L'assessore Menghini, il consigliere comunale Serafini e Marco Belia confluiscono nel nuovo partito unico del centrodestra; lo Sdi tuderte si va sciogliendo: attesa per il possibile riposizionamento di Pizzichini

Il comunicato è di quelli scarni, ma contiene in sé novità che ridisegnano gli equilibri politici cittadini e che avranno una loro importante portata sul futuro delll’Amministrazione Ruggiano.
Gli sconvolgimenti avvenuti a livello nazionale all’interno dei partiti e degli schieramenti sta arrivando infatti a cascata anche a livello locale, dove si registrano i primi sostanziali riposizionamenti: l’assessore Nazareno Menghini, il consigliere comunale Claudio Serafini (entrambi dell’Udc) e Marco Belia (candidato alle ultime elezioni a rappresentare l’Udeur) hanno annunciato il loro ingresso nel Partito delle Libertà.

“All’apertura della campagna elettorale per le prossime elezioni nazionali – scrivono i tre esponenti – sentiamo la necessità di esprimere una posizione anche a livello locale in coerenza con i valori, la storia politica di cui ciascuno di noi è portatore e per trasparenza con gli elettori che ci hanno sostenuto e che continuano a sostenerci. Di fronte ad uno scenario politico che tende alla semplificazione e alla bipolarizzazione, ricalcando lo schema delle altre grandi democrazie europee dove si fronteggiano un’anima popolare e quella laica e progressista, riteniamo di dover dichiarare alla gente, il nostro sentire politico”.
“Da sempre e con orgoglio – continua il comunicato – ci riconosciamo nella storia del cattolicesimo popolare italiano e da sempre abbiamo fatto nostro il riferimento al Partito Popolare Europeo, come spazio politico-culturale condiviso dai moderati di tutta Europa. La nostra carta dei valori (la difesa e la tutela della famiglia, la promozione della vita, la difesa delle persone deboli e delle nuove forme di povertà, l’etica nell’agire politico) che rappresenta anche il motivo principale del nostro impegno, non può che trovare naturale accoglimento nel programma e nell’azione di un grande soggetto politico nazionale che possa contrapporsi ai modelli e alle aggressioni laiciste delle sinistre.
E’ per questo – conclude la nota – che non possiamo che sostenere e partecipare anche a Todi alla nascita della Partito Delle Libertà quale casa comune dei moderati“.

Da una parte, dunque, Menghini e Serafini sanciscono l’abbandono dell’Udc di Casini e confluiscono nel nuovo soggetto politico nel quale si vanno già riconoscendo Forza Italia e Alleanza Nazionale, fatto questo che non potrà che stabilizzare in prospettiva la vita consiliare del centrodestra tuderte, facendo venire meno qualche fibrillazione che finora c’è stata.
Ma anche la decisione di Belia di lasciare la nave sulla quale era imbarcato è tutt’altro che irrilevante. Pur non avendo una propria rappresentanza in Consiglio comunale, infatti, l’Udeur era una delle tre gambe della lista e del gruppo Sdi-Re-Udeur che, a questo punto, sta sciogliendosi come neve al sole.
Se Belia si è oggi ufficialmente e definitivamente sfilato (va ricordata un suo intervento premonitore alcune settimane fa), Fabrizio Alvi non ha mai smentito le voci che danno per certo ed imminente il suo ingresso nel Partito Democratico.

A portare la bandiera di quello che era la corrazzata Sdi a Todi rimarrebbe dunque il solo Floriano Pizzichini, presidente del Consiglio comunale che fin dall’insediamento del massimo consesso civico ha quasi sempre marcato con il suo voto e il suo comportamento le distanze dal resto del centrosinistra, tanto da far parlare in più occasioni e in diversi ambienti di una nuova collocazione politica conseguente, per la quale potrebbero essere ormai maturati i tempi e le contingenze.

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