L'allarme, che interessa anche alcune città umbre (fra cui anche Todi), è ritenuto ingiustificato dalla Lipu che cita un'indagine dell'Università di Basilea

Piccioni e salmonellosi non vanno a braccetto. L’allarme è ingiustificato e nessuna uccisione di questi uccelli può essere in alcun modo legittimata dal sospetto della diffusione di questa malattia.
E’ quanto afferma la Lipu in una nota, dopo l’allarme sanitario lanciato dalla Asl di Venezia al Comune della città lagunare: ”Sono proclami privi di fondatezza scientifica” – afferma Marco Dinetti, responsabile ecologia urbana Lipu – secondo il quale ”da uno studio realizzato dall’Università di Basilea in tempi recenti emerge in modo chiaro come i colombi di città non sono pericolosi per la salute umana”.
Ben 77 studi epidemiologici effettuati sui colombi di città in 60 aree urbane e regioni, in un arco di tempo di 60 anni – prosegue l’esperto Lipu – hanno evidenziato come vi sia stato solo un caso di salmonellosi trasmessa dal colombo all’uomo. “I rischi per l’uomo dunque sono molto bassi – viene sostenuto e lo sterminio che da più parti e regolarmente viene proposto è del tutto ingiustificato”.
Quindi ”per affrontare eventuali disagi – spiega Dinetti – servono piani di gestione seri, a partire da un censimento delle popolazioni, per poi mettere a punto una politica che permetta di affrontare il problema al di là delle emergenze: prima di tutto la regolamentazione delle risorse alimentari a disposizione degli uccelli e l’installazione di dissuasori incruenti che limitano i luoghi di nidificazione. Il tutto accompagnato da una campagna di informazione dei cittadini”.
Come si ricorderà, il problema di un’eccessiva presenza di colombi affligge anche il centro storico di Todi, la cui Amministrazione ha promosso un progetto che prevede una prima riduzione della popolazione tramite “deportazione” ed una successiva fase di sterilizzazione.

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