I risultati derivanti dall'estensione dei controlli anti-alcolisti inducono ad incrementare la sorveglianza: da qui l'acquisto di altri 3.400 apparecchi
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Aumenta il controllo sulle strade per ridurre il rischio di incidenti provocati da guidatori un po’ troppo alticci.
Il 14 marzo 2008, ministero dell’Interno, ministero dei Trasporti e arma dei Carabinieri, hanno sottoscritto due accordi grazie ai quali saranno messi a disposizione delle forze di polizia circa 3.400 nuovi apparecchi in grado di rilevare la presenza di alcol nel sangue dei guidatori.
I due accordi si aggiungono, così, a quello già firmato a febbraio con il Ministero delle Politiche Agricole, che coinvolge anche il corpo Forestale nelle attività di controllo in tema di sicurezza stradale.

L’acquisto dei nuovi etilometri, definito nel corso del 2007 e divenuto operativo grazie a un investimento di 7,8 milioni di euro previsto nel bilancio 2008 del ministero dei Trasporti, si inserisce nell’impegno di promuovere la sicurezza stradale e di sostenere con misure concrete l’attività di vigilanza svolta dalle forze di polizia.
La fornitura, che consiste in 120 strumenti di tipo “Provida 2000”, 948 etilometri, 2.298 “precursori” completi del relativo materiale di consumo, permetterà di effettuare oltre 1.500.000 controlli.

Nuovi strumenti, quindi, a disposizione di Polizia e Carabinieri, che nel 2006 hanno realizzato 242 mila controlli saliti a 790 mila nel 2007 con un aumento del 226%.
Due fattori che hanno ribaltato le statistiche sugli incidenti stradali; infatti, confrontando il periodo di agosto-dicembre del 2007 con lo stesso periodo del 2006, cala del 13,8% il numero dei morti e del 7,2% il numero dei feriti e del totale degli incidenti.

La maggior parte degli etilometri verranno impiegati dalle pattuglie che prestano servizio sulle 12 strade più pericolose del Paese:
• Pontina, Flacca, Grande Raccordo Anulare di Roma, via del Mare e via Nettunense nel Lazio;
• via Emilia, Adriatica e Romea in Emilia-Romagna;
• Pontebbana in Veneto;
• Domiziana e Salerno-Reggio Calabria in Campania;
• Adriatica nelle Marche.
Su queste strade, che pure si sviluppano su soli 1.200 km (2% dell’estensione della rete statale e regionale), si registrano l’8% e il 9% dei feriti, con un costo sociale di 9,5 miliardi di euro.

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