La manifestazione, che è promossa dalla Lilt, lega che ha in Umbria due sedi (una Perugia e l'altra a Terni), punta la campagna di prevenzione sull'utilizzo dell'olio di oliva
medicine1

La prevenzione dei tumori ‘scende in piazza’: da oggi fino al 30 marzo la settima edizione della settimana per la prevenzione oncologica  punta su uno dei simboli della dieta mediterranea, lo stesso che è stato candidato a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
Per uno dei principali appuntamenti della Lega Italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) il “testimonial” principale sarà l’olio extra vergine d’oliva: una bottiglia di olio sarà consegnata nelle piazze con l’opuscolo informativo in cambio di un contributo.
Si potrà anche contribuire con un sms da inviare al numero 48585.
Due le sedi della Lega in Umbria: a PERUGIA Viale Antinori 28, presso ONAOSI, tel. e fax 075/5857311; a TERNI Corso del Popolo, 101, tel. e fax 0744/431220 -mail: info@legatumoritr.it

La scelta dell’olio buono non è casuale, perché il 35% dei tumori deriva da un’errata alimentazione. Si tratta di una percentuale molto alta considerando che in Italia ogni giorno si registrano più di 700 casi di cancro.
Testimonial d’eccezione il grande Alberto Sordi. Un fotogramma di una delle più famose pellicole del cinema italiano verrà infatti prestato all’iniziativa. Nella scena in questione Sordi, infatti, pronuncia la frase “questa è roba che magnano l’americani – ammazza che sozzeria”.
Sul versante della diagnosi precoce dei tumori, che costituisce ancora oggi lo strumento di maggiore difesa contro questa malattia, una buona notizia frutto di un progetto di ricerca condotto negli Stati Uniti al quale ha partecipato la giovane ricercatrice italiana Alessandra Luchini, laureata in Ingegneria Chimica a Padova.
Una ricerca che ha portato allo sviluppo di una nuova nanotecnologia costituita dalla produzione di piccolissime sfere di idrogel biocompatibile. Le nanosfere, la cui dimensione è nell’ordine dei nanometri (un nanometro corrisponde a un miliardesimo di metro), sono ingegnerizzate come delle spugne che agiscono al pari di vere e proprie trappole di proteine della dimensione desiderata.

È stato dimostrato che in presenza di cellule tumorali vengono prodotte delle proteine specifiche che possono essere utilizzate per la diagnosi precoce come marcatori. Il problema affrontato finora dai ricercatori clinici era costituito dal fatto che queste proteine sono di dimensioni piccolissime e sono presenti nel sangue a diluizioni elevatissime.
La novità rappresentata dalle nanosfere è costituita dal fatto che queste potrebbero essere immesse nel circolo sanguigno dove effettuerebbero dei “prelievi” mirati e verrebbero recuperate con un semplice prelievo del sangue.

condividi su: