L'assessore ai servizi sociali di Todi, Nazzareno Menghini, invita a porre fine all'accanimento informativo che si traduce in una nuova forma di violenza sui minori affidati ora all'assistenza da parte dell'ente
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Da qualche giorno la già nota vicenda del maltrattamento di alcuni bambini di Todi all’interno dell’ambito familiare campeggia sulle pagine di determinati quotidiani regionali, con lo spazio e l’attenzione morbosa con la quale, purtroppo, a volta ci si ostina a trattare tali delicati temi in nome del diritto di informazione (stessa cosa è avvenuta, tanto per fare un altro esempio a noi vicino, per i figli di Barbara Cicioni e Roberto Spaccino di Marsciano).
L’insistenza ha portato l’assessore comunale ai servizi sociali Nazzareno Menghini a prendere pubblicamente posizione per esprimere tutta “la contrarietà all’accanimento che alcuni organi di stampa stanno dimostrando nei confronti di un drammatico caso umano”, aggiungendo anche che “gli sforzi che stanno facendo i Servizi sociali del Comune, a cui sono stati affidati i minori con provvedimento del Tribunale, di riportare alla normalità la situazione, sono vanificati dal martellamento e dall’insistenza della stampa di fare notizia a tutti i costi“.

“Il lavoro dei Servizi sociali – viene sottolineato nella nota – si basa sulla tutela, protezione e sostegno dei minori al fine del loro reinserimento nella collettività. Tanti inopportuni articoli rischiano di mettere in difficoltà la rete di collaborazione che si è riusciti a creare grazie anche alla grande disponibilità e all’ausilio di tante persone”.
In virtù di queste considerazione, Menghini invita fermamente “i responsabili di questa campagna a porre fine a questa nuova “forma di violenza” che in alcune parti degli articoli vede quasi un compiacimento nel sottolineare gli aspetti violenti e brutali della vicenda. Il diritto alla comunicazione – prosegue – non giustifica il mettere in piazza i dettagli di una brutta storia vissuta da minori che in una piccola comunità come la nostra sono facilmente identificabili”.

La presa di posizione dell’assessore si chiude domandandosi – e noi di TamTam (che dopo aver dato settimane fa la sola notizia di cronaca ci siamo poi astenuti dal rimestare nella vicenda) con lui – “il perché di come tanti particolari raccapriccianti, che dovrebbero essere riservati in quanto emersi nel corso di ‘interrogatori protetti’ sono resi pubblici”.
Un aspetto quest’ultimo in merito al quale, secondo notizie ufficiose, ci dovrebbe essere stato l’intervento diretto anche del sindaco di Todi Antonino Ruggiano, il quale avrebbe sollecitato oggi l’interessamento del presidente del Tribunale dei minori.

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