Il mondo dei geometri in subbuglio per l'iniziativa del nuovo responsabile che interviene a limitare le competenze della categoria; il consigliere Claudio Serafini di nuovo sul piede di guerra: "provvedimento da ritirare subito"
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Comincia male il nuovo corso dell’Urbanistica del Comune di Todi, dove appena qualche settimana fa l’architetto Michele Farabbi ha preso il posto che fu dell’architetto Franco Marini, sostituito dalla nuova Amministrazione comunale di centrodestra per ridare “slancio” all’Ufficio.
Slancio che in un certo senso c’è subito stato ma forse eccessivo e non nella direzione attesa se da due giorni è in subbuglio il mondo dei tecnici locali, nello specifico quello dei geometri, che costituisce peraltro da sempre in città una forte “lobby” professionale.
Tutto è partito da una lettera che il nuovo responsabile dell’Ufficio Urbanistica, in data 22 febbraio, ha inviato ai vari Ordini provinciali degli architetti, degli ingegneri, dei dottori agronomi, dei geometri e dei periti agrari in merito alla disciplina delle competenze professionale, questione spinosissima che attiene e coinvolge livelli assai più ampi dell’ambito locale.

Nella sua nota (inviata per conoscenza anche al proprio assessore, Moreno Primieri) l’architetto Farabbi sollecita “tutte le indicazioni utili e più opportune per definire gli ambi di rispettiva competenza professionale” delle diverse figure tecniche che presentato pratiche urbanistiche, con particolare riferimento ai limiti di coloro che in pratica non sono in possesso di un titolo di laurea.
A questo, probabilmente già sufficiente ad innescare veementi reazioni, si è aggiunto il fatto che nella lettera si chiarisce che in attesa delle richieste indicazioni, l’Ufficio Urbanistica di Todi adotterà dei propri criteri esemplificati in una tabella dalla quale emerge ridimensionato l’ambito di manovra dei geometri, i quali ad esempio non potranno più presentare progetti per edifici di oltre 500 metri di superficie e di non più di 2 piani fuori terra, né piani di sviluppo aziendali, né insediamenti che superino le 6 o le 8 unità immobiliari.
Ad aggravare il quadro ci sarebbe anche una disposizione interna al personale che dà indicazioni interpretative delle norme comunali ed applicative in materia di competenze professionali, rendendo l’orientamento assunto da subito “legge”, sembra anche per le pratiche in itinere.

Nella giornata di ieri in diversi tecnici hanno cercato un contatto con gli amministratori comunali: la maggior parte ha risposto di non saperne nulla, mentre altri avrebbero cercato di rassicurare sulla attuazione del provvedimento. Il primo a prendere il “toro per le corna” è stato ancora una volta il consigliere dell’Udc Claudio Serafini, lo stesso che si è reso protagonista nei mesi scorsi della battaglia interna all’amministrazione sulle cartelle ICI assumendo una posizione fortemente critica.
“Iniziamo male, molto male – commenta al telefono Serafini – sono altre le priorità di quell’ufficio perché sono altre le richieste che i cittadini hanno fatto alla nuova Amministrazione: non di infilarsi in dispute burocratiche ma di smaltire le pratiche giacenti, di correggere gli errori del Prg, di dare risposte puntuali proprio a quei tecnici che invece si vanno a mortificare. Non ho capito – aggiunge sconsolato – perchè a Todi dobbiamo essere così sfortunati…”.

Serafini è un fiume in piena, pronto ad assumere decisioni politiche forti se questa iniziativa, ritenuta a dir poco improvvida, non dovesse rientrare. “Ritenevo che chi di dovere avesse istruito sulle cose di cui il nuovo responsabile doveva occuparsi ma evidentemente non lo ha fatto o lo ha fatto male ed io sto cominciando a perdere di nuovo la pazienza, anche perché in una recente riunione di maggioranza era stato chiarito che iniziative estemporanee di dirigenti senza la preventiva informazione e condivisione a livello politico non ci sarebbero più state”.
Di nuovo in rotta di collisione con il suo stesso schieramento, allora? “Ieri sera tardi sono riuscito a parlare con il mio sindaco e da lui ho ricevuto assicurazione che di questa cosa non ne sapeva nulla e che sarebbe subito intervenuto convocando una riunione con i professionisti (che dovrebbe tenersi forse già domani o più probabilmente la prossima settimana, ndr)”.
Rientrerà tutto, quindi? “Lo spero proprio, anche perché c’è il bilancio preventivo da votare che si avvicina…”.

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