La galleria del Colle del Capretto non ha superato l'esame sicurezza degli organismi europei; altre, sia sulla superstrada che su altre arterie dell'Umbria, hanno gravi carenze

E’ stato approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale di Perugia l’ordine del giorno presentato dal gruppo misto sul tema della “sicurezza dei tunnel stradali della regione”.
Dal documento si evincono gravissime carenze per la sicurezza degli automobilisti: in due casi certificate anche dall’Unione Europea in quanto relative ad una strada, la E45, a valenza europea.
Nel documento si chiedeva alla Giunta Provinciale di sensibilizzare il Ministero delle Infrastrutture e l’Anas affinché venisse predisposto in tempi brevi un piano di interventi volto a superare le  carenze rilevate.

“Nella nostra regione vi sono tunnel stradali di medie e grandi dimensioni (da 1 Km a 5 Km di lunghezza) – si legge nel documento – ricadenti sulla rete nazionale che presentano carenze sotto l’aspetto della qualità e della sicurezza: Tunnel di Colle Capretto (1,2 Km) sulla E45, che essendo una strada europea ha ricevuto la bocciatura da parte dell’ EURO TAP (European Tunnel Assesment Programme), che durante la fase ispettiva ha registrato gravi carenze nella gestione e controllo del traffico, nelle comunicazioni, nelle vie di salvataggio e di fuga, nella protezione antincendio e gestione delle emergenze, dando il peggior giudizio tra le 5 valutazioni previste dal protocollo “Very Poor” che lo colloca fra i 7 tunnel più pericolosi d’Europa”. Sorte di poco migliore per il “Tunnel di San Pellegrino (1,2 Km) sulla E 45, giudicato nel 2005 dall’EURO TAP “Poor”  sempre in modo estremamente negativo anche se meno grave del precedente”,

Altri percorsi in galleria di cui si denuncia la carenza sono: “Tunnel di Forca Canapine (4,4 Km) sulla SS 685 Tre Valli, che oltre alle carenze di cui sopra presenta un’illuminazione fortemente inadeguata; Tunnel di Forca di Cerro (4 Km) sulla SS 685 Tre Valli, stesse carenze con in più il grave problema dell’inefficienza del sistema di ventilazione, a causa del quale, anche in condizioni normali, ristagna all’interno del Tunnel un denso strato di fumo, con il rischio che la situazione possa diventare tragica in caso di incendio; Tunnel di Triponzo (1,2 Km) sulla SS 685, anche in questo caso vi sono le stesse carenze di cui sopra, aggravate dalla totale assenza di piazzole di sosta e di un sistema di ventilazione e di comunicazioni.

“È chiaro – concludono dal gruppo misto – che un sistema di copertura della telefonia mobile, per altro già presente in altri Tunnel della regione, potrebbe sicuramente sopperire alla carenza di comunicazioni con l’esterno nei casi descritti. Inoltre preme ricordare che questo stato di cose comporta per gli automobilisti in transito grossi rischi, aggravati dal fatto che trattasi di Tunnel percorsi quotidianamente da mezzi che trasportano sostanze pericolose ed altamente infiammabili”.

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