Un nuovo approccio all’alcolismo e alla tossicodipendenza potrebbe essere indotto se verrà confermata la conclusione di uno studio condotto da ricercatori dell’università di Pittsburgh (Usa) e pubblicato sulla rivista ‘Alcoholism: Clinical & Experimental Research’.
Secondo tale studio la dipendenza da alcol e droga può essere legata a un difetto fisico, in particolare del cervello.
I bambini e gli adolescenti ad alto rischio di abuso mostrano infatti più spesso un deficit della funzione cognitiva detta ‘esecutiva’, che è il centro di controllo degli altri processi cerebrali.
La funzione cognitiva esecutiva – spiegano gli autori – è quella che consente, fra le altre cose, di formulare domande e risposte, di mantenere il controllo delle proprie azioni e di reagire dunque con razionalità agli stimoli esterni.
Non a caso, chi ha una riduzione di tale funzione usa spesso la violenza invece del ragionamento.
Le conclusioni sono giunte dopo uno studio, abbastanza limitato, di un gruppo di 25 ragazzi, fra i 12 e i 19 anni, con l’utilizzo della risonanza magnetica funzionale e di un test (di Antisaccade) per misurare l’efficienza dei processi di inibizione dei comportamenti.
I giovani, che non sono in grado di controllare le loro risposte impulsive a determinati stimoli, hanno una minore attività cerebrale a livello della corteccia frontale, la regione del cervello responsabile della funzione cognitiva esecutiva.
- Redazione
- 22 Marzo 2008










