La decisione sul rinvio a giudizio è stata rinviata all'udienza fissata per il 26 marzo, ma accusa e difesa hanno iniziato a confrontarsi sulle indagini svolte, sulle prove raccolte e sulle testimonianze a disposizione
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Tutto come previsto all’udienza preliminare davanti al Gip di Perugia Paolo Micheli, dove da stamattina accusa e difesa hanno iniziato a confrontarsi sul delitto di Barbara Cicioni, del cui omicidio è accusato il marito Roberto Spaccino.
Il pubblico ministero Antonella Duchini ha chiesto il rinvio a giudizio, supportato dai riscontri investigativi dei carabinieri del Ros dell’Umbria, del Ris di Roma, del comando provinciale di Perugia, della compagnia di Todi e della stazione di Marsciano.
La decisione del giudice, che ai più appare scontata, è stata rinviata al 26 marzo, data nella quale si svolgerà una nuova udienza.

Oggi, intanto, dopo essersi ritirato in camera di consiglio, il Gip ha ammesso come parti civili tutti i soggetti richiedenti, comprese le cinque associazioni per la tutela dei diritti delle donne: è stata così ammessa la costituzione del comitato Differenza Donna, di quello Internazionale 8 Marzo, delle associazioni Ossigeno, Telefono Donna e Giuristi Democratici (per due di queste la difesa di Spaccino si era opposta).
Ammessi al procedimento anche i genitori della vittima, i figli della coppia e uno zio ed una zia di Barbara.

Roberto Spaccino, trasferito dal carcere di Terni in manette, è stato condotto nell’aula, dove erano presenti anche i genitori della donna uccisa. Assenti invece i familiari di Spaccino.
Il pm Duchini ha chiesto che Spaccino venga processato per l’omicidio volontario della moglie, per avere provocato l’interruzione della sua gravidanza (la donna era incinta all’ottavo mese), per maltrattamenti, per avere simulato un furto nella loro villetta di Compignano e per false dichiarazioni agli inquirenti.
Secondo la ricostruzione il delitto sarebbe maturato in un clima di liti e maltrattamenti. Nella sua requisitoria il magistrato ha sostenuto che l’indagine è stata condotta a tutto campo, escludendo altre possibili ipotesi come quella di un omicidio scaturito da una rapina.

Tra le prove indicate figurano gli accertamenti scientifici del Ris, che hanno escluso la presenza di estranei in casa la notte del delitto, le testimonianze dei familiari della coppia, dalle quali sono emerse ripetute vessazioni, e le stesse dichiarazioni di Spaccino (e cioè che quella notte era arrivato alle mani con sua moglie) considerate autoaccusatorie dalla Duchini. Cinque testimoni hanno dichiarano al pm che in quel matrimonio i maltrattamenti alla moglie erano abituali e ripetuti, oltre che effettuati anche davanti ai figli.
Gli avvocati difensori hanno contestato tale ricostruzione. Nel corso dell’udienza di oggi hanno fatto acquisire le immagini riprese dalla telecamera di sorveglianza di una tabaccheria di Marsciano che mostra il passaggio di un’auto che potrebbe essere quella dell’imputato, che si è sempre proclamato estraneo alle accuse.

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