Una ricerca del CNR ha scoperto che con vetri conduttori trasparenti, rivestiti da un sottile film di nanoparticelle e ricoperti da un pigmento colorante naturale, si possono sostituire i pannelli fotovoltaici

Che si possa trasformare l’energia solare in energia elettrica è un fatto risaputo. È meno scontato sapere che in questo processo di conversione possono essere utilizzati pigmenti vegetali presenti nelle arance rosse, nelle more, nelle melanzane o nell’uva.
È questo uno dei principali campi di ricerca dell’Istituto per i processi chimico-fisici (Ipcf) del Cnr di Messina, che ha portato allo sviluppo di dispositivi che trasformano la luce solare in energia elettrica utilizzando il principio di funzionamento della fotosintesi clorofilliana.
Questi dispositivi sfruttano le proprietà fotochimiche e fotofisiche della materia, sostituendo le normali celle al silicio (impianti fotovoltaici) con vetri conduttori trasparenti, rivestiti da un sottile film di nanoparticelle e ricoperti da un colorante.
Tra i coloranti l’Ipcf-Cnr ha selezionato pigmenti naturali provenienti da arance, uva, melanzane: prodotti presenti in abbondanza nel territorio, privi di tossicità, riciclabili e non inquinanti.
Il rendimento energetico di questi dispositivi è del 10% inferiore a quello delle celle al silicio (16%), ma possiede una migliore stabilità termica ed è costante anche in condizioni critiche di illuminazione.

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