Una lettrice denuncia: "perchè non è possibile tenere un cane, un gatto, una tartaruga, un coniglio nano in giardino senza la paura di ritrovarlo morto o agonizzante?"
cane

Fare del male per passatempo: andare in giro “seminando” bocconcini avvelenati per strada, vicino abitazioni e campagne. Sembra essere un fenomeno in aumento nei paesi di Marsciano. E’ un argomento del quale non si parla quasi mai, perché le vittime sono animali, eppure c’è gente che si diverte a fare ciò passandola sempre liscia.
Questo articolo non vuole essere una lista d’insulti a chi si rende protagonista di tali gesti, ma vuole essere un’informazione utile affinché prima o poi questo hobby vergognoso finisca. Capisco lo stare attenti ad attraversare la strada, a non toccare le prese della corrente, a non accettare “caramelle” dagli sconosciuti, però mi sfugge: “Stare attenti a tenere gli animali domestici fuori casa”, oppure: “Pericolo polpette avvelenate!”. Eppure accade: non si è liberi di avere un cane, un gatto, una tartaruga, un coniglio nano in giardino per paura di ritrovarlo morto o agonizzante.

Nell’esito delle analisi restituitemi dal Centro Zooprofilattico di Perugia si riscontrano: viscere di coniglio con pesticidi. Infatti, dato che è la seconda volta che un mio cane muore in questo modo sono voluta andare a fondo. Certo, nessuno potrà mai restituirmi il cucciolo a cui la mia famiglia ed io eravamo affezionati, ma spero di poter fare qualcosa per evitare che ciò avvenga di nuovo.
Magari anche sensibilizzando ed informando attraverso la stampa. Si parla sempre di animali che aggrediscono ed uccidono l’uomo, ma perché non si scrive mai di indifese bestiole che vengono assassinate senza motivo?

Un’altra cosa che ho potuto fare è denunciare a carico di ignoti l’avvenuto avvelenamento, sia alla Polizia Provinciale che ai Carabinieri. Invito tutti coloro ai quali è accaduta una cosa simile a non avere paura e a denunciare, perché più denunce vengono fatte e più i controlli saranno accurati. Ricordo inoltre che i pesticidi sono prodotti usati nella lotta chimica contro gli organismi nocivi alle colture agricole e qualsiasi altro utilizzo è contro la legge!
Ho scritto anche all’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) che mi ha risposto di proporre ai sindaci l’emissione di ordinanze restrittive sul possesso delle sostanze velenose e di educare sin da piccoli i nostri animali a non accettare niente che non sia dato loro da un familiare.
In conclusione non c’è bisogno di andare tanto lontano per vedere che c’è qualcosa che non va e non parlo da vegetariana, animalista spietata, o anti caccia/pesca: parlo da semplice amante degli animali.
Sono convinta che se gli animali fossero capaci di scrivere o parlare, questo articolo l’avrebbero scritta loro o si sarebbero ribellati nella loro maniera. Io da umano mi chiedo: se non si tollera chi non può replicare a parole, possiamo noi uomini rispettarci a vicenda?

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