Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, sull’Appennino umbro marchigiano, si propone come territorio di sperimentazione per le energie rinnovabili.
Scelta non facile in quanto è nota l’avversione di quanti tra energia pulita e rigida conservazione dello stato dei luoghi optano per il mantenimento dello status quo.
Ma la presidenza del Parco ha una visione diversa. ”Con questo piccolo gesto – si legge in una nota – vogliamo che il parco e il mondo ambientalista si comincino a muovere in positivo, proponendo modelli di sviluppo innovativi, anche nel campo della produzione energetica”. Quindi, se avrà successo, l’esperienza si proporrà come modello positivo per tante altre zone dell’Umbria che in questo modo potrebbe avere l’opportunità di dare un bel taglio alla Co2 prodotta.
Propositi che fanno leva su “ Tornado Like”, l’impianto energetico a vortice, alimentato dal vento, basato su principi altamente innovativi rispetto ai tradizionali aerogeneratori eolici.
Tali principi, stanno nella sua composizione interna a vortice: questo permette di sfruttare la forza del vento anche minima, dal momento che i getti a vortice riescono a loro volta a formare una nuova classe di correnti in maniera continua consentendo il funzionamento anche in quasi assenza di vento.
Il prototipo italiano del Tornado Like sarà pronto entro il 2008 ed istallato in una zona del parco con un ridotto impatto ambientale, a partire dalla collocazione dell’impianto che non dovrebbe più essere posto su posizione di crinale, come invece avviene per gli aerogeneratori tradizionali e con un monitoraggio del suo funzionamento che coinvolgerà le università di Pisa e Camerino.
Il generatore è alto solo sei metri e largo tre, per una potenza di circa 8 Kw, ed è in grado di operare al massimo dell’efficienza anche con bassissime velocità del vento. Il generatore, a velocità del vento di 3 o 4 metri il secondo, ne assicura la potenza meccanica di 100/200 watt.
L’invenzione proposta è finalizzata ad aumentare l’efficienza energetica dell’impianto e a permettere il suo funzionamento a partire da venti deboli e da sorgenti di flussi termici onde poter ridurre i costi di produzione attualmente di 3.500 euro per 1 Kw prodotto di energia eolica.










