Il peso preponderante negli organi sia esecutivi che di indirizzo della Fondazione perugina resta quello delle categorie pubbliche della sanità

L’ONAOSI affronterà tra poco una decisa riforma negli organi di amministrazione i cui componenti di fatto vengono aumentati sia sul versante della amministrazione attiva che su quello degli indirizzi programmatici, con una operazione che appare in controtendenza rispetto alla semplificazione istituzionale ed alla riduzione del peso della “politica”.
Col nuovo statuto il Consiglio di Amministrazione, rispetto al precedente assetto, si riduce dagli attuali 23 a complessivi 9 componenti ed assume il ruolo e le funzioni di organo deputato tipicamente ad amministrare e gestire. I componenti saranno eletti direttamente dal Comitato di Indirizzo, quindi di fatto dalla diretta espressione della base elettorale dei sanitari.

La Giunta Esecutiva, di conseguenza, viene soppressa, mentre i Vice Presidenti si riducono ad uno
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Il Consiglio di Amministrazione sarà composto da: 6 medici chirurghi, di cui 5 pubblici dipendenti e 1 contribuente volontario; 1 odontoiatra; 1 medico veterinario pubblico dipendente; 1 farmacista pubblico dipendente.
Viene anche introdotto un nuovo organismo, il Comitato di Indirizzo, i cui componenti saranno eletti in larga maggioranza direttamente dai sanitari contribuenti.
In fase di prima applicazione, il Comitato è composto complessivamente da 34 componenti, di cui 21 eletti tra i contribuenti obbligatori, 3 eletti tra i contribuenti volontari. Il numero dei componenti da eleggere da parte dei contribuenti obbligatori per ciascuna categoria professionale è complessivamente di 17 per i medici chirurghi e odontoiatri, 2 per i medici veterinari e di 2 per i farmacisti.
I contribuenti volontari avranno complessivamente 3 rappresentanti, di cui rispettivamente 2 eletti tra gli iscritti agli Albi provinciali dei medici chirurghi e 1 tra gli iscritti agli Albi provinciali degli odontoiatri, dei medici veterinari e dei farmacisti.

Il Comitato è inoltre composto da 10 membri designati, rispettivamente:
• in rappresentanza della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, di cui: 1 è designato dalla Commissione Albi Odontoiatri; 3 sono designati dalla Commissione Medica, di cui 1 tra gli iscritti all’Ordine provinciale di Perugia e 1 tra i contribuenti obbligatori;  1 designato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Veterinari; 1 designato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti.
Gli altri 4 componenti sono designati dal Ministro della Salute, dal Ministro dell’Interno, dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministro della Difesa.

Il nuovo Statuto della Fondazione riprende indirizzi presenti in scelte già operate dal Consiglio stesso, sulla base delle linee guida del Ministero della Salute del 10 ottobre 2007 sottoscritte dalle Federazioni Nazionali degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, Medici Veterinari e Farmacisti, dalle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative della dirigenza medica e delle Associazioni dei liberi professionisti delle categorie sanitarie.
In particolare, innova principalmente ed in modo significativo le prestazioni assistenziali. La Fondazione, infatti, sia pure nei limiti e nel rispetto delle compatibilità di bilancio, una volta assicurate le prestazioni ed i servizi alle attuali categorie di assistiti, potrà erogare le stesse anche a contribuenti che si trovino in situazioni di vulnerabilità.
In particolare potranno avere titolo alle nuove tipologie di benefici assistenziali:
• i figli del contribuente vivente, il quale si trovi in situazioni di grave e documentata difficoltà economica;
• i figli dei contribuenti anche in caso di decesso del genitore non sanitario;
• i contribuenti in condizioni di comprovato disagio economico, sociale e professionale al fine del loro recupero lavorativo;
• i contribuenti disabili e gli ex contribuenti, se indigenti e qualora non fruitori di prestazioni di altri Enti previdenziali.
La parola passa ora ai Ministeri Vigilanti del Lavoro e dell’Economia che, secondo quanto richiesto dall’art. 3, comma 2, del D. Lgs. 509/1994, dovranno approvare espressamente le nuove regole.

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