L'allarme lanciato dal Comune di Narni coincide con la denuncia dei rischi per la salute dei bambini lanciata in questi giorni a Milano

Il PM 10 che tanto preoccupa l’Amministrazione comunale di Narni è un nemico  subdolo ma, purtroppo, molto efficace.
10 microgrammi per metro cubo
in più di polveri sottili nell’aria fanno aumentare del 5% la mortalità post-neonatale e del 22% quella post-neonatale per malattie respiratorie. Sono dati pubblicati sull’European Journal of Epidemiology .
Oggi la relazione fra qualità dell’aria e malattie respiratorie, allergiche, anche gravi (come l’asma), è un dato di fatto.
L’ultima prova viene dai dati di un monitoraggio fatto dall’equipe pediatrica della Macedonio Melloni sulle visite di Pronto Soccorso a cui sono stati accompagnati i bambini milanesi. Il periodo preso in esame ha riguardato i venti giorni a cavallo di capodanno, dal 22 al 31 dicembre 2007 e dal primo al 10 gennaio 2008.

“In questo periodo – spiega il pediatra Luigi Terracciano – la maggior parte dei pediatri di libera scelta era in vacanza e c’é quindi stato un ricorso quasi “obbligatorio” alla struttura ospedaliera da parte delle famiglie”.
Ebbene, nei 10 giorni prima di capodanno, in un periodo caratterizzato da maggior traffico automobilistico, con una media di Pm10 pari a 110 microgrammi per metro cubo (la soglia fissata dalle autorità europee è di 30mcg/m3) gli accessi ai Pronto Soccorso per problemi respiratori (dalla banale tonsillite, alla polmonite, all’asma) sono stati 401.
Nel secondo periodo, invece, con una media di PM10 scesa a 67 mcg/m3, forse determinata anche dall’introduzione dell’Ecopass (l’ingresso a pagamento alla zona centrale milanese), gli accessi sono calati a 176, con una diminuzione del 56%.
Imputato numero 1, dunque, il Pm10, ma solo perché delle polveri più sottili ancora si conosce poco.
Si comincia però ad avere qualche informazione in più: si sa, ad esempio, che se il PM10 ha una distribuzione abbastanza omogenea sulle strade cittadine, tanto che il dato cambia poco fra la sede stradale e quella di una via solo pedonale, il PM2,5 (particelle più piccole e pericolose per i polmoni) tende a concentrarsi nella zona in cui è generato e fa molta differenza se ne misuriamo la concentrazione sulla sede del flusso veicolare e a 10 metri di distanza, sul marciapiede.

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