanto valgono e che cosa rappresentano, sono sicuro che Rossini svolgerà la sua “funzione” senza discriminare e reprimere nessuno, ma cercando di includere più istanze possibili.
Francesco Maria Alvi -Membro Circolo Pd Todi

12 febbraio 2008
A Giannini dico che il PD ha bisogno anche di lui
Intervengo per rispondere e non per polemizzare con il signor Giannini, ma perché credo che in fondo il Partito Democratico le stia un po’ a cuore e credo che anche il PD abbia bisogno di lei, a patto che lasci stare parole come apparati, intelligentsia, nomenKlatura e candidature bruciate, queste sono parole che non ci appartengono o che non dovrebbero appartenerci più.
Stiamo girando pagina ci sono i lavori in corso, cercheremo di sbagliare meno possibile e alla luce del sole, in fondo non siamo molto avvezzi a far politica visto che molti di noi sono nuovi.
La candidatura della signorina Romina Perni credo che sia stata libera, ma se vuole togliersi questa soddisfazione faccia una telefonata forse si autoconvincerà, e poi e stato bello avere due canditati è stato bello scegliere.
Questa tesi sulla bocciatura di Romina non la vedo, visto che è stata delegata al consiglio provinciale del PD e consigliere comunale per il PD.
Il nuovo e primo coordinatore comunale del PD Carlo Rossini é stato eletto a maggioranza, è chiaro che qualcuno che a lei non sta a cuore possa averlo votato, ma penso che possa coordinare comunque al meglio questo partito non vedo nessuna colpa da parte sua.
Non crede per esempio signor Giannini che si possa muovere qualche remora anche su chi coordina altri partiti, su come altri partiti vogliono creare sviluppo per Todi, che tipo di sviluppo e quando, oppure per tutti i quattro anni rimasti della legislatura comunale vogliamo parlare di quello che non e stato fatto, o quello che è stato fatto male dalla giunta di centrosinistra.
Sulla storia della pulizia converrà con me che allora lei non entrerà mai in nessun partito visto che nessuno è indenne: forse noi torneremo ad essere il partito più pulito, voglio dire il meno sporco, quando la gente smetterà di chiedere per se stessa e per gli altri ed iniziando a pensare agli altri, solo allora i partiti tutti saranno più credibili. Vogliamo iniziare insieme signor Giannini ?
Marco Pepi – delegato coordinamento Comunale PD

11 febbraio 2008
Non ce l’ho col Pintoricchio ma con chi ha bruciato la Perni due volte
Gent. Sig.ra Bosi, premetto che non è me che deve rassicurare, ma coloro che malgrado tutto continuano a credere nella possibilità di rinnovamento senza aver fatto prima una severa pulizia. E mi creda, la sensazione è che da parte di qualcuno si stia facendo di tutto per deluderli di nuovo. Come leggere altrimenti il fatto di aver bruciato ben due volte una figura emergente, giovane, seria e presentabile, una volta nell’elezione del Presidente del Consiglio comunale e ora in quella di coordinatore?
Mi dispiace che Lei pensi a me come ad uno "che mantiene toni avversi che hanno fomentato un clima di caccia alle streghe, descrivendo una Todi in condizioni catastrofiche". Io non ho mai detto che sia la città di TODI a trovarsi in condizioni catastrofiche, ho invece denunciato, spesso con nomi e cognomi, chi ha portato I PARTITI DEL CENTROSINISTRA alla catastrofe. E mi perdoni, ma se la mia attenzione prevalente è stata sul centrosinistra, è perchè da lì è venuta la delusione più grande, la rabbia di vedere grandi pulsioni ideali mortificate da omuncoli.
In sostanza, il mio cuore avrebbe voluto battere da quella parte, ma il cervello glielo vietava.
Non era mio intento seminare zizzania nel centrosinistra, come Lei afferma (soprattutto perchè ce n’era già talmente tanta…). Ho solo fatto una campagna senza peli sulla lingua, senza la paura di ritorsioni, senza accordi di potere. Ho solo raccolto e commentato notizie, confidenze, emozioni di chi, anche al Vostro interno, non aveva il coraggio di esporsi e si affidava a me per denunciare i fatti che stavano portando il centrosinistra alla disfatta.
Ma vedo che questo non è servito a niente, se avete tollerato senza sobbalzare sulla sedia una frase gravissima contenuta in una delle relazioni dei candidati coordinatori: "Purtroppo le persone che possono camminare a testa alta sono molto poche, tutti gli altri hanno avuto qualcosa dai dirigenti politici e se non lo hanno avuto hanno sicuramente in tasca la promessa che prima o poi ci sarà qualcosa anche per loro".
Se davvero c’era gente che leggeva il giornale è perchè si copriva o per nascondere la vergogna per i contenuti di quella relazione, o per non far notare che si stava sbellicando per la sua creatività sintattica: sembrava la parodia della celebre scenetta della lettera di Totò e Peppino "Signorina, siamo qui con questa mia…".
Però sia chiaro, ad evitare personalizzazioni ed equivoci: io non ce l’ho col Pintoricchio, ma coi suoi Mecenati.
Maurizio Giannini


