Proprio a ridosso dell’importante convegno su Fitoterapia e Sport che si terrà a Todi il 29 e 30 marzo prossimo, dalla scienza giungono nuove conferme sulle potenzialità della cure che vengono dal mondo vegetale, molto accreditate in passato e che poi erano state soppiantate dalle medicine di sintesi e da una cultura “modernista” per cui tutto il vecchio era da buttare.
Un’erba molto nota in cucina, come il rosmarino, frutti di bosco, come fragole e mirtilli e l’uva, contengono sostanze che in laboratorio sono state in grado di uccidere delle cellule cancerose di un tumore infantile.
La scoperta da parte dei ricercatori molecolari del Servizio di Ricerca Agricola degli Stati Uniti di Davis, in California.
Come tali sostanze agiscano è poco noto e saranno necessari ulteriori studi approfonditi per comprendere l’efficacia dei trattamenti sia curativi che di prevenzione.
Intanto anche al Policlinico delle Scotte di Siena sono possibili le cure con le piante. La Regione Toscana, già da alcuni anni, ha inserito la Fitoterapia tra le prestazioni mediche del Servizio sanitario regionale, attivando anche un sistema di farmacovigilanza per controllare le reazioni ai prodotti vegetali.
Al momento, nel Policlinico senese sono attivi sei ambulatori di Fitoterapia dedicati a Dislipidemie, Flebologia, Fitoterapia generale e Pneumologia, Ginecologia, Reumatologia, Urologia.
Le prime notizie dell’uso di piante ed erbe a scopo curativo risalgono a 10.000 anni fa, in India, ma i libri sacri della civiltà indiana sono relativamente recenti (1000-800 a. C.).
I più antichi documenti scritti vengono dalla Cina: tra questi è assai noto l’Erbario di Shên Nung (circa 2700 a. C.). Altri importanti documenti sono i papiri egiziani di Ebers e di Smith (ca. 1600 a. C.). Importanti sono anche alcune tavolette cuneiformi della civiltà assiro-babilonese, tra cui quella di Assurbanipal. La stessa Bibbia ci tramanda l’uso, da parte degli ebrei, di alcune piante, come l’issopo e il cedro, per curare le malattie.
Il primo trattato sistematico di botanica farmaceutica, De historia plantarum, è del periodo greco e fu scritto da Teofrasto.
Tra i più antichi orti o giardini botanici del mondo si ricordano quelli di Alessandria d’Egitto sotto i Tolomei (dal IV secolo a.C.) e quello istituito ad Atene, intorno al 340 a.C., a scopo di studio e per volontà di Aristotele, che ne affidò la gestione a Teofrasto, uno dei suoi discepoli.
Tuttavia le prime opere con carattere di veri trattati di farmacognosia e di farmacoterapia compaiono solo in epoca romana.Tra le più significative opere di quest’epoca vanno ricordate il De medicina di Celso (18 d. C.); l’assai importante opera in 5 volumi di Pedanio Dioscoride Anazarbeo (sec. I d.C.), De materia medica.










