La “connection umbro-calabrese” col timbro ‘ndragheta, che vede coinvolto anche un ingegnere di Marsciano, perde uno dei protagonisti, suo malgrado, politici.
La decisione di scarcerare l’ex assessore al Turismo della Regione Calabria, Pasquale Tripodi, dell’Udeur, arrestato il 13 febbraio scorso con l’accusa di associazione mafiosa, è stata presa dal Tribunale per il riesame di Perugia.
I difensori di Tripodi, nel ricorso presentato al Tribunale per il riesame, avevano sostenuto l’assenza di riscontri all’accusa contestata a Tripodi di avere fatto parte del sodalizio mafioso oggetto dell’inchiesta.
I legali avevano anche depositato una documentazione amministrativa da cui risulta che l’ex assessore al Turismo non aveva alcuna competenza istituzionale in relazione alle questioni di cui si parla nelle conversazioni intercettate inserite nel fascicolo dell’inchiesta
L’inchiesta, in corso, riguarda la presunta infiltrazione di elementi della ‘ndrangheta in aziende umbre, che sarebbero state poi utilizzate per l’esecuzione di lavori in Calabria ed in altre regioni.
Tripodi era stato indicato dagli inquirenti come il referente della cosca Vadalà di Bova Marina (Reggio Calabria).
- Redazione
- 8 Marzo 2008