10 febbraio 2008
Nel nuovo PD di Todi non ci sono trame
In riferimento agli ultimi interventi letti sul vostro sito, vorrei fare chiarezza su quanto sta avvenendo nel neo Partito Democratico di Todi. Nella serata di venerdì 8 febbraio è stato eletto Carlo Rossini come coordinatore comunale.
Per quanto ho potuto vedere il clima con cui si è svolto l’incontro è stato sereno, con interventi interessanti da parte dei candidati. Ha iniziato Romina Perni con un discorso sulla situazione politica nazionale e di Todi, apportando nuove idee e offrendo la sua collaborazione per il bene del partito e della comunità, a prescindere dall’esito dell’elezione. A seguire Tiziana Tomassini ha motivato la sua candidatura come monito affinché le decisioni del PD tuderte siano prese localmente; contestualmente si è ritirata per motivi personali. Infine c’è stato l’intervento di Carlo Rossini sicuramente di qualità politica superiore agli altri e forse questo è stato uno dei motivi per cui la maggioranza si è espressa in suo favore. C’è anche da aggiungere che, sebbene sia giovane, vanta una certa esperienza politica. Ciò non toglie che, come affermato da Romina Perni, c’è bisogno di nuovi ed esperti nel futuro P.D. e cercheremo, quindi, di fare tutti insieme il bene del partito e della comunità locale.
Mi dispiace che ci siano persone che gettano sospetti sull’elezione del coordinatore di Todi. Inoltre riferendomi all’intervento del sig. Giannini non capisco le sue polemiche, le sue ipotesi di trame all’interno del P.D. E’ dalla campagna elettorale che mantiene toni avversi che hanno fomentato un clima di “caccia alle streghe”, descrivendo una Todi in condizioni catastrofiche. Siccome è vero che “chi fa sbaglia”, se qualche errore c’è stato, è perché si era fatto molto. Adesso forse, con questo esecutivo, non correremo più certi rischi.
Concludo dicendo che voglio rassicurare il sig. Giannini che il P.D. di Todi cercherà di prendere delle decisioni in maniera autonoma, noi lavoreremo insieme, uniti e coesi e non chiuderemo le porte a chi si presenta disposto a collaborare per la nascita di un grande partito di centrosinistra.
La zizzania, invece, non serve, andatela a seminare in un altro campo.
Maria Rita Bosi

10 febbraio 2008
Strada della Marcigliana: ma Caprini per tre anni dove è stato?

Le condizioni del troncone stradale, che collega la provinciale di Duesanti e la comunale di San Damiano, non sono situazioni emerse in questi ultimi mesi di governo della città da parte del centrodestra. Il fatto che ci sia una petizione già dal 2004 ed un problema già vecchio, significa che, nonostante i disagi e gli stati di pericolo, la giunta Marini non è mai intervenuta per sollevare, da questi, i cittadini fruitori di quel tratto di percorso stradale, se non includendo strumentalmente la riqualificazione della strada, detta di Marcigliana, nel piano triennale delle opere pubbliche.
Ciò non significa che l’Amministrazione Ruggiano non si prenderà a cuore questo stato di disagio. Interverrà sicuramente per risolvere anche questo, tra i tanti problemi lasciatici in eredità dalla Marini. Ciò che risalta è la
presunzione del consigliere Caprini che si erge a capopolo ed a difesa di quei cittadini che, quando era in maggioranza, non li considerava neanche.
Mi domando dove lui fosse nei tre anni susseguenti alla petizione dei cittadini interessati e se davvero crede di aver titolo per “tirare la giacchetta” al Sindaco Ruggiano, con la pretensione di conoscere date e tempi di realizzazione dei lavori necessari. Sono curioso di sapere se abbia esternato le stesse pretese all’allora suo sindaco Catiuscia Marini, la quale, malgrado i tre anni trascorsi dopo la petizione, non ha atteso alle richieste per sanare questa situazione di pericolo e disagio di viabilità della strada della Marcigliana.
Basterebbe un poco di autocritica e meno demagogia, per essere un buon consigliere comunale.
Mario Epifani – consigliere comunale Fiamma Tricolore

 

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Il Blocco Studentesco ha le idee bloccate!

Replico alla lettera del coordinamento del Blocco Studentesco facendo notare ai contraddittori amici della Fiamma che ancora molti dei quesiti aspettano risposta, e sinceramente non capisco il motivo per cui invece di rispondere sui vari perché da me posti essi continuino a tirar fuori risposte sommarie e grossolane.
Trovo ad esempio sommaria e grossolana, la risposta che mi è stata data riguardo la loro volontà di combattere la scuola azienda ed i presidi manager e la volontà della CDL di “morattizzare” la scuola italiana… mi è stato risposto tirando in ballo l’indulto, argomento senz’altro interessante e di cui sarei disposto a discutere separatamente a parlare ma che fa parte di tutt’altro calibro d’argomentazioni visto che l’indulto è procedimento di tipo Costituzionale che è sancito dall’articolo 79 della nostra Costituzione.
Comunque visto che personalmente odio le discussioni caotiche affronterò la lettera del Blocco Studentesco punto per punto. Ripartiamo dal libro unico di testo: per prima cosa nessuno mi ha dato risposta di come si possa giustificare l’adozione di un libro unico quando questi è comunque un chiaro impedimento, per non dire attacco, al pluralismo, alla diversità e libertà d’informazione.
Ci sono molti altri modi per tenere bassi i prezzi dei libri… ad esempio in alcuni licei belgi, solo per citare uno dei tanti metodi utilizzati, gli studenti all’inizio dei loro corsi di studio versano una caparra e prendono in affido un libro di testo; se alla fine del loro studio il libro sarà in condizioni tali da poter essere riutilizzato questi verrà rilasciato e la caparra verrà restituita. La vostra proposta invece viola la libertà d’espressione… un libro unico di testo bloccherebbe il confronto, sarebbe scoraggiante verso i nuovi autori che hanno il sacrosanto diritto di tentare di farsi strada nel mercato dei libri e porterebbe a spietate gare tra le case editrici per aggiudicarsi questo nuovo “appalto dell’istruzione”.
Con il secondo punto ritorniamo alle già citate contraddizioni interne alla vostra stessa coalizione: come si può credere di portare avanti punti come “il taglio dei fondi alle scuole private per favorire finalmente quelle pubbliche” essendo membri, tra l’altro di minoranza, di una coalizione che fin dalla sua genesi sull’argomento scuola ha sempre parlato di maggiori finanziamenti alle scuole private e maggior inserimenti delle aziende private nella scuola pubblica? Spero che almeno questa volta i ragazzi del Blocco Studentesco non sviino su indulti, Mastella e quant’altro e siano capaci di darmi una risposta seria e coerente.
Terzo: vorrei che mi venissero spiegati quali sono i “valori corrotti dal materialismo massimalista, dalle sirene del liberismo, e dal dio denaro” che vengono insegnati nelle scuole italiane? Sicuramente ci sono delle carenze nel corpo docente che non sempre si rivela all’altezza del proprio ruolo…ma un corpo docente scarso è fatto da ex-studenti cresciuti male… Credo che da questo punto di vista sia invece stata fondamentale la mossa fatta dall’ex-ministro Fioroni che finalmente ripristinando gli esami di riparazione ha ridato una dignità alla scuola…
Dubito fortemente infatti che con la politica del “tutti promossi” si vada molto lontano…la promozione è un premio e non un diritto… Si parla poi di un idea di scuola “appiattita e massificata”… credo sinceramente che ci sia forte confusione… l’appiattimento della scuola è arrivato con la Riforma Moratti che avrebbe voluto trasformare tutte le varie tipologie di istituti tecnici, in Licei quando questi sono istituti certamente di pari importanza e dignità ma di impostazione completamente diversa da questi ultimi…
Il riferimento poi al sessantotto meriterebbe un approfondimento, il sessantotto è stata una grande rivoluzione culturale di cui sarei, come per l’indulto, lieto di parlare, ma anche per esso ci sarebbe bisogno di un’apposita discussione ed i vostri riferimenti a queste scuole sessantottine mi sembrano al quanto estemporanei e privi di argomentazioni.
In attesa di più chiare e approfondite delucidazioni dico che non c’è bisogno di aspettare a “confrontarci nelle scuole”… è certo che ci confronteremo nelle scuole ma non vedo comunque niente di male a confrontarci su questo sito o da qualsiasi altra parte…il confronto infatti è padre del progresso e, progressisti o meno, di progresso al giorno d’oggi ce ne è davvero bisogno.
Alessandro Tavecchia – Coordinatore GC Todi

