La consultazione indetta per raccogliere indicazioni sulle candidature per il Parlamento che siano espressione del territorio rilancia i nomi dell'ex sindaco e dell'attuale segretario regionale del Partito Democratico
marinicati

Sono quelli di Catiuscia Marini, già sindaco di Todi, e di Maria Pia Bruscolotti, coordinatore regionale del PD, i nomi che il coordinamento comunale di Todi del Partito Democratico avanza come possibili candidature al Parlamento nazionale, nell’ambito della consultazione in corso in tutta l’Umbria per individuare le proposte espressione del territorio.
Della prima viene sottolineata la grande esperienza amministrativa (la Marini è stata anche presidente dell’Anci regionale), mentre della seconda si è rimarcato il ruolo politico di primo piano nel nuovo partito (ma anche la Bruscolotti vanta un passato di assessore provinciale).
In alcuni interventi è stata messa in risalto anche l’esigenza di tenere alta l’attenzione sui temi dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, individuando in Lorena Pesaresi un’altra indicazione utile, seppur non pienamente rispondente al criterio della rappresentanza territoriale (la Pesaresi è espressione del perugino).
Alle cosiddette “primariette” hanno preso parte 46 persone, membri dei sei circoli presenti nel tuderte e del gruppo consiliare.
Nel corso della riunione si è proceduto anche alla nomina del tesoriere comunale del PD di Todi, individuato all’unanimità in Gervasio Cerquaglia.

Tornando alle candidature, va detto che le indicazioni di Todi, insieme a quelle di tutta la regione (per un totale di 50 nomi), finiranno sul tavolo dei coordinatori provinciali prima e del coordinatore regionale poi (quindi della stessa Bruscolotti) per la selezione finale, così da poter inoltrare a Roma i nove nominativi per la lista alla Camera, di cui solo quattro realisticamente eleggibili, e i sette per quella al Senato, di cui soltanto tre, e nemmeno tanto, dati per certi.
La maggior parte dei posti, però, sono già occupati. Da Roma sono stati imposti già Mauro Agostini, Walter Verini e Marina Sereni. Poi ci sono i parlamentari uscenti, tutti ricandidabili in quanto con meno di dieci anni di servizio: Gianpiero Bocci, Alberto Stramaccioni e Leopoldo Di Girolamo.
Di posti ad “elezione sicura” ne rimane dunque in realtà uno solo da far decidere alla base. E le voci vogliono che, per questioni di quote, debba essere una donna e debba essere al Senato. Si dice che la Lorenzetti in persona spinga per la sua pupilla di sempre, la Marini appunto, la quale per correre dovrebbe però probabilmente dimettersi (o andare in aspettativa) dal suo attuale incarico di direttore della Lega delle Cooperative, dove chi la conosce dice che si trovi un gran bene, concentrata professionalmente e lontana dalla trincea dei dieci anni da primo cittadino e con già tante campagne elettorali sulle spalle, compresa quella per il Parlamento Europeo.

Parlamento Europeo del quale per la Marini potrebbero ora riaprirsi le porte proprio in virtù di altre candidature che stanno prendendo corpo e che, per un articolato gioco degli incastri, le permetterebbero di subentrare per l’ultimo scorcio di mandato. Si tratterebbe anche in questo caso di un suo ritorno in grande stile sulla scena politica, tanto più che l’Umbria (a parte il caso anomalo di Luisa Todini) sono quindici anni, dai tempi del ternano  Giacomo Porrazzini, che non può contare un suo rappresentante a Strasburgo.
E proprio quest’ultima possibilità, tutt’altro che di ripiego, sembrerebbe essere maggiormente gradita alla Marini rispetto alla mischia umbra, mischia che dovrebbe – il condizionale è d’obbligo, visti i precedenti – concludersi il 3 marzo con l’ufficializzazione dei nomi da inviare a Veltroni, il quale potrebbe anche stavolta “intromettersi” e dire la sua, scegliendo chi a lui più gradito: in questo caso in “pole” ci sarebbe l’imprenditrice Anna Rita Fioroni, ma anche l’ex sindaco di Todi può vantare un ottimo rapporto personale e una grande considerazione da parte del candidato Premier.
Ma, si sa, gli equilibri di cui tener conto, di territori ma pure di correnti interne, sono molteplici e alla fine potrebbe spuntarla proprio la Pesaresi, in quota Ecodem e gradita al sindaco di Perugia Renato Locchi.

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