Gli organismi geneticamente modificati vengono molto spesso creati in agricoltura per rendere le piante “artificiali” resistenti agli erbicidi, che così possono essere sparsi in abbondanza senza danneggiare la coltura principale.
Ma questa capacità della pianta ogm di resistere ai veleni può trasferirsi (per l’azione degli agenti climatici o degli insetti ecc.) ad altre specie vegetali che magari sono dannose o infestanti ed allora sono guai, perchè uno studio canadese dimostra che il gene ogm che si trasferisce nelle piante selvatiche dura fino a sei anni.
Questo studio, appena pubblicato sul numero di marzo della rivista Molecular Ecology, fa luce adesso sulle conseguenze derivanti dal fenomeno dell’ibridazione: le popolazioni ibride, infatti, possono sfuggire ai normali fattori di controllo ecologici e trasformarsi in super infestanti negli agro-ecosistemi e in piante invasive negli ecosistemi naturali, eliminando completamente specie vegetali naturali pre-esistenti e con esse anche gli organismi a queste legati.
I nodi della tecnologia transgenica applicata alle colture agrarie vengono dunque al pettine: uno dopo l’altro si dimostrano fondati i dubbi espressi sulla sicurezza delle piante geneticamente modificate.
- Redazione
- 14 Marzo 2008








