La “contesa” tra farmacie e negozi di parafarmaceutici (essenzialmente nei supermercati) fa un ulteriore passo in avanti. Secondo l’analisi dal Presidente della Federazione Esercizi Farmaceutici sono “troppi i farmaci sottoposti ingiustificatamente all’obbligo della ricetta medica”.
“Ci sono situazioni che sfiorano il ridicolo, il caso più eclatante è quello dell’Efferalgan 500 compresse effervescenti a base di paracetamolo e sottoposto ad obbligo di ricetta medica, mente la Tachipirina 500 buste effervescenti con lo stesso contenuto di 500 mg di paracetamolo è venduta senza obbligo di ricetta”.
Casi come questo, medicinali che non sono sottoposti ad alcun vincolo nella maggior parte dei Paesi europei, ritengono i titolari delle parafarmacie iscritti alla FEF, sono numerosi e tutti privi di qualsiasi giustificazione scientifica.
I consumatori italiani possono acquistare senza ricetta 87 principi attivi contro i 117 della Gran Bretagna, i 114 della Germania e i 99 della Francia.
Un recente studio CERGAS, citato dalla FEF a sostegno della richiesta avrebbe quantificato il risparmio per il SSN dato dallo spostamento di alcuni farmaci etici in medicinali d’automedicazione in 185 milioni di euro, e questa non sarebbe una bella notizia per i consumatori, perchè ad ogni risparmio del SSN corrisponde un costo per il cittadino.
La Federazione Esercizi Farmaceutici chiede all’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, una revisione completa e profonda dello stato di esitabilità dei farmaci etici, guardando alle esperienze già consolidate degli altri Paesi europei, favorendone il passaggio a farmaci d’automedicazione.
Lo spostamento di alcuni farmaci etici a farmaci d’automedicazione oltre ad aumentare
l’offerta, avrebbe il pregio, secondo la FEF di allargare il numero di patologie “minori” che potrebbero essere risolte con i farmaci d’automedicazione evitando, in molti casi, il ricorso al medico di base.
Tuttavia questo presunto “risparmio (per il Censis di 30 miliardi di euro pari al 2,2% del PIL in giornate lavorative non perse grazie all’uso dei farmaci d’automedicazione) viene in gran parte contraddetto dalle stesse affermazioni della FEF per la quale ci sono “farmaci che vengono venduti ‘senza batter ciglio’ in farmacia senza la presentazione di ricetta medica, ancorché prescritta”.







