Il partito, dopo le dichiarazioni del sindaco e del diretto interessato, smentisce attriti politici interni, lancia un appello per farlo tornare sui suoi passi ma, pur con difficoltà, è pronto a soluzioni alternative

Un’ora dopo la pubblicazione delle dichiarazioni dell’ex assessore Bertini e del sindaco di Todi Ruggiano, è arrivato in redazione un comunicato di Fiamma Tricolore che, dopo aver fornito qualche ulteriore dettaglio sulla vicenda delle dimissioni, invita Bruno Bertini a tornare sui suoi passi: l’appello è significativamente firmato sia dal segretario del partito che dal consigliere comunale Mario Epifani.
“Domenica mattina, dopo la certezza della decisione di Bruno Bertini di dimettersi dal suo mandato di assessore – scrive Andrea Nulli – ho riunito il direttivo di Fiamma Tricolore per analizzare le circostanze e per trovare una soluzione al problema. Ribadendo quanto già dichiarato dal consigliere Epifani, la questione si trascinava da tempo senza alcun motivo di attrito interno o politico, come qualcuno vuole far credere. Già tempo indietro, in modo unitario, si era affrontato questo problema. Già allora Bertini voleva dimettersi ma lo convincemmo a restare facendogli presente che non si poteva buttar via l’ottimo lavoro da lui compiuto come assessore e che un suo abbandono sarebbe stato una grande perdita per il partito ed avrebbe causato difficoltà al centrodestra e sarebbe stato un segnale negativo verso quei cittadini, con i quali avevamo preso un impegno”.
“Questa volta – continua la nota, rivelando la rapidità degli ultimi avvenimenti – non abbiamo avuto neanche il tempo di discuterci sopra. Nella seduta del direttivo si è preso atto della ferma volontà di Bruno Bertini a dare un taglio netto con la politica e si è affrontato il fatto in proiezione futura. Certo è che ci troviamo in seria difficoltà, ma altrettanto certo è che troveremo una soluzione. Ricordiamo a chi fa illazioni, le più strampalate, che Bruno Bertini non era soltanto assessore al comune di Todi, ma segretario regionale del partito, quindi un autorità politica rilevante, verso il quale ogni militante faceva riferimento. Si era proposto a candidarsi al Senato e sembrava che certe sue volontà di abbandono si fossero dileguate d’incanto”.
Il comunicato si chiude lanciando pubblicamente un appello a nome di tutta la segreteria di sezione, sottoscritto ed approvato anche da Mario Epifani: “Bruno, ripensaci che siamo ancora in tempo. C’è in noi tutti la disponibilità a collaborare per risolvere eventuali problemi”.

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