Umbria terra di riciclaggio di denaro sporco? Se ne parla da anni, ma la maxi operazione “Naos” attualmente in corso da parte dei carabinieri sembra dare alle “voci” più di un fondamento.
Gli uomini dell’Arma stanno infatti eseguendo in diverse regioni italiane, in particolare in Umbria e Calabria, una sessantina di ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e ad altri reati. Le ordinanze sono state emesse proprio su richiesta della Procura distrettuale Antimafia di Perugia.
Gli investigatori del Ros hanno accertato interessi illeciti dell’organizzazione criminale, legata al clan camorristico dei Casalesi e alla cosca della ‘ndrangheta dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti, in appalti inerenti centrali idroelettriche ed infrastrutture turistiche calabresi, agevolati dalla collusione con esponenti delle amministrazioni pubbliche comunali e regionali (da qui anche l’arresto dell’assessore regionale al turismo della Calabria).
Le indagini avrebbero messo in luce diffuse infiltrazioni e ramificazioni della malavita nel comparto economico-imprenditoriale, soprattutto nel settore dell’edilizia e del mercato immobiliare, proprio quello che in Umbria ha destato spesso i maggiori sospetti.
Oltre al reimpiego di denaro sporco attraverso la costituzione di diverse società operanti nelle costruzioni, l’associazione a delinquere era impegnata anche nel traffico degli stupefacenti, nel traffico di autovetture rubate o “clonate”, nel riciclaggio di assegni falsificati.
Altra notizia è infatti quella che vedrebbe implicati, come necessario supporto operativo, anche settori bancari: una delle ordinanze di custodia cautelare ha infatti toccato il responsabile della dipendenza umbra di un noto istituto di credito.
Secondo quanto emerso dai riscontri degli inquirenti, le imprese legate all’organizzazione criminale esercitavano un’egemonia favorita non solo dall’origine dei finanziamenti, ma anche dalla scarsa qualità dei materiali impiegati, nonché dalla sistematica violazione delle normative sulla sicurezza del lavoro e la previdenza della manodopera, composta in buona parte da extracomunitari clandestini.