8 febbraio 2008
PD: il partito sarà nuovo ma i giochi sono gli stessi!
TamTam ha definito "terzo incomodo" la persona che inaspettatamente si è candidata a contendere il ruolo di coordinatore comunale a Perni e Rossini. Incomodo a chi?
A pensare male si fa peccato, ma provate a riflettere su quanto appaia suicida, per gli ex DS, dividersi su due nomi. E se invece la Tomassini fosse un candidato comodo, perché accordi superiori hanno decretato che la Margherita deve per forza vincere, costi quel che costi anche in termini di umiliazione delle giovani leve della sinistra e alla faccia del rinnovamento?
Appena si accende un barlume di novità, appena appare un volto pulito in grado di recuperare la credibilità perduta, ecco che ricompaiono apparatnik, intelligentsia e nomenklatura, a ricordarci che il partito è nuovo, ma i giochi sono gli stessi.
Ma basta coi cattivi pensieri, e proviamo a essere positivi. Chiedendo a Tomassini-padre lo stato di famiglia, per avere un’idea di quanti altri membri della gloriosa stirpe saranno pronti a immolarsi per il bene di Todi.
Maurizio Giannini

8 febbraio 2008
Se si riuscisse a parlare veramente di valori…

Ho trovato alcuni spunti interessanti negli interventi di Tavecchia e Bosi. Ciò che fatico a comprendere è il continuo richiamare nomi più o meno illustri (dipende le angolazioni) e meno i valori di cui si sono fatti portatori. Cosi come non amo la tendenza di pretendere di avere il patrimonio della verità senza prendere in considerazione che il mondo cambia e molto.
Emerge sempre più la presunzione di stabilire qual è ad esempio la famiglia, senza valutare che esistono realtà diverse. Non è tutto bianco o nero, come poteva essere anni or sono, ci sono sempre più posizioni intermedie, sfumate, complesse. Basta guardarsi intorno per leggere distinguo e letture diverse della realtà.
Se si riuscisse a parlare veramente di valori, di etica, di amore per la famiglia e per i figli, di ambiente e salute pubblica, di onestà forse ne guadagneremmo tutti. Un augurio ai giovani affinché la loro vitalità sia stimolo per tutti e che i tutti non cerchino di strumentalizzare questa rinvigorita passione.
Maurizio Pierdomenico

