Il Direttore Generale dell’Ospedale di Terni non ha digerito le accuse che gli sono venute in merito ad una presunta scarsa attenzione nei confronti della facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Perugia ed è passato, dopo aver confutato le accuse, al contrattacco.
In primo luogo, ha fatto presente che negli ultimi 3 anni il numero dei clinici convenzionati con la struttura ospedaliera è aumentato in maniera significativa, illustrando in maniera analitica il movimento di detto personale e le discipline di appartenenza, tale che il saldo a favore dei nuovi ingressi è pari ad almeno 6 unità.
Il costo del personale universitario convenzionato nell’anno 2007 ha inoltre avuto un incremento di circa il 50% dall’esercizio 2006, nonostante la diversa indicazione “vincolante” contenuta nell’art.11 della vigente convenzione Regione-Università.
Nello stesso tempo il personale dipendente ospedaliero in ragione dell’applicazione delle leggi finanziarie che si sono succedute, ha avuto, invece una contrazione dell’1,7% complessivo per un importo pari a euro 1.204.000.
Poi la stoccata .“Mentre la crescita della spesa per gli universitari non avvalora l’asserita scarsa attenzione dell’Ospedale nei confronti dell’Università, l’assegnazione, invece, del personale medico in formazione (specializzandi) tra le aziende sanitarie, operata dall’Università, indurrebbe a pensare al contrario e cioè che la scarsa attenzione è semmai dell’Università nei confronti dell’Ospedale di Terni”.
A riguardo l’Azienda Ospedaliera di Terni risulta particolarmente penalizzata (42 medici specializzandi rispetto ad un totale di 493), pur essendo stata inserita a pieno titolo nei percorsi formativi che la Facoltà di Medicina ha comunicato al Ministero dell’Università per accreditare le proprie scuole di specializzazione”.
“L’indisponibilità di queste figure contribuisce, congiuntamente alle carenze di organico, ad acuire le difficoltà di funzionamento dell’ospedale, in particolare nell’area della Medicina ove non risulta assegnato un solo specializzando di Medicina Interna, mentre ce ne sono addirittura 4 in Reumatologia, nonostante la scuola di Reumatologia che prima aveva la sede a Terni sotto la direzione del Prof. Coaccioli, da oltre un anno è stata trasferita a Perugia ed affidata dall’Università al Prof. Gerli”.
Le difficoltà di cui sopra sarebbero state rappresentate recentemente all’assessore ed al Rettore.










