Chi ha avuto un infarto deve evitare rigorosamente l’abuso di alcol. L’assunzione eccessiva (l’equivalente di mezza bottiglia di vino) peggiora il danno cardiaco causato da un infarto, in quanto blocca le difese naturali che il nostro cuore utilizza nel tentativo di ridurre tale danno.
Il risultato – diffuso dalla Università Cattolica di Roma – è stato dimostrato da uno studio pubblicato di recente sul Journal of the American College of Cardiology da un gruppo di ricercatori coordinato da Filippo Crea, direttore dell’Istituto di Cardiologia dell’Università romana.
Così è stato spiegato il meccanismo: “se un paziente nelle ore precedenti a un infarto ha uno o più brevi episodi di angina pectoris (ciò che capita in almeno metà dei casi), il danno provocato dall’infarto quasi si dimezza; muoiono cioè meno cellule di quanto accadrebbe in assenza di angina. Questo meccanismo di protezione naturale del cuore prende il nome di precondizionamento ischemico”.
Tale meccanismo di protezione naturale del cuore sarebbe però bloccato dall’eccesso di alcol, fornendo una spiegazione biologicamente plausibile alle osservazioni epidemiologiche.
L’importante è non esagerare: dosi moderate di alcol non fanno male. Basta non superare uno, massimo due bicchieri di vino a pasto.
- Redazione
- 13 Marzo 2008