7 febbraio 2008
A proposito di giovani e delle ideologie

Vorrei rispondere al signor Fabrizio Bosi, in particolare riguardo al suo intervento sul dibattito tra i Giovani Comunisti, che io rappresento, e Blocco Studentesco. In primis vorrei ringraziarlo: fa sempre piacere che qualcuno dedichi attenzione alle discussioni dei giovani, e lo faccia, come in questo caso il signor Bosi, con grande coerenza e rispetto.
Non starò a difendere ne a giustificare l’ideale fascista, non perché credo che ciò sia impossibile ma più semplicemente perché lo sento come qualcosa di non mio… come qualcosa di estraneo alla mia formazione ed alla storia della nostra Repubblica, che dal fascismo ha cercato di distanziarsi fin dalla sua nascita. Vorrei invece parlare del mio ideale: quello comunista, che se pur giustamente condannata nei crimini perpetrati a suo nome almeno in Italia è legato soprattutto alla liberazione della nostra nazione… in Italia i comunisti hanno seduto al tavolo che ha scritto la nostra Costituzione e ne sono, almeno in parte, anch’essi padri.
Fare politica significa mettersi in gioco per poi essere pronti a mediare sempre con rispetto verso le idee degli altri e con coerenza verso le proprie… io personalmente credo fortemente che il mio ideale sia un ideale di pace, di uguaglianza e di giustizia e per primo condanno chi a quest’ideale si appoggia per far del male… mi riferisco alle Brigate Rosse ed a tutti quei terroristi e criminale che in nome del Comunismo hanno commesso, e purtroppo in alcuni casi continuano ancora a farlo, crimini di ogni tipo. Tuttavia ci sono invece altre persone che per questo stesso ideale e per la sua realizzazione hanno dato tutti loro stessi, hanno lottato e combattuto perché gli uomini fossero un po’ meno diversi ed un po’ più uguali, in alcuni casi a costo della loro stessa vita: mi riferisco a persone come Peppino Impastato, Antonio Gramsci, Enrico Berlinguer… Non prolungo la citazione di quella che sarebbe una lista decisamente lunga.
Concludo comunque dicendo che non credo, sinceramente, che in Italia e tanto meno a Todi ci sia qualcuno che voglia il “male” della nostra società: credo semplicemente che ci siano persone che vogliano il bene, ma che vedano il percorso per raggiungere questo bene in maniera diversa, ed è proprio qui che dovrebbe entrare in gioco la mediazione, il confronto, il dibattito… Comunque mi dispiace dirle che anche in nome di persone giuste e nobili come Gesu Cristo sono stati fatti dei crimini atroci, pensi solo alle Crociate o alle persecuzioni alle streghe… o a più recenti conflitto etnico-religiosi…
Credo personalmente che purtroppo ogni ideale, anche il più nobile sia attaccabile da persone che come parassiti lo trasformano in un arma di distruzione stravolgendone completamente il significato e sta agli uomini di buona volontà far si che ciò non accada mantenendo sempre e comunque le basi di confronto e mediazione fondamentali per qualsiasi democrazia moderna.
Alessandro Tavecchia

7 febbraio 2008
Quei dibattiti tra giovani su fascismo e comunismo…
Noto con piacere che sulle lettere e interventi si sta accendendo un dibattito in ambiente scolastico tra giovani di destra e di sinistra. A me piace molto che già dei ragazzi in età adolescienziale si occupino di politica e problemi sociali e forse è l’impeto della gioventù che porta ad accostare il proprio impegno a ideali che sicuramente hanno fatto la storia quali il Fascismo e il Comunismo.
Forse da sempre è così, poi crescendo queste contrapposizioni si affievoliscono perché ci si rende conto che la politica ha sfruttato e sfrutta questi ideali per arricchire solo poche persone a scapito di altre ed è proprio in questo modo che nasce una disillusione verso questo mondo e la sua classe dirigente.
Prima che accada ciò, vi voglio dare solo un suggerimento senza alcuna pretesa di sapere la “verità” in merito e senza alcuna volonta di farvi la predica, vi voglio dire che in realtà questi due grandi movimenti storici cioè Fascismo e Comunismo dove sono stati applicati in senso stretto hanno prodotto: guerra, dittatura, fame e disperazione.
Questi sono i fatti, questa è la storia. La storia non si può addolcire con la favola che sono i vincitori che la scrivono, la Storia è la Storia e basta. Quindi senza a starvi a raccontare i numerosi esempi di fame, guerra ecc. che queste ideologie hanno prodotto vi vorrei consigliare di cominciare seriamente a costruire tutti insieme un mondo migliore.
Ognuno nel suo ambito può fare qualcosa per gli altri, donare parte del proprio tempo, delle proprie competenze, ecc. per cercare di migliorare la condizione di vita comune.
Se poi il vostro vuole essere un impegno politico, ben venga; orientiamoci allora tutti insieme verso un sistema politico e sociale che rispetti le libertà personali e che sia effettivamente una democrazia (potere del popolo). Ispiriamoci alle più grandi democrazie del mondo vedi l’Inghilterra e gli Stati Uniti: due grandi partiti, movimenti o come li volete chiamare uno di centro-destra e uno di centro-sinistra che rispettino la democrazia e le libertà peronali e collettive, che facciano “Elezioni Primarie Vere” per scegliere i propri candidati e che siano movimenti nati non da interessi personali di scendere in politica per difendere “imperi economici”.
Quando ci sarà modo e tempo per fare una riforma elettorale cerchiamo tutti insieme di spingere i nostri politici a farla in tal senso e che non siano nominati dalle segreterie di partito, ma sia il popolo a scegliere i propri candidati. Consolidiamo la democrazia in Italia e non andiamo dietro a ideali che hanno prodotto fame e distruzione e se volete l’unico ideale che ha cambiato la Storia in senso vero costruendo e non distruggendo nell’ottica dell’Amore reciproco, è partito 2000 anni fa per bocca di un "uomo" di nome Gesù.
Fabrizio Bosi

6 febbraio 2008
Non si può che apprezzare e condividere la presa di posizione pubblica dell’assessore comunale Nazzareno Meneghini in merito alla vicenda dei maltrattamenti familiari accaduti a Todi. Ci si associa al suo intervento sperando che tutti siano così attenti alla privacy che giustamente dovrebbe circondare un fatto che vede come vittime protagoniste dei minori.
E’ tale la convinzione di quanto rispetto sia necessario dinanzi a tutto questo, che si è rimasti sconcertati e sconvolti del fatto che, la domenica successiva a questa vicenda, (durante le festività) il sindaco di Todi Ruggiano su Radio Aut abbia bellamente parlato dell’accaduto dicendo che non faceva i nomi, dando però contemporaneamente dei riferimenti tali che solo un cittadino di Gorgonzola o di Trani poteva non dedurre chi fossero.
Ma la cosa purtroppo non è finita lì: infatti lo stesso sindaco si premurò di dire che comunque questi soggetti a rischio erano stati ricoverati temporaneamente in una struttura pubblica nel comune di Todi, di un ente pubblico locale, in quanto si era dovuto allontanarli e proteggerli da altri eventuali atti di violenza, per cui il luogo doveva restare segreto. Anche qui solo qualche ascoltatore sempre di Gorgonzola o di Trani, poteva non rendersi conto di dove era stata ubicata la “segretissima” sede di accoglienza.
A fronte di tutto ciò, visto che le registrazioni radiofoniche sono a disposizione di tutti, compreso il Tribunale dei Minori, inviteremmo il sindaco a essere un pochino più circospetto quando parla di fatti che lo stesso suo assessore ha capito che sono degni della massima riservatezza e che riguardano uffici del comune particolarmente delicati.
Lettera Firmata

