L'iniziativa legale è di dieci avvocati milanesi che rivendicano il diritto di poter esprimere le preferenze negato dal "porcellum": l'approdo probabile è la Corte Costituzionale

Si va a votare con una legge elettorale che si è guadagnata il nome di “porcellum”, proprio da parte di uno dei suoi padri, ma l’iter per vanificare sostanzialmente un qualsiasi risultato dovesse uscire e ripetere a breve la consultazione è già iniziato.
Dieci avvocati milanesi, tra i quali l’ex senatore Achille Cutrera, stanno per presentare l’atto con cui citano davanti al giudice civile il presidente del Consiglio, il ministro dell’interno, il presidente della Camera, il presidente dell’ufficio centrale circoscrizionale e i legali rappresentanti del Pdl, del Pd e del Partito Socialista, per far annullare quella parte fondamentale del disposto legislativo che riguarda l’espressione delle preferenze.
Gli avvocati ricorrenti chiedono di poter dare il proprio voto alle elezioni politiche della Camera dei Deputati esprimendo la propria preferenza ai candidati inclusi nelle liste predisposte dai partiti politici.
Lo scopo ovvio del ricorso è provocare un pronunciamento della Corte Costituzionale, ma i legali non hanno rinunciato alla loro “parcella”: chiedono infatti al Tribunale anche il risarcimento dell’ingiusto danno provocato dalla lesione grave e reiterata alla loro dignità di cittadini italiani e di elettori appartenenti al corpo elettorale, danno costituito dall’essere stati privati del diritto di suffragio diretto per la Camera.

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