Questa sentenza della Corte dei Conti dell’Umbria, pubblica udienza del 18/12/2007, potrebbe essere la “fotografia” di quello che la gente percepisce in merito ai “politici” e che condanna, prima ancora che, come in questo caso, abbia poi fatto il Collegio giudicante della Corte dei Conti.
Con citazione del 17/4/2007, la Procura della Corte ha convenuto in giudizio quattro persone chiedendo di condannarle al pagamento della complessiva somma di euro 12.180, a favore di un Comune del ternano, oltre interessi legali, rivalutazione monetaria e spese di giudizio, corrispondente al danno causato – a dire della Procura – al Comune stesso, per irregolarità nella fruizione dei permessi di cui all’art. 79 del D.L. vo n°267/2000, nella loro qualità di, rispettivamente, consigliere comunale con incarico di vicesindaco del menzionato comune, nonché di vice-presidente della Comunità il primo; consigliere comunale con incarico di assessore, il secondo; responsabile dell’ufficio finanziario del predetto Comune, il terzo; sindaco del medesimo Comune, il quarto.
Le accuse erano:
a) il primo, avrebbe fruito di “numerosi permessi remunerati per sedute inesistenti di Giunta e di altri organi (Conferenza Sindaci)”; in particolare, “nel periodo luglio 2004-dicembre 2005, su un totale di 212 giorni lavorativi di permessi usufruiti, pari a 1.696 ore, non risultano i verbali o comunque idonea documentazione certificativa, attestante l’avvenuto svolgimento delle riunioni, i nominativi dei partecipanti e l’orario di inizio e termine delle sedute per 111 giornate lavorative, pari a 888 ore”;
b) analogamente, il secondo avrebbe fruito di “numerosi permessi remunerati per sedute inesistenti di Consigli e di Giunte del Comune”; in particolare, “nel periodo luglio 2004-giugno 2005, (previo scomputo delle 4 ore remunerate a plafond) per 98 ore lavorative non risultano i verbali o comunque idonea documentazione certificativa attestante l’avvenuto svolgimento delle riunione, i nominativi dei partecipanti e l’orario di inizio e termine della seduta”.
La Procura ha precisato:
a) di aver desunto i dati sugli ingiustificati permessi, confrontando “l’elenco delle delibere di Giunta e di Consiglio comunale” con le “note della società presso cui lavorano i due primi accusati), relative alle richieste di rimborso delle assenze dal lavoro” dei medesimi, e con i “tabulati delle presenze dei (predetti), e relativi codici di assenza, dove (la sigla) PCE corrisponde a Permesso Carica Elettiva”;
b) di aver determinato il danno dopo aver scomputato “le 24 ore mensili di permessi retribuiti forfetariamente ed ulteriormente attribuite ai lavoratori dipendenti dall’art. 79, comma 4, del D.L.vo n°267/2000, da utilizzare proprio per (le) riunioni e (gli) impegni non formalizzati, né altrimenti documentabili”.
Sul piano dell’imputazione soggettiva, il danno è stato attribuito:
a) per il 60% degli importi erogati dal Comune, agli stessi soggetti beneficiari dei permessi illeciti, “in relazione al relativo rapporto”, addebitando loro di “essersi consapevolmente e volontariamente assentati dal lavoro, adducendo apparenti motivi connessi all’ espletamento del mandato elettorale, così innescando la procedura di cui agli artt. 79 e 80 del TUEL, mentre è stato accertato che in un numero rilevante di casi i medesimi non avevano diritto al beneficio non essendo stata svolta o non essendo documentata né documentabile la riunione prevista, ovvero avendo usufruito di permessi giornalieri (8 ore) in luogo di permessi orari, ovvero ancora avendo superato l’ammontare massimo di ore mensili di permesso retribuito per l’espletamento delle altre mansioni connesse al mandato elettorale, tenuto conto del disposto dell’art. 79, comma 6, TUEL”;
b) per “il 30% del totale degli importi erogati”, al responsabile dell’Ufficio Finanziario pro tempore”, addebitando al medesimo di non aver verificato “la regolarità della documentazione necessaria per la liquidazione dei rimborsi al datore di lavoro”;
c) per il restante 10%, al sindaco, addebitando al medesimo di “avere attestato, contrariamente al vero, lo svolgimento delle sedute di Giunta e la presenza , (così) casualmente contribuendo alla verificazione del danno”.









