Il timore che il nuovo Governo possa eliminare o ridurre le incentivazioni per l'energia pulita sta facendo accellerare gli investimenti nel settore

La paura che vinca le elezioni chi vuole il “ritorno al nucleare” sta mettendo paura a quanti hanno puntato sul fotovoltaico ma non hanno ancora realizzato gli impianti.
La paventata costruzioni di centrali nucleari, nell’immediato fa pensare ad una necessità finanziaria enorme che potrebbe essere drenata annullando le agevolazioni introdotte recentemente per l’energia pulita.
Questo potrebbe frenare il solare fotovoltaico che è l’energia pulita che attira il maggior numero di capitali, circa il 25% degli investimenti.
Le previsioni dell’associazione europea di settore, Epia, prevedono, a “bocce ferme” per il potenziale fotovoltaico italiano un balzo a 11 GW nel 2012, rispetto ai 2,3 GW prodotti nel 2007 con incrementi annui medi del 30%.
Nel 2007 il potenziale italiano ha avuto una crescita di oltre il 65% rispetto alla situazione del 2006.
Ma, come segnala l’Ansa, l’incertezza su quanto avverrà con la riforma degli incentivi per il fotovoltaico, che è possibile ad elezioni terminate, sta spingendo gli operatori a realizzare immediatamente dei progetti, piuttosto che a pianificare una politica di sviluppo sul lungo periodo, che invece potrebbe essere favorita dalla probabile fine nel 2009 della carenza di silicio, a seguito dell’entrata sul mercato di nuovi impianti di produzione.
Peraltro anche i pannelli con pellicole trasparenti, seppur meno efficienti di quelli al silicio, sono competitivi in termini di costo di investimento e potrebbero divenire col progresso delle scoperte scientifiche la soluzione del prossimo futuro.

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