Il tecnico di una squadra di Seconda Categoria, dopo aver aggredito l'arbitro della partita, gli ha proferito minacce di morte; la questione avrà forse anche conseguenze penali

Il tecnico del Pitulum Umbertide, squadra di Seconda Categoria, si è preso una esemplare squalifica che, per la sua funzione di (cattiva) guida di giovani, ai più sembra troppo lieve.
L’allenatore di calcio della squadra umbertidese, che gioca tra i dilettanti umbri, è stato fermato dal giudice sportivo per cinque anni e 11 mesi, sino al 31 dicembre 2013. Ciò in quanto, secondo quanto scritto dal giudice sportivo della Figc nel referto, “domenica 27 gennaio, alla fine della gara con il Piccione, nell’avviarsi verso lo spogliatoio, aggrediva violentemente il direttore di gara colpendolo ripetutamente con schiaffi al viso fino a provocargli fuoriuscita di sangue dalla bocca, e con calci alle gambe, che gli provocavano ematomi. Raggiunto lo spogliatoio – prosegue il testo – aggrediva ancora l’arbitro e tentava di sfondare la porta con una serie di spallate. Inoltre gli rivolgeva gravi minacce di morte, con l’arbitro che lasciava l’impianto solo grazie all’intervento delle forze dell’ordine”.

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