La denuncia arriva dai pediatri che addebitano il fenomeno ad un eccesso di igiene ma evitano di puntare il dito contro gli aggressivi chimici presenti in saponi e deodoranti

Che è successo tra gli anni ’50 ed il secolo in corso? Se lo chiedono, ma forse è una domanda retorica, i pediatri italiani.
La domanda è sorta spontanea alla constatazione che il 30% circa dei bambini italiani soffre di allergie: una vera e propria ‘epidemia’, affermano i pediatri, se si considera che negli anni ’50 l’incidenza di questa patologia non superava il 10%.
Varie le cause, e non ultima anche un eccesso di ‘igienizzazione’ tipico delle nostre società occidentali.
A puntare i riflettori sul pianeta allergie, gli esperti riuniti a Roma in occasione della ‘Terza giornata del bambino allergico’.
I numeri sono notevoli: “Il 10% dei bimbi sotto i 14 anni – ha sottolineato Giovanni Cavagni, responsabile Allergologia pediatrica all’Ospedale Bambino Gesù di Roma – soffre di asma bronchiale che, nell’80% dei casi, è provocata da allergie; il 18-20% soffre di rinite allergica e il 5% di dermatite“.
Le intolleranze alimentari colpiscono invece il 7% dei bambini, mentre le allergie alimentari gravi riguardano fortunatamente una percentuale ridotta (0,5%).

Alla base del fenomeno allergie, spiegano i pediatri, vi possono essere cause genetiche predisponenti ed anche i fattori ambientali, a partire dall’inquinamento, giocano un ruolo importante. Smog ed aria sporca però, precisano gli esperti, aggravano le allergie nei soggetti già colpiti, ma non ne sono la causa primaria.
La vera ragione alla base di questo ‘boom’ di allergie, affermano, sta invece in un fenomeno preciso: la diminuzione del ‘carico batterico ambientale’. In altre parole, nei paesi occidentali si è sempre di meno a contatto con vari tipi di batteri, che hanno tra le proprie caratteristiche anche quella di inibire le reazioni allergiche.
Una società sempre più ‘asettica’, dunque, e segnata da un eccesso di igienizzazione di cui sono spesso le mamme a rendersi colpevoli. Niente di più sbagliato: “Il ‘naturale’ contatto con microbi e batteri – ha sottolineato il coordinatore del Dipartimento di medicina pediatrica del Bambino Gesù, Alberto Ugazio – in qualche modo serve anche a rafforzare le difese immunitarie dei bambini; il nostro sistema di memoria immunologica ‘ricorda’, infatti, i batteri con cui siamo entrati in contatto evitandoci infezioni successive”.
Insomma, anche con l’igiene bisogna non eccedere. Un consiglio pratico? Il bagnetto al bebé, ad esempio, non c’é alcun bisogno di farlo ogni giorno. Due volte a settimana, avvertono i medici, è la frequenza ottimale. 
Chi non è sottoposto ad alcun condizionamento dell’industria chimica fa una, riteniamo giusta, precisazione: non è il pulito che fa male. ma solo quello che, apparentemente, si realizza con prodotti sempre più carichi di aggressivi chimici: dal più semplice sapone “neutro” ai deodoranti d’ambiente ecc. ecc.

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