I radicali liberi sono conosciuti ormai persino negli spot pubblicitari come nemici dell’uomo, causa di invecchiamento e di patologie tumorali, ma forse non sono cattivi come vengono dipinti.
Uno studio italiano pubblicato dalla rivista Science ha trovato, infatti, che questa classe di sostanze ha almeno un ruolo positivo nelle cellule.
Secondo la ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Alimentazione del Cnr di Avellino, i radicali liberi, in particolare, l’acqua ossigenata, che è uno dei radicali liberi più temuti perché svolge un ruolo mutageno, entrano in gioco nella duplicazione cellulare e nella trascrizione, due processi in cui il Dna, che normalmente è ‘impacchettato’, deve necessariamente srotolarsi per poter essere copiato.
Questa scoperta, oltre a rivalutare gli effetti dei radicali liberi sulle cellule umane, assegna un nuovo ed inatteso ruolo agli enzimi di riparo del Dna, che non hanno, quindi, la sola funzione di correggere gli errori presenti nel nostro patrimonio genetico, ma rappresentano anche parte integrante dell’apparato di trascrizione.
Proprio questi enzimi potrebbero diventare, secondo i ricercatori, un nuovo bersaglio per terapie molecolari.
- Redazione
- 10 Febbraio 2008










