Attese di ore per prenotare una prestazione sanitaria o pagare un ticket, a causa di una poco meditata decisione regionale a cui occorrerà mettere riparo al più presto

Con tutta probabilità è stato un tentativo, mal riuscito e sicuramente poco meditato, di “riequilibrio territoriale” tra le due province dell’Umbria a determinare l’attuale crisi dei CUP (centri unificati di prenotazione delle prestazioni sanitarie) in mezza regione.
Da qualche tempo le attese per prenotare le prestazioni sono schizzate in alto, in alcuni casi sono più che raddoppiate, a causa soprattutto dei tempi di stampa dei fogli di prenotazione e delle ricevute del ticket.
Sono state segnalate “file” di ore, nei momenti di punta, ed i centralini delle Usl si sono intasati per le proteste di pazienti (di nome e di fatto) infuriati e di molti sindaci che si sono fatti portavoce del crescente disagio popolare.
I tempi di stampa non erano mai stati esaltanti ma, fino all’improvvida decisione regionale, il sistema aveva retto, assorbendo l’estensione generalizzata della prenotazione tramite CUP anche alle prestazioni di laboratorio che, per mole e per carico di prestazioni di ciascuna impegnativa, aveva determinato un raddoppio, almeno, del carico di lavoro quotidiano.
Anche nelle peggiori condizioni di ressa la prenotazione si poteva fare in un tempo ragionevole, inferiore all’ora. Il tempo occorrente per soddisfare ciascun paziente se non era quello ritenuto ottimale (due minuti) ci si avvicinava molto.

Poi è venuta la decisione dello “spezzatino” operativo della Webred, la società informatica regionale che gestisce il sistema informatico ed il trasferimento a Terni da Perugia del computer centrale (server) cui fanno riferimento tutti gli sportelli del Cup.
E questa è stata la classica goccia che ha fatto travasare il vaso. Nessuno aveva pensato che le linee telefoniche a servizio del sistema e di collegamento tra le singole postazioni ed il server erano quasi tutte orientate, nella provincia di Perugia, non solo da nord (Città di Castello, Gubbio ecc.) ma anche da Sud (Deruta, Marsciano, Todi, Città della Pieve ecc.) verso il nodo di Perugia e che questo, solo questo avrebbe colloquiato per via informatica con Terni.
Di conseguenza anche chi territorialmente è più vicino a Terni ha dovuto continuare a mandare i propri segnali elettronici a Perugia, da cui rimbalzano verso Terni. Per fare un esempio, il segnale lanciato da Todi prima percorreva un centinaio di chilometri (50 all’andata e cinquanta al ritorno).
Ora ne percorre molti di più, perché a quei cento che restano se ne devono aggiungere altri duecento (andata e ritorno tra i due capoluoghi di provincia).
Questi maggiori percorsi si riducono a ritardi del singolo segnale di pochi millesimi di secondo, ma moltiplicati per l’accresciuto numero di utenti e di prestazioni, nonché per le numerose “interrogazioni” imposte dal software, che i computer periferici fanno, durante le operazioni di sportello, al server centrale, hanno portato a quasi quattro minuti di media i tempi necessari per soddisfare i clienti.
Adesso le Usl devono correre ai ripari, con costi di nuovi collegamenti notevoli, a meno che il software di funzionamento del Cup non venga celermente rivisitato per eliminare quegli, incomprensibili anche per molti tecnici, ritardi nelle fase di stampa.

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