Il dato emerge da un sondaggio di "Eurobarometro" sui cinque maggiori timori quotidiani dei cittadini dell'Ue nel settore dell'ambiente
agricoltura

La maggior parte (58%) degli europei dicono di essere preoccupati per il ricorso agli organismi geneticamente modificati, mentre solo il 21% sono favorevoli. Il dato di preoccupazione è stato evidenziato da un “Eurobarometro” diffuso dalla Commissione UE.
Secondo il sondaggio, cinque sono le preoccupazioni quotidiane degli europei nel settore dell’ambiente: cambiamenti climatici, inquinamento dell’acqua e per l’aria, catastrofi naturali e l’uso di prodotti chimici nei prodotti di suo quotidiano.
Gli europei vorrebbero poter acquistare prodotti rispettosi dell’ambiente e tre quarti sarebbero anche disposti a pagarli di più, ma poi il portafoglio è quello che è e soltanto il 17% ha acquistato prodotti ecologici nell’ultimo mese.
L’opinione dei cittadini è stato uno degli elementi che hanno indotto il presidente francese Nicola Sarkozy a passare dalle parole ai fatti. Il 5 giugno inizierà un ampio e lungo dibattito (si parla di tre mesi) al Consiglio dei ministri dell’ambiente dell’Ue che affronterà le questioni più contrastate in materia di biotech.

Sull’onda di questa iniziativa anche la Commissione europea intende fare la sua parte. Di fatto fino ad ora i Paesi europei sono stati spaccati e spesso hanno deciso di non decidere di fronte alle proposte della Commissione europea, dove il peso del ministro dell’ambiente è frequentemente superato da quello dei ministri economici che tuttavia non riescono ad imporre il loro punto di vista.
Questi ultimi sono da parte loro preoccupati perché sotto la ‘Spada di Damocle’ delle sanzioni che potrebbero scattare alla Wto per i ritardi accumulati dall’Ue nell’applicazione della sua legislazione sui prodotti transgenici.
In materia di biotech l’Esecutivo Ue è bloccato al suo interno da quanto il commissario all’ambiente Dimas ha proposto di rifiutare la richiesta di coltivazione di due mais transgenici nonostante l’Efsa (L’Agenzia europea per la sicurezza alimentare) avesse dato per entrambi parere favorevole.
Negli uffici del commissario all’ambiente è sempre fermo anche il dossier sulla coltivazione della superpatata.

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