Le condizioni della E45, che con le sue quattro corsie taglia tutta l’Umbria rappresentando la principale arteria di collegamento, continuano a lasciare a desiderare, soprattutto in riferimento alle pessime condizioni del manto stradale.
Il degrado è legato al grande traffico a cui la superstrada è sottoposta, carico crescente al quale corrisponde una drastica riduzione degli stanziamenti destinati dall’Anas alla sua manutenzione straordinaria, decurtati negli ultimi anni di circa il 90%.
A fronte dei 26 milioni di euro stanziati nel biennio 2004-2005, si è scesi infatti ai 2,4 milioni del 2006-2007 (cui si devono aggiungere i 4,9 milioni per la manutenzione ordinaria). Un’inezia rispetto ad un fabbisogno di interventi sull’infrastruttura stimato, nell’arco di un triennio, tra i 20 e 30 milioni di euro. Verrebbe quasi da pensare ad un disegno finalizzato a creare una delle tante italiche emergenze per spingere l’opinione pubblica (così come accaduto con i rifiuti, dove con i cumuli di immondizia si è tentato di allentare le perplessità sui termovalorizzatori) ad accettare senza condizioni lo scempio della trasformazione della E45 in autostrada.
La situazione si prospetta dissestata anche per il 2008, visto che si parla di una disponibilità di risorse per la manutenzione straordinaria intorno ad 1,2 milioni di euro, importo destinato fortunatamente per oltre 800 mila euro a favore del tratto compreso fra le uscite di Todi e Collazzone, uno dei più massacrati dal traffico di automezzi pesanti, ed il restante nella zona di Umbertide.
E’ del tutto evidente che certe cifre non riescono neppure a tamponare quella che è la naturale usura della superstrada, accumulando di anno in anno un ritardo nella manutenzione che sta rendendo l’arteria sempre più insicura.
E questo nonostante che il compartimento Anas dell’Umbria destini oltre il 40% dei fondi che riceve dalla direzione generale per tutti i 400 chilometri di sua competenza ai 165 km della E45, quasi tutti impiegati per lavori di ripavimentazione.
In un simile contesto si torna a parlare del possibile intervento di gruppi imprenditoriali privati attraverso un project financing finalizzato alla messa in sicurezza di un’infrastruttura che è ritenuta strategica per lo sviluppo economico della regione.
Il tutto in attesa del secondo progetto per la trasformazione in autostrada della E45-E55 Romea, per la quale si sa che serviranno almeno 12 miliardi di euro, con l’avvio dell’opera nel 2012 e il suo completamento entro il 2020 (spesa e tempi, ovviamente, sono quelli dei preventivi all’italiana).
In subordine, come sempre, l’impatto ambientale e l’inquinamento connesso alla presenza di una via di grande comunicazione, per la quale si stima un aumento del traffico giornaliero da 16 mila a 28 mila veicoli, con punte vicine ai 40 mila.








