Importante precisazione dell'azienda del movimento ccoperativistico di fronte agli allarmi sull'uso di queste nuove tecnologie nei prodotti alimentari e di uso cosmetico

In merito agli allarmi sulle nanoparticelle, Coop Italia  ha ritenuto opportuno precisare che da diverso tempo si sta occupando di nanoparticelle e nanotecnologie, con l’obiettivo principale di diffondere per quanto possibile la consapevolezza sui rischi legati allo sfruttamento delle nuove applicazioni in questi campi di ricerca, soprattutto quando riguardano il comparto alimentare.
E’ stato possibile porre in evidenza come esistano effettivamente dei rischi concreti per la salute del consumatore legati alla presenza di nanoparticelle nell’ambiente e negli alimenti.

Coop, è una delle poche aziende in Italia ad aver richiesto l’analisi sulla presenza di nanoparticelle nei propri prodotti ed inoltre sta seguendo, in collaborazione con altri istituti universitari ed enti di ricerca, un progetto finalizzato alla definizione di un metodo analitico standard e ripetibile per l’analisi sulle nanoparticelle.
Per poter effettuare controlli sistematici utili a prevenire e controllare il rischio legato alle nanotecnologie, è indispensabile poter disporre di metodiche validate e accettate a livello internazionale, che per il momento non sono ancora disponibili e/o condivise. Infatti, secondo l’esperienza maturata dall’azienda, analisi simili in diversi laboratori hanno comportato una difformità di risultati non trascurabile.

Il comunicato della Coop contiene anche un’importante rassicurazione: “In un simile contesto non ancora ben delineato, per il momento Coop ritiene giusto adottare il criterio della prudenza, evitando l’impiego delle nanotecnologie nei prodotti di consumo a proprio marchio, almeno fino a quando non si saranno create condizioni di sufficienti garanzie di sicurezza”.

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