6 febbraio 2008
Il fosso melmoso e inguadabile
Le incredibili vicende che nel giro di pochi giorni hanno determinato la fine anticipata della legislatura dimostrano ancora una volta che il fossato melmoso che si è formato in Italia tra democrazia ed oligarchia, tra giustizia ed inquisizione, tra cittadinanza e sudditanza, tra nomenclatura e popolo è ormai troppo profondo per essere colmato e chiunque tenta di attraversare il suo alveo deve costruire un ponte solido, non di cercare un guado con il rischio di sprofondare nei “casini” della melma che da troppo tempo ristagna sul fondo.
Tra le due sponde di questo fosso fiancheggiato da querce, olivi e cespugli, ci sono da una parte gli interessati i nostalgici del compromesso storico, che da sempre mirano ad imporre all’Italia una povertà uniformemente spalmata sui sudditi di uno stato padrone, controllato da una nomenclatura occhiuta che non considera i cittadini come persone ma come sudditi e si oppone con tutti i mezzi ad una democrazia ed ad una prosperità condivisa equamente tra tutte le persone, nella reale libertà e nella vera giustizia.
Queste elezioni sono l’ultima occasione per risorgere perché è ora di lasciare che i morti seppelliscano i loro morti e che i vivi riprendano il loro cammino verso una la terra promessa, seguendo le guide che li rappresentano, non si prostituiscono e non ricercano impossibili convergenze parallele tra le varie corporazioni mafiose ma scelgono nella libertà democratica linee programmatiche da attuare alla luce del sole con coraggio: è questa la volontà di tutti coloro che hanno rifondato il Partito del Popolo delle Libertà, volontà che non può più essere delusa da una casta che non può essere riciclata per la ricostruzione in sicurezza della nuova “casa” ma deve essere mandata a casa, prima di fare altri danni.
Le sette cariatidi devono rassegnarsi perché non sono più grado di puntellare un tetto che ormai scotta troppo e bisogna smontare subito perché non è adeguato al rischio sismico.
Renato Domenico Orsini

5 febbraio 2008
L’Umbria si allontana dai termovalorizzatori? Todi invece no!

Questa mattina ero già abbastanza "scioccato" dall’improvvisa vista della selva di pali per lampioni spuntata davanti alle mura medioevali, proprio nel cono ottico del Tempio della Consolazione. Ho pensato: complimenti al progettista, a chi lo ha autorizzato e a chi ha permesso ora l’istallazione.
L’impatto è tremendo, un pugno in faccia al tempio, mille volte peggio dei lampioni dei giardinetti in un luogo mille volte più importante dei giardinetti. Ma purtroppo non era finita qui.
Sfogliando un quotidiano regionale, leggo che il sindaco di Todi in persona si sta facendo in quattro per reperire i fondi per realizzare un termovalorizzatore (un inceneritore che in più produce energia) a Pantalla o lì intorno. Dovrebbe bruciare qualche tonnellata di carcasse di pneumatici della Marangoni. Il costo? Circa venti di milioni di euro.
Mi domando a cosa è servita la battaglia contro i mega-depuratori? A questo punto tanto valeva costruirli lì, insieme all’inceneritore e perchè no, anche ad una bella mega-discarica!
Comunque, cari concittadini delle frazioni soprastanti a Pantalla o lungo l’asta della valle del Tevere, state tranquilli, quando i venti trasporteranno i fumi e le polveri sottili presso i vostri paesi, vi diranno che è tutta aria pulita, "pulita" come l’enorme giro d’affari (per pochi) che si crea sempre intorno a questi impianti…
Credere che i termovalorizzatori siano la soluzione allo smaltimento dei rifiuti e un guadagno per la collettività è un mito: tutto il sistema funziona con finanziamenti pubblici (tolti alla possibilità di sviluppare energie rinnovabili come sole ecc.)… quindi una quota dei costi per produrre l’energia elettrica ricade sulle tasche dei contribuenti, invece chi lo realizza guadagna recuperando i materiali e vende l’energia elettrica… è’ dunque un grosso affare.
Per quanto rigurda il fatto che non siano pericolosi per la salute, lo dicono solo quelli che li costruiscono, quelli che li gestiscono e quelli che li amministrano.
Un’ultima cosa, costruire l’inceneritore vicino al nuovo ospedale, potrebbe risolvere anche il problema dei cimiteri.
Carlo Zoccoli

5 febbraio 2008
Raccolta differenziata: mi dite dove devo mettere questa roba?
Sono una cittadina del Comune di Fratta Todina, che abita in una zona nella quale è stato fornito il tris ed il composter per la raccolta differenziata.
Poichè credo che sia un dovere civico produrre la minor quantità di rifiuti possibile, chiedo alla società che gestisce la raccolta, all’amministrazione comunale e al periodico TAM TAM, di voler informare periodicamente, i cittadini, sull’importanza e la necessità della differenziazione dei rifiuti.
Ritengo sia importante evidenziare con chiarezza che la raccolta differenziata non può essere un puro interesse economico individuale, ma un beneficio per la collettività e quindi l’eliminazione o quantomeno la riduzione di problemi futuri inerenti ai siti di stoccaggio dei rifiuti stessi.
Chiedo inoltre l’invio di una tabella che indichi con esattezza il contenitore della differenziata, dove riporre quei rifiuti, che non sono bottiglie in plastica e vetro o carta la cui destinazione è evidente.
Fornisco un esempio di alcuni imballaggi che ad oggi non so in quale contenitore
riporre: Barattoli metallo (dei pomodori, tonno ecc.), Vaschette bianche (della carne, verdura, frutta), Piatti e bicchieri plastica, Contenitori (yogurth, gelati), Busta caffè (tipo Lavazza), Vasi in plastica delle piante, Sacchetti in rete (limoni, arance, patate)
Tubetti per gel, dentifricio ecc., Polistirolo degli imballi degli elettrodomestici.
Maria Grazia Pintori

