Come cittadino di Massa Martana, residente nel comprensorio compreso tra Montignano, Villa San Faustino ed il confine con Acquasparta e Todi, non condivido il modo con cui è stato posto su TamTam il problema della successione al sindaco Giampiero Gubbiotti e alla sua Giunta perché non si tratta di un problema di sostituzione di persone ma di una scelta di linea politica valida, un problema che si debba porre e discutere seriamente e diffusamente, elaborando un programma amministrativo e politico concreto da proporre ai cittadini elettori e finalizzato prioritariamente ald un futuro migliore per le nuove generazioni.
Il recupero e ripristino delle strutture danneggiate dagli eventi sismici del 1997 si avvia, infatti, ad una buona conclusione ma le opere edili devono essere pienamente riutilizzate, l’impiego delle strutture deve essere sviluppato e l’economia deve essere riorganizzata su basi più diffuse e condivise nel territorio, in particolare tenendo conto del valore strategico dei collegamenti stradali e ferroviari posti lungo il confine a Sud-Ovest del territorio comunale, delle ricchezze dei Monti Martani e della necessità di ripopolare urgentemente le strutture recuperate con persone e famiglie con una maggiore componente giovanile, inserite in un tessuto economico e sociale più dinamico e più proiettato verso il futuro,fondato su un maggiore grado di attività e supportato da un incremento dell’intensività degli investimenti e dell’occupazione nell’ambito di uno sviluppo compatibile.
La comunità umana e civile di Massa Martana deve uscire dal chiuso di ristrette conventicole di potere, perennemente in lotta tra di loro, ed aprirsi senza pregiudizi al contributo di tutti i cittadini, senza differenza di sesso, cultura e censo, senza contrapposizioni personalistiche o territoriali, rivalutando intelligentemente le tante potenzialità del patrimonio territoriale e le risorse umane, umane, in particolare delle classi più giovani e più dinamiche che, facendo tesoro di un detto che ci giunge dall’antica saggezza contadina devono essere aiutate e privilegiate per calcolo generoso e non solo per paternalismo interessato, consapevoli che “la roba vecchia rimane sempre in mano dei coiomberi”.
Cominciamo a parlare di questi problemi tutti insieme ma nella luce delle piazze e non nel buio delle cantine, discutendo appassionatamente nel rispetto reciproco e nella comunanza dei valori dell’antichissima “gens” Martana e dell’esempio coraggioso del Santo Vescovo Felice: ci vorrà un po’ di tempo e di fatica ma non sarà certo tempo sprecato!











