La Procura della Repubblica di Perugia starebbe indagando due giornalisti di Mediaset protagonisti di un'intervista al medico legale

Era chiaro che il pubblico ministero, incaricato dell’inchiesta sull’omicidio di Merdith Kercher, fosse proprio arrabbiato per le esternazioni del medico legale, Luca Lalli, che aveva chiamato come consulente. Dopo che, lo scorso 13 febbraio, due cronisti di Mediaset  lo avevano intervistato, il PM aveva revocato l’incarico al consulente.
La storia sembrava finita lì, ma così non è perché i due cronisti sono ora finiti messi sotto inchiesta dalla Procura di Perugia, per ‘induzione alla rivelazione di segreti d’ufficio’.
Ovvie le reazioni dei giornalisti. Per il coordinamento dei Cdr Mediaset, che ha, espresso solidarietà ai colleghi inquisiti, il “reato contestato appare incomprensibile e sembra soltanto un goffo tentativo di limitare la libertà di stampa e il diritto all’informazione”.
Lo stesso organismo si chiede “se non sia normale per un giornalista, che si occupa di un caso di cronaca così difficile e delicato, cercare proprio attraverso le dichiarazioni delle fonti, la migliore ricostruzione dei fatti”.
Il coordinamento dei Cdr ritiene dunque il provvedimento della Procura, sotto il profilo giudiziario, “una evidente forzatura che male tenta di nascondere il tentativo di intimidire e censurare quei giornalisti che si impegnano per assicurare una informazione completa e non si limitano semplicemente a riportare dichiarazioni ufficiali”.
L’Associazione Stampa Romana e l’Unione Nazionale Cronisti Italiani si sono subito associati alla solidarietà del coordinamento dei Cdr di Mediaset.

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