5 febbraio 2008
Il Blocco Studentesco: "ci confronteremo davanti e dentro le scuole!"
Rispondiamo ad Alessandro Tavecchia (lettera più sotto) ed ai giovani di sinistra, che, come tutti si conformano al comune pensiero disfattista sinistroide della città nel contestare tutto ciò che viene organizzato a Todi e non è più farina del proprio sacco. Li invitiamo, lui e il suo gruppo, ad informarsi meglio la prossima volta e ricordiamo loro che anche il centrosinistra ha approvato il decreto sull’indulto, che grazie a Mastella e compagni ha reso liberi oltre 55.000 delinquenti, ma soprattutto non ha risolto il problema carcerario.
Il movimento Blocco Studentesco nasce all’interno del partito Fiamma Tricolore, con l’intento di avvicinare i giovani alle problematiche sociali, partendo naturalmente dalla realtà che loro meglio conoscono e che vivono: la scuola. L’esigenza si crea perché i giovani in questo periodo vivono un momento di confusione (vedi baby-gang, bullismo, violenze sessuali, atti vandalici) e di problematiche serie, non ultime quelle del mondo del lavoro che crea per loro aspettative inquietanti.
Nelle proposte fatte dai giovani ci sono punti fondamentali, come l’adozione del testo unico a livello regionale, tale da permettere di acquistare i libri usati invece che costringere ad acquistarli nuovi a prezzi sempre più alti tutti gli anni, solo perché le case editrici hanno bisogno di vendere, abbattendo cosi un problema economico fondamentale per le famiglie italiane.
Rifoma scolastica subito, cioè taglio dei fondi alle scuole private per favorire finalmente quelle pubbliche. Con maggiori risorse le scuole pubbliche potrebbero essere più produttive e funzionali per i giovani e risolvere problemi annosi come: sicurezza, attrezzature scolastiche didattiche, palestre ecc.
Noi cerchiamo attraverso il Blocco Studentesco di creare un polo d’incontro tra i giovani, in cui possano percepire valori sani e non corrotti dal materialismo massimalista né dal canto delle sirene del liberismo e del dio denaro.
I riferimenti ironici e malevoli sulle nostre proposte è il segno del nervosismo che suscita la nostra presenza nell’ambito giovanile e studentesco di Todi. E’ dinanzi agli occhi di tutti come avete ridotto, con il vostro appiattito e massificante concetto, la scuola italiana. Altro che cinquant’anni di lotte democratiche per far valere i diritti studenteschi!
Noi siamo il nuovo, senza disdegnare di attingere alle esperienze passate e voi che avete la presunzione di essere il nuovo, rimanete ancorati alle vostre idee progressiste ma retrograde e con radici marcite, figlie del sessantotto. Ci confronteremo davanti ed all’interno degli istituti scolastici e saranno i giovani a scegliere se stare dalla parte vostra od abbracciare le nostre idee, i nostri valori ed i nostri progetti di vita.
Coordinamento Blocco Studentesco

4 febbraio 2008
Getulio Petrini: "Ad Epifani rispondo con una barzelletta"
Non ho finora reagito al linciaggio personale messo in atto dal consigliere della Fiamma Tricolore. Lo faccio ora, dopo l’ultima sventagliata di insinuazioni che coinvolgono, in modo falso, anche la mia persona, perchè non essendo "accasato o arlocato" da nessuna parte, se non a casa mia, in quanto non rivesto da tempo né incarichi istituzionali né politici, mi sento più libero di dire ciò che penso senza coinvolgere altri, a cominciare dalle forze politiche del centro-sinistra. Ciò che dico coinvolge, quindi, solo la mia persona quale privato cittadino.
Ciò che afferma l’”attaccabrighe” sui miei incarichi è del tutto falso.
Ed anche per quello che concerne le altre persone chiamate in causa per la loro attività professionale, ritengo scorretta ogni insinuazione o violazione della privacy.
Si potrebbe rispondere facendo l’elenco di esponenti del centro-destra occupati nel settore pubblico o privato sociale, come sindacati o associazioni professionali, molto vicine anche al suddetto “attaccabrighe”. Ma a cosa servirebbe scadere al suo stesso basso se non infimo livello? Costui non sa cosa sia il rispetto per le persone, confonde la lotta politica con la lotta alle persone. Si potrebbero richiamare le sue origini politiche come causa di un simile comportamento, ma sarebbe come richiamare in vita idee morte e sepolte dalla storia. Valuterò se esistono gli estremi per sporgere querela.
Registro con rammarico che costui è il principale responsabile del degrado della lotta politica nella nostra città, colui che di fatto impedisce qualsiasi confronto civile e semina solo parole di odio e di violenza. Per il momento rispondo con una barzelletta raccontata da Eugenio Scalfari per l”Espresso” di questa settimana:
“Alcuni anni fa andava di moda la barzelletta della mazzafionda, che metteva in burla un disturbo purtroppo abbastanza diffuso: quello dell’idea fissa, ossessiva, che cancella tutte le altre possibili idee, speranze, obiettivi, riducendo il soggetto che ne è affetto ad un monomaniaco. Un giovane – così raccontava quella barzelletta – era ammalato di monomania della mazzafionda: voleva a tutti i costi costruirsene o procurarsene una e non appena ci riusciva ne voleva un’altra e poi un’altra ancora per arricchire la sua collezione. I genitori erano disperati, il ragazzo aveva abbandonato gli studi e non aveva altro impegno che quello di realizzare il suo maniacale obiettivo. Fu indotto infine a consultare un medico che cercò di prenderlo per il verso giusto e scoprire le vere intenzioni del giovane.
"Facciamo l’ipotesi", esordì il medico, "che io le presenti una bella ragazza e che a lei piaccia. Che cosa farà?". "L’inviterò a cena", rispose il paziente. "Benissimo", disse il medico, incoraggiato da quell’esordio. "E poi?". "Ceneremo insieme e l’inviterò a prendere un caffè in casa mia". "Bravissimo. E poi?". "Poi le dirò parole dolci e cercherò di baciarla". "Magnifico, e poi?". "Se lei sarà d’accordo l’aiuterò a spogliarsi". "Ma bravo! E infine?". "Infine prenderò le sue giarrettiere e ci costruirò una mazzafionda".
L’ho raccontata perché ho la sensazione che” l’attaccabrighe” sia profondamente disturbato dal complesso della” mazzafionda”, cioè dall’ossessione del “nemico “, che sta a sinistra, da sconfiggere con il linciaggio, il sospetto, la maldicenza, la calunnia, l’odio, usando epiteti insultanti e avanti con altri nobili sentimenti. Spero che possa in parte guarire, sorridendo dopo aver letto questa barzelletta, sicuramente più autentica di tutte quelle che lui va raccontando da alcuni mesi a questa parte.
E se non basta, né ho altre da raccontare!! Ma senza scomodare la vostra redazione per scambi epistolari privati. Userò la posta. A meno che costui continui nel linciaggio mediatico.
il cittadino Getulio Petrini

