Le dimissioni di Bruno Bertini dalla carica di assessore al Comune di Todi, anticipate da TamTam nella giornata di sabato, sono diventate ufficiali lunedì mattina, con la comunicazione formale consegnata al sindaco Ruggiano. Dimissioni che – viene sottolineato in una nota diffusa dal primo cittadino – sono “conseguenza della sua uscita da Fiamma Tricolore, partito del quale era segretario regionale”. Un concetto, quella della natura politica del gesto, che viene messo in evidenza anche dal diretto interessato, il quale smentisce al telefono qualsiasi altra motivazione circolata.
“Bruno Bertini – scrive il sindaco Ruggiano – è il migliore di tutti noi, la persona più dedita alla attività amministrativa, la più attenta alle esigenze della gente ed ai problemi che si devono andare a risolvere. In pochi mesi, grazie al suo impegno ed alla sua dedizione, è riuscito a creare una rete di collegamento tra l’acropoli e le varie frazioni e, oltretutto, tra frazione e frazione, come non si era mai vista prima d’ora. È evidente che l’interesse mio personale, della intera Amministrazione e della città è quello di riuscire a fare rientrare una scelta che, in ogni caso, allo stato appare definitiva”.
Il ringraziamento e l’apprezzamento del sindaco è ricambiato da Bertini, il quale fa sapere di augurare a Ruggiano “il massimo dei risultati”, assicurandogli “come cittadino tutta la collaborazione possibile affinché possano essere raggiunti nel corso del mandato”.
Pur amareggiato per la perdita di “un valido collaboratore e di un carissimo amico”, al sindaco preme far sapere che “sul piano politico le dimissioni di Bruno non mutano lo scenario, essendo manifesta ed evidente la compattezza della compagine consiliare che sostiene il nostro progetto e la fiducia nell’operato della Giunta”. Una compattezza sul quale il centrodestra si è confrontato nella giornata di domenica, con un summit fra tutte le forze della coalizione e tutti i consiglieri comunali nel quale si è parlato fuori dai denti ovviamente del “caso Bertini”, ma anche di altre questioni che hanno messo alla prova l’Amministrazione, e dal quale si è usciti determinati a serrare le file e ad imprimere nuovo slancio all’attività di governo.
“Allo stato – conclude il sindaco, lasciando aperto uno spiraglio – riassumo sulla mia persona le deleghe che avevo assegnato alla competenza dell’assessore Bertini, nella speranza di riuscire a convincere Bruno a rientrare sulle sue decisioni”.
Se ciò non dovesse avvenire, come al momento appare probabile, spetterà a Fiamma Tricolore indicare a Ruggiano uno o più nomi da mettere a disposizione per ricoprire il posto libero in Giunta, onore e onere per sostenere il quale il partito di Mario Epifani (consigliere comunale) e Andrea Nulli (segretario) sarebbe al lavoro, non senza qualche difficoltà.
- Redazione
- 4 Marzo 2008










