L'ufficio di presidenza dell'Europarlamento ha disposto per la "non trasparenza" per motivi di privacy delle spese a pie' di lista della busta paga

Tutto il mondo è paese. Quando si accusano i politici italiani di voler tenere i propri elettori all’oscuro di quanto si guadagna a “fare politica”, si è portati a credere che in altre parti la situazione sia più trasparente. Ma non è così.
Le indennità percepite dai singoli europarlamentari non sono e non saranno rese pubbliche per motivi di privacy, anche se saranno disponibili sul sito Internet le varie voci tariffarie dei rimborsi previsti per gli eurodeputati.
È questa la decisione presa dall’Ufficio di presidenza dell’Europarlamento, in risposta alla richiesta avanzata dall’ombudsman europeo nel settembre scorso di rendere pubblici i rimborsi dei quali avevano goduto gli eurodeputati a pie’ di lista della loro busta paga.
Nel decidere di non rendere pubblici i dettagli dei rimborsi, l’Europarlamento ha verificato come si regolano i parlamenti nazionali, per scoprire che nella maggior parte dei casi le assemblee parlamentari dei ventisette non forniscono questi particolari.
Al momento gli eurodeputati ricevono lo stesso stipendio dei parlamentari nazionali, ma dalla prossima legislatura nel 2009 il sistema cambierà, anche se con molte deroghe, e riceveranno uno stipendio unico equivalente al 38,5% del salario di un giudice della Corte di giustizia europea, pari a circa 7.400 euro al mese.
A questo si aggiungono i rimborsi per i viaggi, la diaria pari a 287 euro per coprire i costi di albergo e alloggio, una indennità generale di 4.052 euro per coprire i costi dell’ufficio nel Paese di provenienza e infine il rimborso per gli assistenti, che può arrivare fino a 16.914 euro al mese.

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