“Le dimissioni dell’assessore al Comune di Todi Bruno Bertini sono l’epilogo di una crisi politica strisciante all’interno della coalizione di centrodestra guidata dal sindaco Ruggiano, che non può essere ridotta ad affare interno di questo o quel partito.
Né, come sorprendentemente sostenuto dallo stesso Bertini, ci si può limitare ad affermare: “E’ stata una mia scelta determinata da motivi noti a chi deve esserne a conoscenza, ma è bene che rimangano riservati”. No, non sono accettabili messaggi cifrati o in codice, o avvertimenti trasversali che non ci riguardano, ma che restano allarmanti per i cittadini di Todi.
Le dimissioni da un incarico pubblico istituzionale, come quello di assessore (soprattutto se titolare di un assessorato che era stato sbandierato come la vera novità di questa Amministrazione, per essere più vicini alla gente e ai cittadini), vanno motivate pubblicamente, in maniera trasparente e nelle sedi istituzionali appropriate. Così come gli incarichi di assessore sono stati comunicati al Consiglio all’atto del suo insediamento, noi chiediamo che il Consiglio sia informato sulle ragioni delle dimissioni.
Non vogliamo anticipare né giudizi, né valutazioni. Per il momento ci limitiamo ad osservare alcuni fatti, peraltro sintomatici delle difficoltà che l’Amministrazione guidata dal sindaco Ruggiano sta incontrando, innanzitutto al suo interno: è la seconda volta in otto mesi che Bertini dà le dimissioni da assessore.
C’è un partito della coalizione di centrodestra, che fu determinante un anno fa per la vittoria del candidato Ruggiano, che non ha partecipato al voto sulle linee programmatiche del sindaco, contribuendo a farle respingere, e di fatto sconfessandole.
C’è un altro partito della coalizione che ogni giorno si distingue dalle scelte dell’Amministrazione e forma comitati o movimenti di opposizione (vedi gli impopolari provvedimenti sull’ICI, e le ultime, disastrose, disposizioni in materia di Urbanistica).
Ce n’è abbastanza per parlare di crisi politica complessiva, che non sarà risolta né con comportamenti da struzzo, né con il dare ragione a tutti per poi fare esattamente il contrario, né con il rimanere ostaggio di posizioni estremistiche come dall’inizio del suo mandato fa l’attuale sindaco (comportandosi anche in questo caso tutto all’opposto di quanto più volte dichiarato).
Accanto a questo c’è, ed è la cosa più preoccupante, una Amministrazione che vive alla giornata sperando di trovare volta per volta un’occasionale maggioranza in Consiglio comunale, incapace di governare la complessità di una città come Todi, che accumula gravi ritardi su temi cruciali come il nuovo Ospedale (mancata programmazione della nuova viabilità a Pantalla, nessun contatto con i livelli istituzionali della sanità regionale), destinazione d’uso del vecchio Ospedale, Contratto di quartiere di Ponterio, mancata riconsegna della pista di atletica leggera (con almeno sei mesi di ritardo immotivato, a meno che non sia dovuto a improponibili promesse d’uso fatte a società calcistiche), che non ha un progetto organico su sviluppo economico, provvedimenti per il centro storico e le frazioni, e che spesso inganna i cittadini con mezze verità, bugie e tanto chiacchiericcio.
Forse tutto ciò spiega l’abbandono anticipato della navicella da parte delle persone dotate di maggior buon senso”.










