In provincia di Terni, nei cui corsi e specchi d'acqua sono stati immessi quasi 5 mila chili di esemplari, si parte già domenica prossima, mentre in Valnerina tutto è posticipato di un mese

Gli oltre 13 mila appassionati di pescasportiva, nella provincia di Terni hanno di che gioire, visto che domenica riapre la pesca alla trota.
Nelle acque del territorio, a cura della Provincia di Terni e con la collaborazione delle associazioni di pescasportivi, sono state immesse complessivamente 5 mila chili di trote fario: 2.100 kg nell’Alto Fiume Nera; 900 kg nel Fiume Velino ed altrettanti nel Lago di Piediluco; 600 kg nel Torrente Chiani; 350 kg nel Basso Nera e 150 kg nel Torrente Fersinone. A queste si aggiungono altri 800 kg di trote selezionate ed allevate nel Centro Ittiogenico di Terria.

Anche sul territorio della Valnerina, in Provincia di Perugia, riaprirà la pesca alla trota, fatta eccezione per il tratto No-Kill del fiume Nera e quello ad esche artificiali con prelievo determinato di Triponzo. In queste due ZRS (Zone a Regolamento Specifico) la stagione di pesca aprirà domenica 30 marzo, ovvero un mese più tardi.
Questo particolare provvedimento di posticipo da parte della Provincia di Perugia, è frutto delle numerose richieste inoltrate da Legambiente per salvaguardare il patrimonio ittiofaunistico.
Negli ultimi quattro anni è stato accertato scientificamente che il periodo della riproduzione delle trote ha subito un posticipo di circa un mese, tanto che a gennaio, nella quasi totalità dei fiumi della Valnerina, era ancora presente un gran numero di letti di frega (dove le trote depongono le uova).
Tenendo conto del lungo periodo di incubazione delle uova, consentire l’esercizio della pesca dall’ultima domenica di febbraio sarebbe causa di un danno certo, visto che in questi ambienti si pesca entrando in acqua, e difficilmente si può evitare di calpestare e danneggiare le uova ancora in incubazione.

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