2 febbraio 2008
Il Blocco Studentesco "blocca" la scuola!

Stimata redazione di TamTam, mi chiamo Alessandro Tavecchia e sono coordinatore dei Giovani Comunisti tuderti, gruppo giovanile del PRC. Vi scrivo questa mail in relazione all’articolo riguardante il "Blocco Studentesco" attuato dai giovani della Fiamma Tricolore a Todi.
Al di la dell’entusiasmo con cui possa vedere qualsiasi iniziativa giovanile di ampio respiro rivolta ai giovani tuderti vorrei fare alcune osservazioni, sia personali, sia come rappresentante di un gruppo, su queste proposte che invece di portare a scuola il futuro sembrano riproporci un passato sbiadito e sepolto… ma andiamo per ordine.
In primo luogo vorrei far notare a questi "giovani audaci" che la scuola di oggi, nel suo bene e nel suo male è frutto di più 50 anni di democrazia, di lotte per i diritti studenteschi, di una storia fatta di confronti e di conquiste e non in ultimo della nostra stessa Costituzione…
certo non nego che abbia qualche ruga, qualche crepa qua e la e che vada, con alcuni interventi seri e mirati, rivista, riformata e modificata. Problemi come il bullismo, le carenze strutturali e la diseducazione sono sotto gli occhi di tutti e non è certo mia intenzione tentare di minimizzarli; tuttavia trovo se non ridicola, quanto meno estremamente pessimistica l´affermazione sulla presenza di professori sessantottini, e soprattutto involontariamente comica la condanna ad una "scuola-azienda" ed ai "presidi manager", frutto della riforma Moratti da noi duramente contestata ed invece fortemente voluta dallo schieramento di cui loro stessi fanno parte.
Ma la sorpresa, con mio stesso divertimento, è venuta con la lettura di proposta se non altro "gentiliana" sentendo parlare de "l´adozioni di libri unici di testo"; proposte di questo tipo più che favorire gli studenti, la loro educazione e le loro famiglie, generano solamente un attacco al relatismo, alla diversità ed al confronto, vera base della crescita morale e culturale.
Come possiamo pretendere di migliorarci chiudendoci nel nostro passato? Come si può pretendere che la scuola, struttura alla base di un paese che sarà, promuova ideali di intolleranza, chiusura al diverso e scontro sociale? Non mi pronuncio poi su estemporanee richieste di diritti di veto e assemblee varie che sembra quasi vogliano schierare studenti contro professori, quasi fosse uno scontro buoni-cattivi.
In conclusione, al di là di ogni più simpatica lettura l’unico fine che sono riuscito a scorgere all’interno del documento della Fiamma è quello di fare proseliti tra quei giovani che frequentano le scuole superiori ma che, come tanti delle nuove generazioni purtroppo, hanno ancora le idee un po’ confuse sulla politica e sul loro futuro…
Insomma non riesco a vedere reali proposte di miglioramento che abbiano la possibilità di concretizzarsi in risultati reali…l’unica cosa che mi rinfranca è che fin’ora, fortunatamente, la nostra scuola non è mai stata in mano a queste persone, e che, ancora almeno per un po’ a scuola non sarà necessario indossare il fez… e se il pensiero, almeno il loro, non riuscirà a diventare azione, spero che la buon´anima di Gentile non me ne voglia….
Alessandro Tavecchia

