Ormai da mesi ad Ilci, piccola frazione di Todi, tiene banco la questione dell’area verde, meglio nota come “il campetto”, al centro di una contesa che tarda a trovare l’auspicata (per tanti motivi) soluzione e che vede contrapposto il parroco ad un comitato paesano. Per far capire il clima che si respira, va detto che nelle ultime settimane si sono viste circolare sul tema addirittura tre diverse “Pasquinate” anonime…
Oggi si registra invece la presa di posizione, a titolo personale e quale componente del comitato frazionale, di Augusto Battisti, il quale tiene innanzitutto a ribadire quale è il “peccato originale” dal quale è poi disceso il tutto.
“Il campetto – esordisce l’avvocato Battisti – è stato realizzato su di un’area di proprietà della parrocchia grazie ad un intervento pubblico finanziato dalla Comunità Montana di concerto con il Comune di Todi. Successivamente il Comune di Todi (passata amministrazione) stipulava con la parrocchia un contratto di comodato al fine di regolare, in modo postumo all’esecuzione dei lavori, i rapporti già di fatto intercorsi tra le parti. Con il predetto contratto la parrocchia concedeva al Comune l’area al fine di eseguire su di essa un campo pubblico polivalente che in realtà era stato già realizzato. Come se non bastasse il contratto prevedeva, nonostante la finalità pubblica dell’opera, l’uso e la gestione in favore della parrocchia”.
Una situazione un po’ anomala, insomma… “Ma non finisce qui, visto che la parrocchia, proprietaria comodante tornava ad essere, guarda caso ultimati i lavori, comodataria dell’area stessa. La stipula del contratto, posteriore alla realizzazione dell’opera nei termini come è stato concepito, ha consentito al proprietario dell’area (parrocchia) di conseguire un vantaggio patrimoniale consistente nella realizzazione del campo polivalente; ancor più grave, se si considera che, di fatto, attualmente l’ente proprietario non consente l’utilizzo pubblico precludendo agli abitanti di Ilci ogni forma di gestione partecipata”.
Sembrava che si potesse giungere ad un compromesso… “Non è così, perché gli effetti di tale incresciosa situazione sembrano confermati dalla bozza di regolamento predisposta dalla parrocchia di concerto con l’Amministrazione comunale attuale ove è testualmente previsto il divieto di svolgimento in tale campo polivalente di eventi a carattere politico! Appare inverosimile che la pubblica amministrazione investa denaro pubblico su un’area privata vincolata all’utilizzo pubblico autocensurando contestualmente il predetto utilizzo!”.
Non crede che la parrocchia voglia semplicemente tutelarsi da utilizzi impropri? “Il problema è che le limitazioni sarebbero compatibili con le facoltà connesse all’esercizio del diritto di proprietà ma risultano in contrasto con il finanziamento pubblico che ha permesso la realizzazione dell’area e con le motivazioni che ne hanno permesso la concessione. E dico questo senza soffermarmi a sottolineare i vari profili di illegittimità (penale e contabile)…”.
Qual è lo stato di fatto attuale? “Tutto è fermo nonostante che il comitato frazionale di Ilci abbia più volte sollecitato la parrocchia ed il Comune a porvi rimedio. Compete all’attuale Amministrazione comunale rimuovere tale situazione senza trincerarsi in modo “pilatesco” dietro le evidenti responsabilità altrui negoziando con la proprietà del ‘campetto’ diverse condizioni contrattuali che garantiscano il rispetto della finalità dell’intervento pubblico e della legalità”.
Non è per caso, come diceva il narratore dei films di Peppone e Don Camillo, che si vuole buttare la faccenda in politica? “No, non è così. Personalmente mi aspetterei, comunque, che il neo segretario del PD, anche in veste di consigliere comunale, interponesse i suoi ‘buoni uffici’ al fine di favorire un proficuo dialogo tra le parti. Dall’Amministrazione Ruggiano si attende invece, come già più volte sollecitato, un incontro pubblico per sapere quale posizione intenda assumere al riguardo”.










