I dati relativi alla Usl 2 disaggregati per distretto mostrano una situazione di sofferenza, rispetto alla media, nel comprensorio, sia pure inserito in un trend regionale favorevole

Come abbiamo rilevato nel precedente articolo, un complesso studio regionale, del decennio 1994-2004, ha osservato che c’è stato nell’Umbria un miglioramento costante e sensibile degli indicatori considerati (tassi di mortalità evitabile e di anni di vita potenziali persi), soprattutto a carico del sesso maschile.
Questo andamento è confermato dal Rapporto ERA–Atlante della mortalità evitabile 2006, che pone l’Umbria, per il triennio 2000-02, tra le migliori cinque regioni d’Italia a fronte del fatto che nella classifica relativa agli anni 1996-98 era tra la sesta e la decima regione.
Ma questo non vuol dire che siano rose e fiori per tutte le Unità sanitarie e per tutti i territori distrettuali. Anzi qualche amara sopresa emerge proprio per la zona Marsciano-Todi e forse non sarebbe male che, vista la situazione, la Usl 2 fornisca anche i dati disagreggati per comuni come, d’altronde, suggerisce la stessa Regione.

Scendendo nel dettaglio, si può vedere che i residenti nell’USL 1 (Città di Castello–Gubbio ) sperimentano tassi di mortalità e di anni di vita potenziali persi superiori alla media regionale, mentre l’USL 2 (Perugino) quasi sempre inferiore e le altre con valori alterni (nell’ultimo biennio sempre inferiori alla media regionale, tranne le femmine dell’USL 3: Foligno-Spoleto).
Per quanto riguarda le cause inserite nel gruppo 2 (diagnosi precoce), la situazione è più altalenante nel senso che due ASL sono superiori alla media regionale (la 1 e la 2 per i maschi, la 2 e la 4 – ternano/orvietano – per le femmine) e due quasi sempre inferiore alla media, così come nel caso delle cause inserite nel gruppo 3: assistenza ed igiene.
Nell’USL 1 si ha quasi sempre il valore superiore alla media regionale, specie in riferimento ai maschi, mentre nelle altre il valore è variabile: è favorevole per i maschi nell’USL 4, tranne che nell’ultimo biennio ed è favorevole per le femmine dell’USL 2, tranne che nell’ultimo biennio) .

Sono confermati valori leggermente peggiori per le aree territoriali dell’USL 1 e migliori per quelle delle USL 2 e 4,  anche dalla graduatoria di ERA, la quale pone Città di Castello al novantacinquesimo posto tra le 188 USL monitorate, mentre sembra migliore complessivamente la performance dell’USL 2 (nella graduatoria di ERA “Perugia” è al sedicesimo posto).
A livello distrettuale la variabilità può essere in parte spiegata dalla esigua numerosità degli eventi che può portare ad ampie oscillazioni casuali non facilmente riconducibili alle azioni sanitarie intraprese.
Tuttavia il significato della mortalità evitabile quale “valutatore” dell’efficacia pratica delle risposte sanitarie o di “indicatore sentinella” rimane anche a livello subregionale, se non altro perché può innescare indagini di caso più specifiche e mirate in territori evidenziati come svantaggiati ed anche concreti interventi di correzione.

Se si va a vedere in particolare il distretto 3 della Usl 2, cioè la media valle del Tevere, c’è da notare che per quanto riguarda le morte evitabili, dei maschi, con interventi di prevenzione primaria, il medesimo distretto, insieme a quello di Assisi presenta un tasso di mortalità più basso della media ragionale, mentre quello perugino e soprattutto quello del Lago Trasimeno hanno valori rispettivamente più vicini alla media o a cavallo della stessa.
Per le morti evitabili con azioni di diagnosi precoce ancora il distretto della media valle del Tevere ha i risultati migliori insieme all’assisano ed al Trasimeno-Pievese, tutti sotto la media regionale, mentre il perugino ha valori decisamente superiori alla media regionale.
Per le morti evitabili con una adeguata assistenza, la situazione di tutti e quattro i distretti della Usl fa registrare valori sopra la media regionale e questo dovrebbe far squillare qualche campanello d’allarme, oltre che nelle stanze della direzione generale della Usl 2 anche in quelle dei responsabili delle varie strutture sul territorio e segnatamente di quelli di Marsciano-Todi e del Trasimeno, perché i valori negativi rilevati per la popolazione maschile trovano riscontro, solo per questi territori, anche nei dati riferiti alla popolazione femminile.

Per le femmine la situazione della media valle del Tevere sembra complessivamente peggiore di quella dei maschi.
Infatti le morti evitabili con interventi di prevenzione primaria fanno registrare valori decisamente superiori alla media regionale, i peggiori tra quelli dei quattro distretti della Usl.
Per le morti evitabili con azioni di diagnosi precoce ancora il distretto della media valle del Tevere ha i risultati migliori insieme a quelli dell’assisano decisamente sotto la media regionale.
Infine per le morti evitabili con una adeguata assistenza, la situazione della Usl fa registrare valori sopra la media regionale per i soli distretti di Todi -Marsciano e del Trasimeno, mentre gli altri due sono decisamente sotto.

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