1 febbraio 2008
Basta con il business delle multe a raffica

Lo “Sportello dei Diritti” nel quale da anni è nato un Comitato spontaneo degli “Automobilisti Illegittimamente Multati”, nella sua costante attività tesa a riequilibrare il rapporto tra pubblica amministrazione e cittadini-utenti della strada, ha verificato a seguito delle numerose segnalazioni giunte, che c’è stato un aumento vertigionoso dei costi accessori relativi alla notifica dei verbali al Codice della Strada, coinciso con la tristemente nota prassi della multe a raffica con l’ausilio di società appaltatrici.
Un vero e proprio business se si pensa che tra spese di notifica, di spedizione, visure, stampa ed altri oneri per un verbale di 70 euro si arrivano a richiedere fino ad ulteriori 30 euro, e tutte a carico degli utenti della strada, in virtù delle prescrizioni di legge.
Spese accessorie di difficile interpretazione, anche perché nella gran parte dei casi non vengono riportate analiticamente tutte le voci, destando non pochi sospetti tra i cittadini multati.
Ciò che emerge con lampante evidenza dall’analisi avviata dallo “Sportello dei Diritti” è che la spesa varia da Comando a Comando di Polizia Municipale e se i famigerati strumenti di rilevazione elettronici siano usati dalle Polizie Municipali direttamente o affidati in gestione a società appaltatrici, od ancora se la postalizzazione venga affidata a società terze.
A tali prassi, a dir poco illegittime, ma senz’altro poco trasparenti dev’essere data immediata chiarezza anche perché a livello nazionale la normativa appare carente in virtù dell’assenza di direttive univoche che stabiliscano, quantomeno, un tetto massimo per gli oneri accessori.
Per questi motivi chiediamo l’intervento della Corte dei Conti, affinché ci sia un maggiore controllo e una verifica della correttezza e della trasparenza dell’agire amministrativo degli Enti Locali anche nella fase di notifica delle sanzioni amministrative.
Giovanni D’Agata – "Tutela del Consumatore”

31 gennaio 2008
Ai giovani ex comunisti mando a dire che…

La lettera del 30 gennaio, firmata Sinistra Giovanile Todi-Massa Martana, mette in risalto che al di là dell’età anagrafica degli estensori, presumibilmente giovane, il modo di pensare degli stessi è in realtà stra-obsoleto e per di più affronta l’argomento in maniera ultra strumentale, come solo gli adepti di una certa ideologia riescono a fare.
Perché cari giovani compagni, io penso che il sindaco Ruggiano debba, in primo luogo, pensare ad amministrare questa sgangherata comunità, ridotta così come è non certo per colpa di sedicenti “fascisti” che puntualmente rispolverate quando non sapete più a quale Santo, pardon quale bolscevico attaccarvi, ma per il malaffare che ha caratterizzato il passato amministrativo della città e di conseguenza la sua azione dovrebbe essere volta a far riconquistare quel minimo di credibilità e visibilità ad una città che vanta sì lustre passato. Per questo motivo questa amministrazione dovrà essere giudicata, mi auguro al termine del mandato, conferitogli dalla stragrande maggioranza dei cittadini, sulla base delle cose fatte per il bene della collettività, sapendo già da ora che per far meglio delle tre precedenti amministrazioni rosse non è che si debbano sforzare più di tanto.
Detto questo, molto francamente credo che l’azione intrapresa dal sindaco in merito alla Giornata della Memoria, rientri nel contesto dell’assoluta normalità, dal momento che con l’invito rivolto alle scuole cittadine, ha comunque dato in sede locale, il patrocinio istituzionale all’evento. E qui cari compagnetti di merende casca l’asino e cioè emerge la pretestuosità del vostro scritto, perchè eventi del genere dovrebbero in primo luogo riguardare la sfera intima del singolo individuo e personalmente diffido dalle persone che utilizzano qualsivoglia ricorrenza per apparire o per tracciare la retta via, senza essere retto, cioe’ senza mai rispettare l’idea altrui.
Ed allora ecco riaffiorare, dalla bocca delle giovani generazioni, sempre e comunque il passato e giù a stigmatizzare quelli che ancora vanno fieri di o la pensano come egli fu o gli altri che non prendono le distanze pubblicamente da questi o da quelli, purché ovviamente questi e quelli non siano comunisti, perchè a quest’ultimi, va detto, viene sempre condonato tutto, non c’è memoria storica che tenga di fronte agli atroci crimini perpetrati in nome di quell’ideologia e mi pare di capire che questo modo di intendere la storia, venga condiviso appieno dai giovani compagni estensori del comunicato pubblicato nel sito. La cosa quindi appare fortemente contraddittoria e sicuramente strumentale proprio perchè si suole usare la storia a senso unico, non affrontando mai a 360° e quindi con onestà intellettuale, che evidentemente latita, tragedie immani quali quelle della Shoah avvenute prima, durante e dopo il periodo che sta tanto a cuore all’italico mondo rosso.
Per questo motivo, personalmente mi sentirei in forte disagio, nel momento in cui si esorta il prossimo di ricordare, giustamente, i crimini perpetrati dai nazi-fascisti nei confronti degli ebrei ed al tempo stesso si banchetta ora con quegli Stati che negano la Shoah e che professano ancora oggi l’eliminazione fisica degli appartenenti a quella razza. Lo stesso disagio proverei, dimenticandomi io compagno, dei genocidi perpetrati in Europa, nel continente Asiatico ed in ogni altra parte del mondo, in nome del tanto caro comunismo o dello stermino dei nativi americani, meglio conosciuti come Indiani, operato da quegli stessi Americani liberatori delle italiche genti ed al tempo stesso schiavisti dichiarati e difficilmente pentiti di ciò (almeno in quel periodo) o dell’eliminazione sistematica degli Aborigeni da arte degli Anglosassoni (galeotti) trapiantati in Australia, per non parlare delle cortesie riservate da Francesi e Belgi a buona parte delle popolazioni Africane e dagli Inglesi in buona parte del Mondo, isola Britannica inclusa (sopraffazione degli Scozzesi ed Irlandesi) e via dicendo.
Per concludere quindi consiglio a questi giovani comunisti democratici di strumentalizzare un’ po’ meno la storia ed in ogni caso di approfondirla, liberi da qualsiasi condizionamento esterno e soprattutto di non fare la morale agli altri, quando questi, magari in forma anche nostalgica, palesano idee opposte alle vostre, perchè nel Mondo, gira gira, è difficile trovare qualcuno che non si porti dietro i pesanti fardelli del proprio passato (ed anche del presente) e fra questi non vi è certo chi, al pari degli adulatori del nazismo, si ispira all’ideologia comunista di cui siete così fieri paladini.
Lettera Firmata (macamara@alice.it)

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