Vengono denunciati errori di valutazione, progettazione, strategia e volontà politica di difesa del settore biologico regionale
grano

Il comitato direttivo di AIAB Umbria e Pro.Bio., analizzando la versione definitiva del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) dell’Umbria, pur notando come alcune questioni poste siano state accolte, evidenziano come le ultime modifiche apportate peggiorino la già criticata qualità del Piano e sottolineano la mancanza di un progetto di indirizzo politico e strategico per l’agricoltura umbra e la drastica riduzione dei premi.
AIAB e Pro.Bio, come si legge in un comunicato, chiederanno ufficialmente alla Regione un confronto  prima della definizione dei bandi, per individuare azioni correttive, prima che si peggiori ulteriormente una situazione già difficile, che mina la sopravvivenza stessa delle produzioni agricole biologiche umbre, vincolando le potenzialità delle 921 aziende presenti nel territorio.
Le associazioni contestano alla Regione di imputare a Bruxelles le responsabilità di quanto rilevato ma, proseguono, il motivo va ricercato piuttosto negli errori di valutazione, progettazione, strategia e volontà politica di difesa del settore bio. La Ue chiede giustificazione delle scelte, se queste sono deboli e se le Regioni non concordano una linea di comune è difficile non prevedere penalizzazioni.

Per Aiab e Pro.Bio la responsabilità è anche delle associazioni di categoria, “tutte concentrate a garantirsi gli introiti dell’asse 1 e molto distratte sui bisogni degli agricoltori, in particolare quelli biologici di cui rivendicano una rappresentanza che hanno preteso ma mai esercitato, con i risultati che tutti conosciamo e vediamo”.
Infine, informano che molte Regioni, e tra queste le Marche, già prevedono revisioni al piano non appena saranno approvati tutti i PSR, cosa questa che dovrebbe avvenire anche in Umbria, conclude il comunicato, ma intanto “sono indispensabili soluzioni correttive immediate come l’apertura di bandi multi-misura”.

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