L’epidemia influenzale, che sta costringendo in questi giorni i medici di base a fare gli straordinari, ha fatto saltare l’incontro promosso dall’Amministrazione comunale di Todi per discutere insieme a loro del livello dei servizi sanitari in ambito locale.
Il confronto, che è stato rinviato di una settimana, faceva seguito ad un precedente “faccia a faccia” avuto sugli stessi temi dal sindaco Antonino Ruggiano con il direttore del distretto sanitario della media valle del Tevere, dottor Filippo Bauleo.
L’incontro sembra si sia svolto in un clima di piena cordialità e disponibilità (che non poteva essere dato per scontato viste alcune recenti polemiche), permettendo di poter intavolare con il giusto approccio collaborativo un progetto per il potenziamento dei servizi e per il mantenimento all’interno della città di Todi di un ospedale di comunità (sulla scorta di quanto è stato già assicurato a Marsciano), che potrebbe mantenere come sede quella dell’attuale nosocomio, la cui proprietà è stata però trasferita al patrimonio della Regione per andare a co-finanziarie il costruendo polo unico comprensoriale di Pantalla.
Come detto, si è trattato di un approccio che deve essere sviluppato in tutti i suoi dettagli e che non può che partire appunto anche da un confronto con i medici di base e con gli operatori sanitari, figure in grado di rappresentare le reali esigenze della popolazione residente nel tuderte.
La sanità locale resta dunque al centro dell’attenzione. Già nell’ultimo Consiglio comunale se ne era discusso a lungo ed anche assai animatamente. A fornire l’occasione per il dibattito un ordine del giorno del consigliere di Fiamma Tricolore Mario Epifani, autore di una ricostruzione – subita contestata dal centrosinistra – del progressivo depotenziamento dell’ospedale tuderte, a partire dagli anni Ottanta ad oggi, a favore di quella che una volta era “l’infermeria” marscianese.
Sugli episodi citati e sulle responsabilità politiche connesse c’è stato uno scontro impossibile da conciliare su una posizione condivisa, con l’odg di Epifani rigettato decisamente dall’opposizione. Al di là del voto, che era finalizzato a rafforzare il ruolo del sindaco quale paladino della sanità cittadina, la discussione (che ha visto gli interventi di Cappelletti, Servoli, Alvi, Caprini, Giorgi e dello stesso Ruggiano) ha avuto il merito di riaccendere l’attenzione sui lavori in corso per la realizzazione del nuovo ospedale, visto dalla maggior parte dei consiglieri come la prospettiva con la quale rapportarsi, piuttosto che distogliere lo sguardo all’indietro.
E’ emerso così che, al di là di alcune iniziali perplessità, la costruzione della struttura di Pantalla è arrivata al terzo piano e che quindi gli sforzi del Comune dovrebbero essere concentrati da subito sulla futura operazione di trasferimento e, quindi, anche sugli interventi riferiti alla viabilità e sulle altre opere accessorie.
Circa l’acquisto delle dotazioni strumentali, altro espresso motivo di preoccupazione, in un suo accalorato intervento il consigliere Servoli, primario presso l’ospedale, ha informato di aver già ricevuto l’incarico di avviare le procedure per le forniture necessarie al proprio reparto.
Altri, in particolare Caprini, hanno sottolineato come sia ormai anche tempo che si avvii il confronto sulla riqualificazione e destinazione della vecchia sede ospedaliera di Via Matteotti, che per la sua centralità all’interno del tessuto cittadino ha una valenza, anche economica, tutt’altro che marginale.








