Oltre ad escludere la violenza, il perito si dichiara impossibilitato a stabilire in quale giorno la ragazza inglese abbia avuto il suo ultimo rapporto sessuale: confermate le indiscrezioni anche sui dubbi circa l'ora della morte

Quella che sembrava una certezza nell’inchiesta sull’omicidio di Meredith Kercher vacilla. Le conclusioni alle quali sarebbe arrivato il medico legale Luca Lalli, nominato dal pubblico ministero Giuliano Mignini nell’ambito delle indagini sulla morte della studentessa inglese uccisa nella villetta di via della Pergola a Perugia, cambiano il quadro accusatorio soprattutto nei confronti di Rudy Hermann Guede.
L’inglesina ha avuto un rapporto sessuale prima di essere uccisa, ma con gli elementi a disposizione non è possibile stabilire se è avvenuto la sera in cui la studentessa inglese è stata ammazzata – il 1 novembre – o il giorno precedente.
E la morte della giovane sarebbe avvenuta in un range di tempo più ampio di quello inizialmente indicato.
Quanto alla violenza sessuale, inoltre, non ci sono sul corpo elementi che possano confermarla, anche se non è possibile escluderla del tutto.
In base agli elementi a sua disposizione, quindi, Lalli tende ad escludere che la giovane abbia subito violenza sessuale. Ipotesi che comunque non può essere del tutto scartata (circostanza ancora al vaglio degli investigatori impegnati nella ricostruzione delle modalità dell’omicidio) perchè Meredith potrebbe essere stata costretta ad un rapporto sessuale contro la sua volontà.

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